L’auto-regolamentazione del Mercato Unico Europeo come alternativa al processo legislativo classico

I principi di auto-regolamentazione del mercato sono visti sempre più come una valida alternativa alla lentezza dei processi burocratici, che rischiano di frenare l’evoluzione di un mercato unico Europeo. Industrie, Società Civile ed Istituzioni non possono che trarre profitto da tale processo.

Il 19 maggio scorso la Commissione Europea ha approvato la Better Regulation Agenda (BR), per spingere verso una migliore regolamentazione del Mercato Unico Europeo in diversi settori.

L’idea è di rendere più trasparente, rapido ed efficace il processo decisionale e di portare risultati economici, sociali e ambientali tangibili per consumatori e business.

La BR copre l’intero ciclo d’elaborazione delle regole e degli standard nei diversi settori: preparazione, adozione, implementazione, applicazione, valutazione e revisione.

In contemporanea, la Commissione ha pubblicato una serie di documenti guida per aiutare gli organi (nazionali) competenti al fine di migliorare il processo di auto­regolamentazione.

Il processo di creazione di un Mercato Unico continentale risale al 1992 ed ha portato ad una lenta e tortuosa elaborazione di un sistema legislativo europeo che aveva come obiettivo quello di sostituire le complesse regole nazionali.

Settori come l’ambiente, la salute o la protezione dei consumatori sono stati pionieri per le future riforme strutturali e legislative.

In un’era in cui sono venute meno tutte le barriere e gli impedimenti legati al movimento di beni, servizi e persone, i cittadini si aspettano che gli stati nazionali possano assicurar loro sicurezza e benessere.

Le industrie, dal canto loro, si aspettano che le autorità possano assicurare e spingere competitività ed equità del mercato ­ a livello nazionale e internazionale. La regolamentazione comunitaria è la chiave per raggiungere questi obiettivi. Basti pensare alle campagne ­ e ai consequenti standard ­ sull’alcool, sul cibo o sulle pubblicità.

Regulation-V13H16Perché preferire dunque l’auto­regolamentazione al processo legislativo ordinario?

Ci sono diversi fattori da prendere in considerazione. Primo, i tempi della burocrazia Europea sono ancora lunghi e il rischio di vedere non attuate riforme in tempo utile è ancora alto. Secondo, i funzionari che vivono nella “bolla” di Bruxelles sono lontani dal terreno di gioco e non conoscono così bene le dinamiche dei diversi mercati locali.

E’ chiaro dunque che avere organizzazioni ed associazioni che cooperino con le istituzioni sia una tappa fondamentale per garantire migliori risultati e standard sostenibili in tutti i settori sensibili.

Se l’auto­regolamentazione e la co­regolamentazione (affidare il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge alla Società Civile o alle ONG) potevano considerarsi come opzioni valide per valutare l’impatto delle riforme sul mercato, oggi sono da considerare come complementari ai processi istituzionali, anche nella fase stessa d’implementazione

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