La Tienda, non solo prodotti,ma anche incontri

Uno spazio nel cuore del Vomero incontro con Salvatore Iodice, artista falegname che raccoglie dalla strada rifiuti con ragazzi per farne mirabili lavori

Non un super mercato ma una bottega equosolidale che ha l’ambizione di diventare anche un polo culturale e d’impegno sociale, capace di portare una ventata di novità al Vomero, ospitando associazioni e cooperative che operano nel nostro territorio per un mondo più giusto, più solidale, spesso in terreni confiscati alla camorra.

La bottega distribuisce prodotti del mercato equosolidale e prodotti quali il caffè Lazzarelle, che nasce nel carcere femminile di Pozzuoli, i pomodori del Piennolo, nati dalle mani dell’Associazione Giancarlo Siani, la Falanghina  del fondo rustico Amato Lamberti, e poi prodotti Made in carcere, di Libera dalle mafie.

Una bottega che vuole collaborare con chi opera nel sociale e con piccoli produttori locali, spesso stritolati dalla grande distribuzione capitalista. Solidarietà, legalità  e umanità sono i principi ispiratori che guidano le scelte di questa piccola e giovane realtà.

In questo lugo di così sani principi spesso ci si incontra tra amici per chiacchierare di storie diverse, come è capitato Martedì  28 Maggio con l’artista Salvatore Iodice, con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere e ascoltato la sua storia.

“Nasco falegname, la lavorazione del legno mi ha sempre affascinato, ma è vero anche che ho avuto una vita difficile, solo per colpe mie, ho passato tutti gli angoli bui della partita della vita, ex detenuto, ex tossicodipendente, finché un giorno non dissi a me stesso –Basta, così non va bene- e decisi di mettere la testa a posto, come si dice in queti casi, ho rilevato una falegnameria cui entravo dentro già da bambino e ho cominciato a lavorare, ma mi ha sempre affascinato l’idea di occuparmi del sociale e dei deboli, forse una mia rivincita personale, sentivo il bisogno di dare a chi ne avesse bisogno, e allora ho aperto la falegnameria ai ragazzi del quartiere, quelli di età più difficile, dai 12 ai 15, 16 anni, la maggiorparte di loro ha almeno uno dei due genitori chiusi  in un penitenziario, ed è bello ogni tanto leggere le lettere che arrivano dalle carceri che m’invitano a occuparmi dei loro figli e insegnare loro un mestiere, facendo così in modo da creare delle alternative per il loro futuro che secondo i canoni sociali è già segnato.

Così ho creato un gruppo di lavoro, i ragazzi che mi seguono sono almeno 15, e spesso si alternano, alcuni li perdo per strada, ma per ognuno che va via dalla falegnameria ne arrivano due.

Produciamo tante cose, tutte rigorosamente prelevate dai rifiuti, dal legno alle vernici, i quartieri spagnoli ne sono pieni. Abbiamo cominciato dai cestini per i rifiuti, dotandone ognuno per ogni esercizio commerciale, poi siamo passati alle panchine, perché sono necessarie per il riposo e l’aggregazione, poi siamo passati alle indicazioni stradali che nel nostro quartiere sono più o meno inesistenti, e grazie a quelle indicazioni facciamo andare i turisti, che nel nostro quartiere sono tanti, in posti che meritano di essere visitati, infine, sempre raccogliendo dei rifiuti, abbiamo creato dei quadretti che disegnano il brand del Vesuvio, stanno andando a ruba, li vendiamo a 20 euro e con il denaro allarghiamo lo spessore delle nostre atività.

Nel tempo il quartiere ha cominciato a volermi bene e me l’ha dimostrato tangibilmente alle ultime elezioni, quando ho deciso, di comune accordo con altri amici di candidarmi per il Partito dei Verdi, e sono stato eletto consigliere della seconda Municipalità.

Sono contento del compito che svolgo con questi ragazzi che mi regalano ogni giorno la loro passione e il loro tempo.”

Salvatore ha raccontato la sua storia in questo spazio equosolidale ad una trentina di intervenuti, qualcuno prima di andare via ha anche lasciato un contributo.

Il prossimo evento è dedicato al nostro carissimo fotografo, Ferdinando Kaiser domani 4 giugno.

 

Il corredo fotografico è di Ferdinando Kaiser

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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