Lasciati Andare

Un film da cineforum, che narra la più grande incapacità della coppia: "rinnovarsi"

Riceviamo e pubblichiamo di: Nicola Vetrano

Ho visto al cineforum Lasciati andare. Mi ha colpito un accostamento cronologico di questi giorni: l’ ho visto a 24 ore dalla riproposta televisiva dell’ultimo film di un Kubrick morente all’incedere del 2000, Eyes wide shut, occhi aperti e chiusi al tempo stesso e, non solo dei protagonisti, Cruise e Kidman, ma della società da un lato sul dionisiaco liberarsi da paure ed incrostazioni, col ” facciamolo” liberatorio finale, dall’altro forzatamente chiusi dall’ Io so alla rovescia che un Sidney Pollack, per una volta emblematico attore, intima a Cruise sui misteri di un Bunga bunga o Capracotta newyorchese.

Anche questo film, col monumentale ormai attore di S.Maria Capua Vetere, Servillo, tocca il tema freudiano della crisi del piacere che può distruggere una coppia, fino a che una demiurga, fisica ed eccitante, nel mondo dei pilates e del footing di oggi, interpretata dall’iberica Veronica Echegui, di cui sentiremo ancora parlare, sconvolge il gioco e consente a lei stessa di essere madre fino in fondo ed a Servillo di tornare coll’ amata Signoris.

Il tutto, in questo film dai ritmi scanzonati di una pochade, ben diretto da Francesco Amato al suo terzo film. Sarà che oggi, dentro la ” stagnazione secolare” economica, ristagnano anche passioni e sentimenti, sta di fatto che, 18 anni dopo il 2000, torna la ricerca di Dioniso anche per il fin troppo compassato psicoanalista freudiano interpretato da Servillo: facciamolo! Si può dire, come vero e proprio programma politico…Buona notte

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