Le fiamme sotto la mia casa. Rivoluzione, se non ora quando?

Quelle che vedete sono immagini scattate dal balcone di casa mia. Il fuoco sta circondando Napoli, e non solo, ma le fiamme si avvicinano minacciosamente anche verso il centro...

Quelle che vedete sono immagini scattate dal balcone di casa mia. Il fuoco sta circondando Napoli, e non solo, ma le fiamme si avvicinano minacciosamente anche verso il centro della città, se è vero com’è vero che sono arrivate fin Via Marina. Inutile confessare che c’è paura, siamo stati costretti a chiudere il cane in cantina per paura che si intossichi, a Ponticelli, zona dove siamo abituati a raid e pistolettate siamo costretti, col caldo che fa a chiuderci in casa e crearci delle rudimentali maschere imbevute di Coca Cola, sembra che allievi il fastidio e la tosse.

Le fiamme di Ponticelli, per chi non lo sapesse, la 6 municipalità del Comune di Napoli, sono state provocate da delinquenti che hanno acceso roghi alla discarica abusiva e alimentata quotidianamente dove una volta c’era un campo rom “smantellato” a furor di popolo, si sa gli zingari son più pericolosi della spazzatura che, una volta incendiata diventa diossina, e le ceneri che si presume resteranno per tempo immemorabile provocheranno guasti alla salute degli abitanti, ma si sa, le autorità comunali e Napoli non amano molto la sua periferia, la guarda con distanza, forse sofferenza,

La realtà è che questa storia degli incendi sta diventando ogni giorno più ossessiva e persistente.

Lo Stato sta a guardare l’ennesima sconfitta da parte della criminalità. Ho provato ad immaginare un’altra operazione di stampo criminale, se qualcuno avesse nello stesso tempo messo a Pozzuoli, Ponticelli, Torre, Santa Anastasia, Afragola e gli altri centri colpiti, delle bombe si starebbe parlando ad atti criminali e, qualora i responsabili fossero dell’Isis o della mafia, assisteremo a spiegamenti di forza eccezionali e da giorni sarebbero piantonate le zone per evitare che possa riaccadere, invece no, niente, da giorni gli incendi divampano e i criminali la fanno franca passeggiando con latte di benzina ovunque vogliono, perfino nella centralissima 6 Municipalità, e sottolineo, la sesta municipalità del Comune di Napoli e parte elettiva del Consiglio Comunale di Napoli.

Invece si continua a parlare genericamente di “incendi” . Per far muovere l’indignazione dello Stato c’è a questo punto bisogno dei tagliagole arabi o dei discepoli di Totò Riina . Perfino De Luca, parla di “disegno criminoso di persone che lucrano nell’emergenza

Lo Stato e le sue derivazioni guardano sconcertati e sconfitti questi atti di criminali che impoveriranno ancora oltre popolazioni che già hanno poco o niente. Il nemico dei criminali non è più lo Stato o il Comune, ma il popolo.

Fuoco e fiamme, criminali e assassini che a viso aperto stanno lanciando una sfida ai cittadini, come a dire “qui comandiamo noi” basta tutto qua.

Sono gli stessi delinquenti che con grave compiacenza di apparati dello Stato crearono la famigerata Terra dei fuochi, uccidendo la natura e avvelenando per sempre le terre dei loro figli, le malattie possono arrivare nel tempo, i soldi subito o quasi.

È stancante vedere questa sottomissione del mondo politico ad azioni che sono criminali quanto le bombe o gli attentati cui la mala politica ci ha costretto a convivere.

Una cosa sarebbe possibile, che il popolo si ribelli, che capisca che è rimasto solo ed è stato tradito da chi ha ottenuto la nostra fiducia.

In un’intervista che uscirà mercoledì su queste pagine, il Presidente del Consiglio Comunale di Napoli Fucito ha detto: “la rivoluzione è il sovvertimento di tutte le regole sbagliate e l’arrivo di una nuova vita, basata sull’eguaglianza e sulla giustizia”.

La rivoluzione, se non ora quando? Una rivoluzione, non da salotto o da chiacchiere, ma quella vera che colpisca e cancelli dalla faccia della terra delinquenti e assassini che sono convinti che siano i padroni di tutto, delle nostre vita, della nostra salute.

Il popolo è solo, dovrebbe avere la capacità di uscire, andare a cercare, catturare e punire come più giusto crede, chi sta cambiando la geografia delle nostre città, il denaro non può più essere la loro ragione di vita, perché quello che rappresentano per loro ii soldi rappresenta per noi del popolo distruzione, povertà, fuoco e cenere.

Non è possibile che da giorni sentiamo parlare solo di Incendi,  “forse di natura dolosa”. È in atto una grande strategia della tensione, le fiamme stanno arrivando in posti dove i loro sporchi profitti hanno poco da godere, le fiamme ora stanno colpendo zone cui è pressoché impossibile produrre utili, è solo per mettere paura, per farci respirare aria malsana e farci capire che comandano loro, attraverso la “strategia della tensione”, sono le parole del Governatore della Regione Campania De Luca, non di un bolscevico, e allora come fermarli? Con la rivoluzione

 

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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