LE COSTITUZIONI SONO DEI POPOLI, NON DEI GOVERNI

Verso un’Europa dei Popoli sovrani e autodeterminati

Le recentissime vicende politico-istituzionali ancora in evoluzione nella Penisola Iberica ci riguardano direttamente, sia come Italiani, sia soprattutto come Europei. Difatti, sappiamo che in Italia vi sono forze politiche, piú o meno articolate, che ‘accarezzano’ il progetto istituzionale di rendere indipendenti e completamente autonome, rispetto allo Stato Italiano, alcune regioni della penisola italica. Tali orientamenti sono, però, in crescita anche in altri paesi Europei, in riferimento a specifiche comunità inserite in un dato Stato Nazionale.

L’attuale contrapposizione politico-istituzionale in Spagna è la seguente: il Governo di Madrid sostiene che questo referendum indetto nella regione catalana, per un’eventuale indipendenza di quest’ultima dallo Stato Spagnolo, sia da impedire anche con la forza, perché essenzialmente anticostituzionale; mentre, il popolo catalano (almeno una buona parte di esso) ritiene matura la fase politica per consentire ai catalani di autodeterminarsi circa l’opportunità o meno di staccarsi dallo Stato Spagnolo.Se interpretiamo correttamente le posizioni in campo, ebbene dobbiamo ritenere che – al di là del contenuto specifico di una determinata posizione politica, condivisibile o meno – è essenziale la forma e il mezzo attraverso i quali si tenta di conseguire un dato scopo politico, sia per chi tutela le costituzioni vigenti, sia per chi le voglia modificare o, addirittura, dissolvere la loro vigenza su un dato territorio.

Non entrando nella questione se sia o meno incostituzionale fare un referendum sia pure solo consultivo circa l’adesione allo Stato Spagnolo, vorremmo invitare il lettore a riflettere su questa circostanza: in effetti, pare che qui ci si dimentica del fatto che le costituzioni sono fatte (di solito) dal Popolo (a meno che non siano emanazione di un potere sovrano diverso), Popolo (o Cittadini) che va considerato autodeterminato e sovrano, sovrano fino al punto di potersi liberare di una data Costituzione per costruirne una in parte o del tutto diversa. Naturalmente, se ci riteniamo autentici democratici, dobbiamo affermare con fermezza e senza indugi che tutto ciò va fatto senza violenza alcuna, anche se comunque ci si è costretti a disattendere e, quindi, a sovvertire quella parte della Costituzione (di solito, quella che disegna le Istituzioni che articolano i classici poteri: legislativo, esecutivo e giudiziale) che si vuole cambiare.
Quindi: le Costituzioni sono fatte dai Popoli (Cittadini Autodeterminati e Sovrani), sono dei Popoli, non delle Istituzioni e dei Governi chiamati/e ad attuare le Costituzioni vigenti. Ora, se una parte cospicua (non necessariamente la maggioranza) del popolo chiede democraticamente di pronunciarsi su una grossa e sostanziale modifica istituzionale della propria Costituzione, proprio in nome della sovranità popolare le Istituzioni e i Governi vigenti devono garantire il democratico pronunciarsi del Popolo Sovrano.

Pertanto, nelle Costituzioni impariamo a distinguere quelle parti costituzionali che concernono i diritti umani (solo in tale caso saremmo propensi ad ammettere una – dolce? – violenza per garantire il rispetto di essi) da quelle parti che, invece, concernono gli assetti istituzionali: in quest’ultimo caso, nessuna violenza da tutte le parti politiche è ammissibile! Ripetiamo: da tutte le parti politiche, quindi anche e soprattutto dal Popolo e dai Governi.

Inoltre, una volta posto il rispetto della sovranità dei Popoli, cosa succede quando entrano in collisione le sovranità di due Popoli? Se la maggioranza degli spagnoli residenti nelle altre regioni iberiche ritiene che i catalani debbano rimanere nello Stato Spagnolo, mentre la maggioranza dei Catalani si è espressa per la creazione di un altro Stato, diverso da quello spagnolo, cosa si deve fare per essere fedeli ai fondamentali principi e pratiche democratiche e di rispetto dei diritti umani? Riteniamo che per varie ragioni debba prevalere la sovranità di chi voglia costruire un altro assetto istituzionale, ma qui ne segnaliamo solo una: perché non possiamo ammettere la violenza, sia pure anche solo figurata, perpetrata ai danni di un Popolo, che voglia autodeterminarsi in modo diverso da altri Popoli limitrofi. È proprio in nome dei basilari principi liberal-democratici di libertà, democrazia, autodeterminazione, che dobbiamo far prevalere le determinazioni catalane, qualsiasi esse siano in riferimento ai rapporti con le altre regioni iberiche.
Infine, una domanda: ma qual é la posizione del Re ‘democratico’ spagnolo? È ancora democratico?

P.S.: nei prossimi mesi anche in alcune parti d’Italia si faranno referendum consultivi che riguarderanno alcune regioni che si vogliono distaccare dall’Italia. Per favore, non perseveriamo nel sostenere che non si possono fare, perché anticostituzionali.

 

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  • Maurizio DerSuchende
    Maurizio DerSuchende
    3 ottobre 2017 at 17:15 - Reply
    • Maurizio DerSuchende
      Maurizio DerSuchende
      4 ottobre 2017 at 9:21 - Reply

      Correggo: questo è il link alle versioni catalana e castigliana (= spagnolo).