Le CHIACCHERE – anche se è Carnevale – stanno a zero

4.066.167.000.000.000 - come si legge?

Abbiamo voluto dare “i numeri” ed intitolare l’articolo con delle cifre che invito a leggere. Ci avete provato?

Il numero si legge: QUATTROBILIARDISESSANTASEIBILIONI167MILIARDIDILIRE ,ovviamente i biliardi non sono quelle sale dove si va a giocare spesso mete di “filoni” scolastici per chi li faceva, ma è una unità di misura.

soldi2Sono numeri illeggibili, da far venire il mal di testa. Ma che cosa rappresentano. Sono la traduzione in lire del debito pubblico italiano che in euro è molto più facile da scrivere e da leggere :2.100.000.000.000 miliardi. Esso rappresenta il 130% del PIL che è il prodotto interno lordo – cioè tutto quello che il nostro Paese produce.

Veramente le cifre del nostro PIL sono altre. Infatti, se si vanno a leggere i dati pubblicati da EURISPES (suggeriamo di andare a vedere chi è costui) oltre ai 1.560 mld di euro di PIL “legale” si devono aggiungere altri 540 mld di euro di PIL “sommerso”, e 240 mld di PIL criminale. Senza voler conteggiare quest’ultimo che è il risultato stimato delle “mafie” a vario titolo operanti nel “Bel Paese”, che diciamo la verità con questi numeri sono delle belle aziendine, vorremo soffermarmi sul PIL sommerso.

Esso è in sostanza l’espressione di un’economia che senza usare libri contabili equivale ad un terzo del prodotto interno lordo ufficiale. Il cosiddetto “nero” se fosse tutto dichiarato porterebbe il fatturato italiano a circa 2.100 mld di euro che pareggerebbe il nostro debito pubblico (neanche a farlo apposta 1.560mld + 540 mld fanno 2.100 mld).

Quindi diventeremmo in un batter d’occhio un paese virtuoso. Se non la vogliamo mettere in questi termini 540 mld di nero equivalgono a moltissime tasse non pagate – che se opportunamente incassate nel corso di un decennio farebbero scendere considerevolmente il debito pubblico portandolo a percentuali più accettabili – evitando di essere sempre il bersaglio di reprimende della UE. E tutto questo senza ridurre la spesa pubblica – che pure è un altro cahier de doleance, frutto di sprechi e malaffare.

Scusate se vi abbiamo tediato con tutti questi numeri, ma quanto sopra serve a spiegare quanto sia difficile la situazione in cui ci siamo messi. Per risanarla ci vorrebbe un governo capace che durasse almeno dieci anni e facesse delle riforme vere (non solo quella della legge elettorale e del Senato) che servono,o meglio sono servite momentaneamente, a dare un po’ di fumo negli occhi ai dirigenti dell’Unione Europea.

Questi ultimi sono stanchi dei colpi di teatro e di fronte al nostro Primo Ministro che sta alzando la voce e si sta “facendo venire le mosse” per 3mld di eu – di ulteriore flessibilità, vogliono capire cosa VERAMENTE chiede l’Italia. Tutti i leader (socialisti e conservatori) della UE temono che l’Italia stia prendendo, o perdendo tempo,  e, che cerchi di distrarre l’opinione interna ed europea dai veri problemi e cioè che non sia capace di portare i conti in ordine.

immigratiUna piccola parentesi. Il nostro governo si è lamentato di spendere cifre considerevoli per i migranti – che tutti sapete –  vengono ospitati in hotel a cinque stelle e sfamati con pranzi preparati da chef stellati. Ma anche su questo la Comunità Europea già a dicembre ci aveva detto che tali spese non venivano conteggiate nel deficit. In sintesi hanno detto al nostro Primo Ministro:”che ti sbatti a fare”? Per essere comprensivi e capire cosa vuole “l’agitato” il Presidente della Commissione Europea, Junkers, a cui il Dott. Matteo Renzi pure ne ha dette di cotte e di crude,  verrà prossimamente in Italia. E allora non vorrei che non fossimo capaci di spiegargli bene che cosa stiamo facendo VERAMENTE per risanare il nostro Paese. Non vorrei che lui interpretasse i comportamenti del nostro governo come quelli di un alunno che non avendo fatto i compiti viene interrogato e si fa venire un finto malore per cercare di non rimediare un brutto voto.

 Tradotto in altri termini se non facciamo il nostro dovere scatteranno le cosiddette “clausole di salvaguardia” che sono misure automatiche stabilite in sede comunitaria che vengono applicate quando un paese “sfora”.

Nel nostro caso si tratterebbe di aumentare le aliquote IVA. Così l’IVA al 10% che si applica su generi come:pane, latte, uova, carne e simili – passerebbe al 12, e l’IVA al 22% che si applica sugli alcolici, vestiti, automobili ed altro passerebbe al 24. Una bella “stangata”.

Economist John Maynard KeynesInutile dire che le imposte come l’IVA sono quanto di più punitivo ci possa essere per le classi sociali meno abbienti. Il pane ed il latte vengono comprati dal povero come dal milionario agli stessi prezzi. Perciò ribadisco in certe sedi e data la nostra situazione sarebbe meglio tenere un basso profilo. Non fare gli antipatici, non isolarsi. Nel frattempo, per il bene di tutti sarebbe meglio portare fatti non chiacchiere (che pure sono di moda nel periodo del Carnevale) e dimostrare che si sta facendo tutto il possibile per recuperare i soldi dove stanno VERAMENTE : combattendo l’evasione, stroncando la criminalità, alleggerendo tasse e burocrazia – in sintesi facendo quello che un governo vero, soprattutto poi uno di sinistra che tiene ad una maggiore uguaglianza sociale,  dovrebbe fare in un paese come il nostro. Cioè garantire una migliore redistribuzione della ricchezza per fare in modo che tutti come diceva Keynes possano partecipare alla festa, consumare e portare avanti l’economia che stimolerà gli investimenti, che creeranno nuovi VERI posti di lavoro in un spirale virtuosa.  E invece? E’ frase comune in questo periodo: “’l’Italia sta uscendo dal tunnel”. Speriamo di uscire in condizioni migliori di come ci siamo entrati, altrimenti la vediamo dura.

Chiudiamo  dicendo che c’è sempre l’ipotesi cavalcata da qualcuno che uscire dall’euro sarebbe la soluzione. Così ci leviamo dalle scatole quelle formichine/burocrati che ci assillano la vita e ci rovinano la festa. Ma pensate solo alla cifra del titolo. Chi ce li mette tutti quei soldi. Perché i debiti in euro o in lire vanno pagati, se non vuoi perdere ogni briciola di credibilità.

londra-e-la-storica-inghilterra_02_4A proposito, anche qualche grande paese (l’Inghilterra) pensa di uscire dall’Unione – in realtà fa solo finta per cercare di avere delle concessioni e tirare l’acqua al suo mulino. L’algida Albione ha gli “argomenti” per agitarsi. Si è lamentata dei troppi migranti che andando in Inghilterra compromettono il welfare inglese. Questi poveri derelitti non sono extracomunitari ma- per inciso-  cittadini europei del continente – tra cui anche molti italiani che sono andati e vanno nel Regno Unito a lavorare. E la UE, che non si può permettere di perdere un partner così importante, ha fatto capire che non c’è da preoccuparsi che verrà incontro alle richieste degli inglesi accontentandoli su altre questioni. In altre parole gli hanno detto “venite qua, state tranquilli, voi farete sempre parte del club dei buoni – Sappiamo che quelli vi stanno dando tanto fastidio, ma non vi preoccupate la soluzione pure la troviamo”. Si chiama Europa a due velocità

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