Laura Boldrini: Ri-cominciare dalle donne

Incontro con la Presidente Boldrini, tornare allo spirito del '46, le offese sessiste, la cacofonia è un'invenzione, differenze di stipendio, questo è un governo di talebani

la Presidente Laura Boldrini, incontra parte del “suo” popolo all’aula magna della Gesco a Poggioreale. In un’ora la deputata eletta grazie ai voti ottentuti nel partito LEU, questa volta non parla di crisi di sinista e di come uscirne fuori, la sua missione, “Forza ragazze, al lavoro” è un progetto tutto al femminile, che sfocia poi in battaglie femministe.

Noi donne, per capire a che punto siamo oggi, dobbiamo tornare indietro nel tempo e arrivare al momento –spartiacque– che è nel 1946, allorquando le donne per la prima volta ottengono una valenza politica, acquistando il diritto al voto e diventando soggetto.

Sono convinta che la rivoluzione femminista sia l’avvenimento più grande dell’ultimo secolo.

Siamo passate da norme medievali, come il delitto d’onore, lo stupro, che prima era offesa contro la morale e non la persona, e tanti altri argomenti che prima sembravano tabù da affrontare, penso al cognome da dare ai figli, che sono della donna sin dal suo concepimento, ma poi diventano del maschio.

Ancora oggi le donne sono maltrattate, in tutti i sensi, pensate: ho fatto una ricerca delle topomastiche dellè città, ad esempio a Napoli, su cento strade ce ne sono solo sette dedicate a donne, mi chiedo, ma a Napoli la storia delle donne è così povera? Vi sembra possibile? E andiamo avanti…l’esecutivo italiano è composto da 63 membri, solo 11 sono donne, il 17%, contro il 63 % della Spagna e oltre il 50 in Francia, siamo il Paese più indietro d’Europa, e questo sarebbe il Governo del cambiamento? Sì, il cambiamento –talebano- si vuole che noi donne, guardiamo, zitte e con gli occhi bassi.

Nel mio periodo di Presidenza alla Camera avendo notato che tutti i busti di Montecitorio erano dedicati solo a uomini, ho istituito la stanza delle donne, perché l’Italia è piena di eroi al femminile, grandi statiste e donne di resistenza, penso a Tina Anselmi, a Nilde Iotti, sono tante le donne che hanno fatto cammino e camminare questo Paese, ma le Istituzioni, con piacere dimenticano tutto questo, poi ho istallato due specchi, in modo che le persone potessero specchiarsi e leggere sopra – Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, cariche mai consegnate nella nostra storia a donne.

Siamo arretrati in tutto, cominciamo dal lessico, la cacofonia è solo un blocco mentale, perché si può dire –contadina- e non Ministra, Segretaria, solo per indicare una donna che lavora in uno studio alle dipendenze di qualcuno, e non come leader di un movimento, tutte queste discussioni avvengono ancora oggi, nonostante  l’Accademia della Crusca ha stabilito che termini come la Presidente, la Ministra, l’Assessora, sono parole leggittime nel vocabolario di lingua italiana.

Viviamo noi donne in un periodo talebano, la parola di un uomo vale di più, anche nei tribunali, questo esecutivo, a leggere dichiarazioni di esponenti anche importanti, sta  cercando di cancellare la legge 194, che fu per le donne conquista epica, la verità di tutto questo è che si vuole che noi donne ci occupassimo solo di sciocchezze e economia domestica.

Il problema culturale, le offese: se devi offendere una donna lo fai con ingiurie di carattere sessuale, dopo alcune mie dichiarazioni un Sindaco si prese la briga di postare sulla sua pagina F.B che avrebbe voluto che si dessero i domiciliari a casa mia per  un gruppo di delinquenti che stuprò una ragazza, io credo che tutto questo sia pazzesco, come è folle che le donne svolgendo le stesse mansioni dell’uomo debbano poi guadagnare il 30% in meno di un maschio, qualcuno si è mai chiesto perché? Qualcuno si è mai chiesto perché alle ragazze viene fatto firmare un foglio di dimissioni all’atto dell’assunzione nel caso restassero incinta?

Dobbiamo prepararci a una stagione di di grande mobilitazione perché dobbiamo avere le stesse opportunità degli uomini, a maggior ragione che siamo il 51% del Paese, vogliamo contare di più ed esssere rispettate avendo maggiori responsabilità istituzionali.

Quella di oggi è un’assemblea, che occore per far si che ognuna delle presenti a questo convegno esca di qua e faccia sentire la nostra voce, ma non basta, io per prima mi recherò a parlare di donne tra le donne, nei mercati rionali e per le strade, anche quelle più difficili, in città e periferie, è giunto il momento di riscrivere la nostra storia, a cominciare dalla cultura“..

È vero, è un problema culturale, le offese sessuali, gli incarichi istituzionali, aggiungiamo noi, ma suggeriamo alla Presidente che in questi giorni di grandi dibattiti, all’interno della stessa sinistra per capire chi possa essere il traghettatore alla terra promessa siano solo uomini, Renzi, Orfini, Emiliano, Zingaretti, lo stesso Fassina o Grasso, tutti uomini, e allora accanto gli specchi del Presidente della Repubblica e del consiglio metteremo anche questo: nessuna donna ha mai guidato un Movimento o partito di Sinistra, (fatta eccezione per pochi gruppi fuori dalle Camere) ne prima ne ora, come mai?

 

La foto in evidenza è di Ferdinando Kaiser

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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