LE MANI SULLA LIBIA

Censurabile comportamento italiano: non partecipa alla guerra il Libia ma la promuove

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di:  Rete contro guerra e militarismo-Campania

Arrivata l’attesa foglia di fico della richiesta ufficiale agli USA da parte del governo cosiddetto legittimo libico del premier fantoccio Sarray per un intervento militare contro la presenza dell’ Isis in Libia, i caccia bombardieri USA hanno iniziato a bombardare la zona di Sirte, la cosiddetta “roccaforte ISIS” – in realtà un migliaio di miliziani.

L’Italia, per bocca di Gentiloni, ha dichiarato un “fatto molto positivo l’intervento USA” e in un colloquio con il premier libico ha manifestato il consenso italiano alla richiesta di aiuto “per contribuire alla sconfitta definitiva di Daesh in Libia”.

La disponibilità dell’Italia non è una novità – già da diversi mesi sono pronti cacciabombardieri AMX nella base di Trapani Birgi e la concessione d’uso delle basi italiane a partire da quella di Sigonella é di fatto già pronta. Ora che l’intervento Usa in Libia è in linea con la risoluzione Onu – la n. 2259, richiamata dallo stesso Gentiloni – ci sono tutte le premesse per la partecipazione Italiana alla nuova missione militare. Nonostante le ipocrite rassicurazioni sull’“assistenza italiana in particolare sul piano umanitario e sanitario”, é un fatto che già da diversi mesi operano in Libia gruppi di militari delle forze speciali italiane.

lybia1In realtà quella che sta iniziando è una nuova guerra di aggressione al popolo libico, dopo l’intervento militare del 2011, fortemente voluta dagli USA, dall’Unione Europea e dalla NATO, che moltiplicherà il caos in quel paese e provocherà inevitabili reazioni anche sul piano internazionale andando ad alimentare quella spirale bellica, infame e senza fine, che dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Siria all’Ucraina, dallo Yemen all’Africa sub-sahariana, sta coinvolgendo l’intero pianeta. Infine, l’appoggio del governo Renzi a questo nuovo massacro trasformerà anche il territorio italiano in obiettivo di attentati e atti di ritorsione.
Ancora una volta, con la scusa di aiutare il popolo libico, questa guerra garantirà solo gli interessi delle multinazionali del petrolio e gli equilibri del terrore nel Mediterraneo, ormai trasformato in una area super militarizzata, chiusa ai profughi e i migranti, ma aperta ai mercanti di morte e alle avventure delle potenze imperialiste.

DICIAMO ANCORA UNA VOLTA NO ALL’INTERVENTO MILITARE IL LIBIA e creiamo le premesse per la costruzione di un forte movimento di opposizione alle politiche avventuriere e imperialiste di cui il governo Renzi è protagonista e complice

 

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