La UE  punisce ancora una volta l’Italia, è il turno delle unioni civili

Situazione imbarazzante del nostro Paese nei confronti delle Unioni, viene ordinato di riconoscerle tutte. Giorno di festa per i Trans, gli Avvocati di Rete Lenford nella storia

Ormai si perde il conto di quante bacchettate l’Italia sta prendendo da parte della Comunità Europea.

Questa volta sotto accusa la disparità che nel nostro paese è  applicata sul tema delle unioni civili.

Così in poco tempo il Belpaese si è trovato a fare figuracce prima sul tema delle carceri, inumane e invivibili, quindi siamo stati richiamati all’ordine per i contratti stravaganti che lo Stato per anni ha fatto firmare a precari e finti dipendenti, soprattutto inerente il mondo della scuola.

Passa qualche mese e siamo censurati per la scarsa attenzione al tema dell’immigrazione, per la UE poco facciamo contro scafisti e portatori di morte, solo 22 processi a carico di costoro nel biennio 2010-12, troppo poco, la UE ci ha imposto di fare di più.

A Dicembre invece la UE ci manda un conto salatissimo, oltre 40 milioni di Euro perché abbiamo una politica sporca sulle discariche, ovverosia, nascondiamo, sempre ad avviso dei giudici U.E. la spazzatura sotto il tappeto.

Oggi la nuova condanna, la UE tuona “l’Italia rispetti in modo eguali tutte le coppie e tipologie familiari” non c’è da aggiungere altro, se non farci capire che culturalmente siamo indietro di decenni rispetto agli altri.

La condanna è arrivata grazie al ricorso di tre coppie che hanno chiesto ai loro Comuni di fare le pubblicazioni per potersi sposare ma senza successo.

La sentenza di oggi della Corte di Strasburgo diverrà definitiva tra 3 mesi se i ricorrenti o il Governo non chiederanno e otterranno un rinvio alla Grande Camera per un nuovo esame della questione.

gay 2La Corte Europea di Strasburgo con questa condanna avverte l’Italia a introdurre il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso motivando che “la protezione legale disponibile attualmente a coppie dello stesso sesso non solo non garantisce i bisogni fondamentali per una coppia che sia in una relazione stabile, ma non dà neanche sufficienti certezze”.

È strano che un Paese che vuole correre spedito come un treno ad alta velocità sulla cosiddetta “modernizzazione del mercato del lavoro” delle modifiche all’articolo 18 e su tagli a spesa pubblica, sempre più frequenti, s’impantani di fronte problematiche etiche ormai appartenenti al millennio passato.

Secondo i Legali delle tre coppie che da anni vivono insieme è un giorno di festa e affermano che “il principio che le coppie siano tutte eguali di fronte alla legge e all’Ufficio Civile va stabilito, serve un criterio, così non si può andare avanti, adesso lo Stato risarcisca al più presto i nostri clienti”.

La Corte, infatti, ha condannato il Governo Italiano a pagare ben 10mila euro a coppia per il danno subito.

Altri ricorsi pendono come tagliole ai danni del nostro Paese, l’Italia sarà giudicata perché non ha registrato i matrimoni contratti all’estero e perché ha impedito il ricongiungimento familiare di una coppia formata da un cittadino italiano e dal suo compagno neozelandese. 

Altra tegola sarà il giudizio per non aver registrato il contratto di nozze all’estero, e questa volta i ricorsi sono molti.

Tutto questo accade in un giorno che potrebbe definirsi storico, da oggi per cambiare sesso non c’è più bisogno dell’intervento di chirurgia plastica.

concitaIl nome che entrerà nella storia è quello degli avvocati della Rete Lendorf, che ha portato fino in Cassazione il caso di una coppia trans, uno dei due voleva l’intervento ma all’ultimo momento ci ha ripensato, però voleva cambiare il nome lo stesso e all’anagrafe gli hanno detto e spiegato, evidentemente male, il motivo. 

Gli Avvocati  di Rete Lenford gridano al vento la loro felicità, la Cassazione gli ha dato ragione con questa motivazione: “il desiderio di realizzare la coincidenza tra soma e psiche è, anche in mancanza dell’intervento di demolizione chirurgica, il risultato di un’elaborazione sofferta e personale della propria identità di genere realizzata con il sostegno di trattamenti medici e psicologici corrispondenti ai diversi profili di personalità e di condizione individuale. Il momento conclusivo non può che essere profondamente influenzato dalle caratteristiche individuali. Non può in conclusione che essere il frutto di un processo di autodeterminazione verso l’obiettivo del mutamento di sesso, realizzato mediante i trattamenti medici e psicologici necessari, ancorché da sottoporsi a rigoroso controllo giudiziario”.

Il bello del nostro Paese è che esistono anche Avvocati bravi come quelli della “Rete Lenford” : la loro è stata la vittoria della civiltà, dell’eguaglianza e progresso culturale

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