La storia dell’immigrazione/emigrazione

È il momento dopo aver preso tanto dall’Africa da secoli,di tornare a restituirle qualcosa. Viaggio nel continente esplosivo per l'Europa

Scritto da Roberto Braibanti  Dipartimento ambiente SI Consigliere ATO1 Napoli

In piena era Salvini cercherò  di fare un punto serio sull’immigrazione che oggi è usata come una “clava” elettorale in quasi tutto il mondo.

Oggi nessuno,nella politica mondiale, prova a fare serie analisi su questo problema,dato che non conviene elettoralmente  a nessuno che governa farlo…

E senza le analisi è molto complesso trovare soluzioni reali .

Oggi si praticano soluzioni (!?) propagandistiche, spesso semplicistiche, per colpire l’immaginario delle masse di popolazione, impaurite e incattivite dalla pesante crisi economica, giocando sulle scontate guerre tra poveri,che nascondono i problemi reali.

Trump in Usa ha vinto le elezioni anche sulla promessa di un muro lungo la frontiera col Messico e in queste ore strumentalizza “ il pericolo” della marcia di alcuni migliaia di disperati ( famiglie con bambini, giovani) honduregni che cercano salvezza negli Usa, dipingendoli al suo elettorato come se  fossero pericolosi guerriglieri .

Non diverso atteggiamento da Salvini con i respingenti in mare o da Orban con “ cavalli di Frisia” che blindano i centinaia di km di confine ungherese con Serbia e Croazia .

Ma gli esempi sarebbero tantissimi.

Ognuno di Noi vede che la realtà delle immagini di questa umanità dolente cozza pesantemente col racconto sovranista, spesso razzista, dei vari Trump, Orban, Salvini, Le Pen( ma anche Macron ),Erdogan che descrivono nelle loro arringhe situazioni di pericolo e realtà quasi inesistenti .

Però i loro discorsi attecchiscono nelle opinioni pubbliche e creano enormi consensi elettorali.

Perché ?

Innanzitutto perché i sistema di accoglienza e integrazione è assolutamente inesistente in Italia, ma comunque scarso ovunque, malgrado oggi le statistiche ci dicono che i numeri delle migrazioni sono ancora sostenibili.

E poi perché il problema emigrazione esiste ed è enorme sopratutto in proiezione .

E’ in fase espansiva-come vedremo- e si intreccia con una crisi economica sempre più collegata a esso e ai problemi ecologici irrisolti della terra.

Per passare dalle opinioni ai fatti quindi dovrò citarvi i numeri dello status quo.

La popolazione mondiale conta oggi 7 miliardi e mezzo di persone.

Secondo le più recenti proiezioni, nel 2050 la terra ospiterà quasi 9,7 miliardi di abitanti:

2,1 miliardi di esseri umani in più rispetto al livello di oggi.

Una crescita esponenziale che contrasta con l’andamento lento chi ha vissuto la demografia nei secoli passati

Pensate che fino al medioevo,dal quinto al dodicesimo, secolo si contavano in Europa alcune centinaia di milioni di persone.

Per arrivare al primo miliardo bisognerà attendere 300 anni fino al 1800.

Dopo più di un secolo, nel 1930 si è giunti al secondo miliardo.

Erano quelli  i tempi della grande depressione e dell’ultima guerra mondiale.

Poi nel 1960 la popolazione raggiunto il terzo miliardo per toccare il quarto miliardo, 15 anni dopo, nel 1975.

Altri 12 anni, 1987 il fine della guerra fredda, si è giunti al quinto.

Il sesto miliardo  è stato raggiunto alla fine degli anni 90.

Infine nel 2011 dopo solo 11 anni si è toccata  quota 7 miliardi in un crescendo wagneriano.

Quindi riassumendo per raggiungere il primo miliardo di persone ci sono voluti 11.800 anni dalla nascita delle prime civiltà della terra.

Per secondo miliardo ci sono voluti 130 anni

Per il terzo nessuno bastati 30 anni.

Per il quarto 15 anni.

Per il quinto e il sesto 12 anni.

Infine, per il  settimo, 11 anni.

Quindi a partire dal XX secolo la popolazione è letteralmente esplosa passando da 1,6 miliardi a 7,3 miliardi di persone.

Vi renderete conto che questo trend  in proiezione è pericolosissimo .

La terra è un qualcosa che ha un limite e la crescita demografica infinita non è chiaramente sostenibile.

Il fenomeno immigratorio che i mass media raccontano quasi esclusivamente rivolgendosi all’Africa nella realtà oggi è qualcosa di molto più complesso e variegato

Per esempio tra il 1990 e il 2015, l’Italia ha ricevuto 517.720 richieste d’asilo, riconoscendo lo status di rifugiato o altra forma di protezione internazionale a 178.788 richiedenti asilo

Secondo l’UNHCR  il numero totale di rifugiati residenti in Italia alla fine del 2015 era di 118.047 unità, meno che in Germania (316.113), Francia (273.126), Svezia (169.520) e Regno Unito (123.067)

I primi cinque Paesi di cittadinanza dei rifugiati in Italia erano Somalia (13.068), Afghanistan (12.203), Eritrea(11.962), Nigeria (9.931) e Pakistan (9.202)

L’Italia non è però oggetto di un invasione come ci raccontano:

Hanno ,per esempio accolto positivamente più richieste di asilo dell’Italia,in ordine

1) la Germania ,2)la Svezia e 3)la Francia

Dopo di che anche l’Italia emigra altrove e con numeri significativi :

ad oggi abbiamo raggiunto le 102.000 unità nel 2015 e le 114.000 unità nel 2016, mentre i rientri si attestano sui 30.000 casi l’anno.

Numeri, come vedete, importanti con destinazioni dei nostri migranti verso Germania,UK in primis e poi a seguire in Austria,Belgio,Francia,Lussemburgo,Olanda e la Svizzera . I tre quarti dei nostri migranti vanno in Europa  mentre oltreoceano ci si dirige in ordine in Argentina,Brasile,Canada,Usa e ,incredibilmente, il Venezuela( dati ISTAT)

Dopo di che sia chiaro che il problema Africa,senza un piano internazionale serio e  importante,e’ potenzialmente esplosivo.

Oggi l’Africa conta 1.100.000.000 di persone.

Nel 2050 ne avrà 2 miliardi e mezzo, nel 2100 4.300.000.000.

Una crescita allarmante che a fine secolo vedrà quattro su 10 degli abitanti di Gea essere africani.

A fronte di altri 4 miliardi asiatici, 1 miliardo di bianchi e 1 miliardo sud americani.

Un po’ più della metà della popolazione africana attuale e’sotto i 20 anni, a ritmo di circa cinque bambini a testa si arriva logicamente a questo incremento .

Quando si raccontano i numeri, le persone sono incredule e in gran parte negano questi fatti dicendo i soliti luoghi comuni tipo:

“ basta un epidemia” o “faranno la contraccezione” oppure “tanto e’tra 100 anni… “

Bene chiariamo che per esempio la temuta ’epidemia di Ebola ha fatto 4000 morti, cioè  nulla.

La contraccezione è conosciuta da una donna su 100 in Africa  e, credetemi,                                                                                               100 anni sono pochi per la demografia:

i trend sono già in atto e sono inarrestabili.

Perché le “ motivazioni “per emigrare  sono serie e convincenti per gli africani.

Vediamole :

La povertà e’il senso dell’Africa, la sua immagine, la sua fotografia e e’altissima.

Più del 70% della popolazione africana, specie nel Sub Sahara,vive con meno di un dollaro al giorno.

I ricchi sono pochi e tanto, tanto ricchi e altrettanto “figli”della corruzione, nel migliore dei casi….

La classe media che avanza occupa e occuperà una modesta quota nella società africana dato che non esiste redistribuzione

Il reddito pro capite, compresi i bambini, che è il metro della ricchezza individuale mostra che oggi un africano guadagna all’anno circa 1800 euro:

nel 2050 diventeranno 3100 che non significherà alcun incremento tenendo conto degli alti tassi di inflazione.

Tutta l’Africa pesa  il 3% del Pil mondiale come la sola Francia.

TUTTA.

La sua crescita annuale e’intorno al 4% ma su 1  Pil così basso non è sufficiente.

È prevista una crescita (fino arrivare al numeri incredibili) dell’urbanizzazione:

il 70% degli abitanti vivrà nelle città.

Un esempio su tutti:

Nairobi oggi ha una popolazione di 5 milioni di abitanti, nel 2100 sarà popolata da  46 milioni di abitanti!

La popolazione non trova il lavoro in città .

Lo trova solo gli Slum dove il 70% di questa immigrazione cittadina andrà ad abitare;

gli Slum sono sinonimo di vita grama, senza igiene, senza luce,senza fogne, nella sporcizia e nel degrado sociale e umano, con una densità impossibile da descrivere ad un occidentale

Oggi la disoccupazione è al 60% in tutti paesi africani con una forza lavoro tra le più giovani forte e dequalificata del mondo .

Molti di Noi avevano pensato che l’Africa sarebbe stata avviata a divenire la Cina del pianeta con molte persone in età lavorativa a basso costo, quindi ideale per le solite delocalizzazioni.

Ma il progresso tecnologico bloccherà questa speranza:

i robot e le fabbriche 4.0,incentivate e spinte in Occidente, renderanno inutile andare in Africa quando sotto casa si potra’mettere a lavorare un bel robot, sostenuto dei soldi allo Stato, che lavora 24 ore al giorno e che si può anche ammortizzare.

In Africa nel frattempo le pensioni, sanità,trasporti e infrastrutture sono oggi molto scadenti se non totalmente assenti.

Tra l’altro l’Africa non è un continente unito politicamente, anche se l’Occidente lo percepisce come un tutto unico, un buco nero, pieno di malattie, caos e conflitti armati.

È invece costituita da 54 stati,quasi tutti poco democratici,una decina sono di fatto dittature vere.

La politica odierna è ancora incapace e spesso corrotta e sta iniziando solo oggi, finita la fase l’indipendenza e poi quella degli aiuti a pioggia occidentali generatori solo di corruzione, a fare i conti con i problema della ribellione della gente e con gli enormi problemi sociali e infrastrutturali.

Se hai fame, non hai nulla per cui sperare, se temi  per la tua vita per motivi  politici o di religione, se anche la tua stessa vita è un peso, la ricerca del benessere un altro paese diventa l’unica aspettativa realistica.

Quindi fuggi ed emigri senza curarti di rischi, perché non hai nulla da perdere.

E lo fai sia all’interno dell’Africa che fuori dall’Africa.

Le migrazioni verso Europa oggi supera le 500.000 persone all’anno, ma potrebbe aritmeticamente triplicare o addirittura aumentare in modo esponenziale.

In più c’è il problema terrorismo strettamente collegato a questo problema.

Perché se la vita in cui paesi fosse priva d lavoro come abbiamo visto, allora milioni e milioni di giovani senza spazi futuro diventerebbero facile merce per movimenti terroristici di varia natura e matrice.

Come se ne potrebbe uscire al di là della retorica del filo spinato,dei muri e dei respingimenti in mare che in questo scenario,credo sia chiaro, servono a nulla?

Credo che L’Europa, i nostri paesi dovranno affrontare il problema con un senso strategico più ampio rispetto il tatticismo migratorio che hanno praticato in questi anni e sopratutto in questi ultimi mesi.

L’Africa è oggi il problema più grave per  l’Europa: 

Le migrazioni come abbiamo visto ormai sempre più incontrollabili, il terrorismo, povertà assoluta mischiata a indigenza e degrado umano la possono far diventare una polveriera e quasi un incubo per il mondo.

L’Europa ma io direi tutto il mondo, devono mettere in atto un piano “adozione“ dell’Africa senza più portare aiuti a pioggia per mettersi cuore in pace,ma investendo almeno 2 punti di pil mondiale all’anno li in infrastrutture,formazione professionale,sanità e scuola primaria.

Si dovrebbe puntare a partnership con gli Stati africani,per utilizzare con loro, le enormi possibilità di terre agricole ancora non sfruttate e farle diventare granai europei in grado di sfamare sia le popolazioni locali sia quelle europeee che dovranno tra poco risolvere i probabili problemi di approvvigionamento che i cambiamenti climatici porteranno all’Occidente.

E questo non perché siamo “ buoni”,ma perché ci converrebbe parecchio:

Perché in questa partita, deve essere chiaro a tutti, che se l’Africa la perde si trasforma in un incubo enorme per l’Europa, per l’Italia oltre che  probabilmente per il mondo.

Sta a noi quindi,che siamo più ricchi e più maturi, farcene carico con un piano di almeno un lustro, attivo e sostenuto dai tanti soldi che in Occidente abbiamo.

È il momento dopo aver preso tanto dall’Africa da secoli,di tornare a restituirle qualcosa

Roberto Braibanti

Dipartimento ambiente SI

Consigliere ATO1 Napoli

Un commento

Lascia risposta

*

*

  • Cinzia Rubino
    26 ottobre 2018 at 21:48 - Reply

    Una perfetta esplicativa sintesi del vagare dell’ uomo in giro per il mondo da sempre,nel tentativo di migliorarsi, cercando tutto quello che non riusciva ad offrirgli il suo paese d’origine.Chi di noi ,nel corso della propria vita, se non lo ha fatto, non lo ha almeno per una volta desiderato? E proprio vero che, si e’ preso sempre e tanto…soprattutto dalla povera grande Africa. Effettivamente, sembrerebbe arrivato il momento di cominciare a restituirle indietro qualcosa… e trovo molto saggia, risolutiva, giusta, la proposta di intervenire a tutti i livelli, insediandosi sul luogo con investimenti, progetti, fantasia… collaborando tutti insieme per far fruttare tutti tesori della natura, ancora li’ presenti, che apporterebbero una vita più civile, più umana… oltre che agli stessi desiderosi e bisognosi africani,al benessere dell’intera umanità’, data la tangente involuzione della stessa natura, che si sta ribellando universalmente, a causa appunto delle pericolose variazioni climatiche, che tutti possiamo sospettare…proprio conseguenti allo stesso mal-operato della materialistica vergognosa ‘ingordigia’ umana…