L’Aspirante  Sindaco fermo agli anni ’60

In un’intervista al Mattino Lettieri mostra di non essersi accorto che i tempi sono cambiati, fermo a vecchie logiche e politica obsoleta

Giovanni Lettieri ha 60 anni, questo vuol dire che il più bello della sua giovinezza e del suo frenetico attivismo lo ha avuto negli annni ’60-’70

Erano i tempi di Mina e Battisti, ma erano anche i tempi di Dylan e Woodstock. Con l’ultima intervista rilasciata al Mattino Giann Lettieri dimostra di non avere mai ascoltato né Dylan ne’ “the Time’s are a Changin it”, i tempi stanno cambiando,  è un intervista con una serie di dichiarazioni di un aspirante Sindaco che non ha capito che i tempi non stanno più cambiando, ma sono cambiati.

Gianni Lettieri parla di “centri sociali” che occupano i beni del Comune, è ancora convinto che siano gli stessi di Radio Alice e autonomia operaia, non ha visto il tempo che cambia.

Si Indigna quando passa fuori l’Ex asilo nido Filangeri, non sa quel che accade la dentro, teatro, cinema, danze, assemblee, dibattiti e tempo associativo. Non si è accorto che in molte delle strutture occupate del Comune si fanno tantissime cose utili e che tengono tantissimi uomini e donne del quartiere,  certamente con idee lontanissime dalle sue, ma impegnati in progetti ove al primo posto c’è quello di essere utili per i deboli.

Ex-asilo-filangieri-occupatoA Lettieri forse piacciono solo i giovani che si rimbambiscono in casa con il grande fratello o meglio se in una discoteca con musica sparata a rottura di timpani, per lui la giovinezza è solo quella, l’impegno politico non è gradito, meglio che pensino solo a divertirsi e che le cose degli adulti li lasciano fare a lui e persone come lui.

Lettieri parla come un Salvini del Sud, Lettieri è lo stesso che si fece dire in faccia da Berlusconi e Gigi  D‘Alessio “che se non avesse fatto il suo dovere sia Berlusconi, quanto Gigi D’Alessio sarebbero andati in Comune a prenderlo a calci” l’Aspirante Sindaco non ribattè e questo non piacque ai napoletani che lo seppellirono sotto una valanga di voti che non portava il suo nome ma quello dell’odiato De Magistris.

Cavalca la tigre di Salvini, quella delle ruspe nei campi Rom e nel dire che  nei centri sociali sono in atto tentativi di sovversione.

Non ha mostrato attenzione in quella intervista al popolo che vorrebbe lo eleggesse primo cittadino, Napoli dai tempi di Federico II città multirazziale ed ospitale, vagonate di cittadini si recano ogni giorno a portare cibo e generi di necessità nelle piazze dove ci sono i poveri, che vanno nei campi Rom, che aprono la loro casa a stranieri, ricchi e poveri, che mettono il loro sapere a disposizione di tutti, dalla semplice informazione stradale alla storia di una statua del quartiere.

Vuole denunciare il Sindaco di Napoli perché ha  concesso l’utilizzo dei beni occupati ai ragazzi dei centri sociali, è sbottato in un “BASTA LO DENUNCIO”.

L’odio di Lettieri per chi fa attività al di fuori delle logiche imprenditoriali classiche è viscerale, eppure da aspirante Sindaco ci saremmo aspettati un’apertura sui grandi temi della città, la povertà, la miseria, l’assenteismo scolastico, la camorra e le mani sporche di sangue per qualsiasi tipo di appalto.

Questi ragazzi dei centri sociali di mano e fatica loro hanno aperto edifici che erano abbandonati, li hanno ripuliti sacrificando i loro giorni prefestivi e festivi, i loro figlioletti hanno perso giornate di svago per partecipare all’apertura di un edificio che serviva nessuno oltre che per svolgimento di pratiche illegali.

santaferdeL’aspirante Sindaco ad esempio non sa che a  Via Giovanni Pignatelli, nei pressi del “covo” 081  da qualche mese è stato non occupato, ma restituito ai cittadini un palazzo del 1600 di proprietà di Benedetto Croce.

Era in uno stato pietoso, a Napoli secondo una mappatura in studio nel nostro giornale ci sono tanti edifici abbandonati e  lasciati alla mercè di topi, scarafaggi e spacciatori, non è meglio restituirli ai cittadini con una logica giusta del cosiddetto utilizzo dei Bani Comuni?  Non c’è bisogno di spiegare cosa significhi Beni Comuni, le due parole spiegano tutto così bene, e Napoli può dire di avere adottato una corretta ed equa politica sui Beni Comuni che fa risparmiare cassa e nello stesso tempo impegna tanti giovani animati solo dalla passione di dare, sentirsi utili, questo per l’Aspirante Sindaco è di per se scandaloso!.

Nel centro di Santa Fede Liberata da dicembre si fanno convegni, ci si va a prendere il sole nell’ampio giardino, si beve vino e si assaggiano prodotti della Campania la domenica, ci sono mercatini di artigiani, la  sera è possibile vedersi  un film in compagnia, o assistere a concerti di tutti i generi, dalla taranta al Rock,

Lettieri non sa evidentemente che questi centri si finanziano a colpi di sacrificio personale,  o cercando soldini nelle loro raccolte domenicali nel quartiere, l’aspirante Sindaco non sa che questi ragazzi hanno la protezione e l’affetto di abitanti di un intero quartiere che anche regalando un euro si sentono padroni di un luogo che fino a Dicembre era sprangato e non serviva a niente e nessuno.

de magistrisL’Aspirante Sindaco mostra scarsa attenzione per l’imprenditoria diversa dalla sua, non è difficile immaginare cosa avrebbe fatto l’Imprenditore Lettieri di Santa Fede, probabilmente (con fondi dello Stato) un bell’albergo 5 stelle con relativo bar e ristorante di extralusso, questa è la sua teoria di essere imprenditori, i liberatori di Santa Fede, invece si sono mostrati imprenditori con i loro sacrifici e quelli del popolo, non hanno chiesto niente a nessuno se non i vicini del quartiere, costruendo qualcosa che negli ultimi 50 anni, da Valenzi a Rosetta Russo Iervolino nessuno era stato capace di fare, restituirlo alla città.

Sono operazioni imprenditoriali a basso costo, ma evidentemente per l’apirante Sindaco l’imprenditoria o si fa con Confindustria o niente.

L’Aspirante Sindaco non sa che in questi luoghi c’è spesso la sostituzione della pubblica amministrazione, in questi luoghi  per lui malsani ci sono anche centri medci di ottima qualità ove in cambio di pochi euro  fanno ecografie e analisi sostituendosi perfino al classico ticket sanitario, ci sono scuole di Italiano gratuite per stranieri, e sottolineiamo la cosa più importante…queste persone a differenza delle scuole paritarie ecclesiastiche che vanno da Via Petrarca alla collina di Posillipo, tutto esentasse di IMU o ICI, non hanno contributi dallo Stato,, non ci sono rette da pagare , questa è la differenza, ma quali sono i giovani che piacciono all’aspirante Sindaco? Quelli che non fanno niente in assoluto o per per gli altri.?

L’intervista dove appare il vecchio che riemerge è sotto gli occhi di tutti con le sue risibili dichiarazioni, “i partiti devono tornare ad avere un ruolo e sopratutto svolgere il loro ruolo” quale ruolo? Quello in cui negli assessorati c’erano centri di potere, distribuzione di posti di lavoro, o meglio “promesse spesso non mantenute” oppure tutti gli scandali che dai tempi di mani sulla città, passando per mondiali 80 e per finire a Bagnoli (sognato paese della cuccagna)  ne hanno fatto il Paese di Bengodi?

terza classeParla di salvare Napoli, il centro storico, il problema è cercare di capire che grado di miopia ha l’aspirante Sindaco se passeggiando per il centro storico non si è accorto che Napoli è un teatro a cielo aperto, con Band musicali e attori che recitano  nelle strade che cominciano da Via Duomo fino a Piazza del Gesù, se i turisti stanno riempendo Napoli un motivo ci deve pure essere, i sapori e gli odori continuano ad esserci, insomma oltre la sua foto con il Maestro Ferrigno a Via San Gregorio Armeno che altro ha visto?  Possibile?

Parla di Legalità, bellissima e abusatissima parola non sapendo che né l’attuale Sindaco, né lui qualora dovesse passare da aspirante a effettivo Sindaco, non avrebbe nessun potere di polizia, per queste problematiche  esiste un signore che in ogni città è chiamato questore, strano non lo sappia…

È la stilettata del vecchio e obsoleto finisce con la più classica delle stupidità…”quando sarò eletto devolverò il mio stipendio di Sindaco ai poveri”, vien voglia di dire “beato lui che se lo può permettere” è una promessa che a Napoli hanno fatto in tanti, da Lauro, che almeno prima del voto una scarpa davvero la dava, passando per l’aspirante Sindaco Giorgio Amirantedarò il mio stipendio a una famiglia povera con la quale andrò ad abitare quando sarò eletto Sindaco”, cominci da ora, pensi ai grandi temi invece che sparare dichiarazioni minatorie, da oltre un anno sta cercando con tutti i sistemi di togliere per via giudiziaria il Sindaco più votato degli ultimi 40 anni, per uno che proviene dalla scuola di Berlusconi che ha sempre straparlato di giustizia ad orologeria, di via giudiziaria per toglierlo di mezzo e che pretendeva di fare il re sole scambiando un mandato elettorale per uno divino non è male.

Aspirante Sindaco, oltre che peggiorare la situazione cittadina quale beneficio ci sarebbe per la città avere un’amministrazione controllata? è certo di volere il bene di Napoli o è solo solo un volgare interesse di bottega? quanto c’entra la cuccagna di Bagnoli in questa violenta storia che dura dal giorno in cui Napoli ha eletto De Magistris?

Ballarò-L’Aspirante Sindaco è vecchio di anni quando cerca la rissa verbale con l’attuale Sindaco modello Ballarò anni 2000, quando il linguaggio usato dai partecipanti era rissoso e a tratti pornografico, l’aspirante Sindaco sta andando contro se stesso perché con le sue polemiche da autobus del mattino sta ingigantendo i meriti di quello che oggi a Napoli, non è eccezionale, non è immenso, ma certamente è un buon Sindaco ed un onesto amministratore che non si prende nemmeno la briga di rispondergli tanto sono risibili e vecchie le sue invettive..

Se è così ricco, come sbatte in faccia a tutti senza un minimo di educazione e discrezione, da rinunciare a prendere lo stipendio cominci da domani, crei una mensa per i poveri, ci dia le sue ricette per combattere l’evasione fiscale, ci faccia sapere qual’è la sua idea per avvicinare Napoli alla sua sterminata periferia.

Faccia come i giovani padri dei centri sociali che comprano cose di tasca loro per arricchire di bellezza un bene comune, invece di criticare prenda esempio e faccia qualcosa oltre che lanciare accuse senza esere bene a conoscenza dei fatti, a Napoli l’anello al naso lo portano solo gli amanti di piercing, i tempi sono cambiati aspirante Sindaco

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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