La stessa fine di Tiziana

Altro suicidio per vergogna, ma quanto e quando uccide il web? Il sesso e i suoi pruriti la causa del male. Il caso di Madonna Ciccone

E ci risiamo, un altro suicidio per vergogna di un filmino hard rubato nell’intimità.

Nella nostra mente è ancora vivo il ricordo di chi è venuto alla Domus Ars sabato sera, quando le refole e’ viento hanno dedicato il loro spettacolo a Tiziana Cantone dopo un accorato minuto di raccoglimento chiesto e ottenuto da Pino De Stasio alla platea.

“Hai fatto il video? Cerchi di cancellarlo? Ma ormai il video gira, gira, gira, sei una puttana” così recitava il gruppo femminista allestito da Anna Troise nel loro spettacolo, c’è molto di vero in quella recitazione.

La certezza è che oramai il Web è diventato un assassino, un istituzione cattiva che spesso, e sempre più, massacra le persone, in particolare le donne, quello di Tiziana e della povera adolescente di Porto Torres sono i casi arrivati a galla, molti altri vengono taciuti, e allora sarebbe interessante vedere la statistica di quante persone sono distrutte dall’egemonia del web.

Quanti siucidi tentati e riusciti ci sono per la vergogna di essere visibile nel loro privato? nella loro intimità? anche questa è violenza, anche questa è miseria umana, e come sempre sul banco degli accusati ci siamo noi, gli uomini, incapaci di avere sensibilità, ma di mostrare vanto e piacere di mostrare a tutti quanto son stati fichi, furbi, bravi, nel mostrare se stessi mentre “rubano” ma sarebbe giusto dire “fottono” la vittima di turno.

Ecco l’ennesima differenza tra uomini e donne, la debolezza, la sensibilità, che manca ad alcuni di noi uomini, ma avete mai sentito o sentirete mai di un uomo che si suicida perché pubblicato su web? Macché, essendo e sentendosi per natura un “cacciatore” magari se ne vanterà con gli amici, e purtroppo anche con alcuni fratelli e genitori ,mentre beve sguaiatamente un boccale di birra.

La ragazza di Porto Torres poi non ha neanche dovuto provare la vergogna di far vedere al mondo come e cosa fa quando è a letto in intimità, no, se è possibile peggio, una barista che si spezza la schiena dalla mattina alla sera per guadagnare e, che con tecnica da camorra si sente dire…”o ci paghi o lo mettiamo in rete…” è un reato, grave, che si mescola a tanti reati, privacy, violenza psicologca, ricatto, estorsione e altro, ma il Web protegge, è complicato raggiungere i colpevoli di diffusione, e quel che è peggio un mondo difficile da regolamentare, eppure qualcuno dovrebbe anche pensare a proteggere la privacy di chi è messo al pubblico lubridio.

Ma come è possibile che sul Web si possa pubblicare di tutto e al contrario se ti muovi nel mondo normale devi far firmare liberatorie, ottenere permessi dal diretto interessato ripreso? E il nostro fotografo Ferdinando Kaiser ne sa qualcosa… di cosa fare e non fare  prima di fotografare e pubblicare, per il Web no, nessun permesso da chiedere, ma come è possibile non trovare una strada che protegga il ripreso?

Se, gli assassini di Tiziana avessero avuto quel che meritavano, forse oggi non piangeremo un altra vittima, ma gli assassini se la ridono liberi e imprigionati nella loro repressione, e i video di Tiziana non continuerebbero a girare per la gioia dei necrofili.

Un poeta di letteratura erotica raccontava che il sesso è po’ come l’ubriacatura, durante si fanno e si dicono cose che normalmente si bandiscono dal comportamento e dal vocabolario di essere “normale”, già dopo un ora si cambia modo di ragionare e comportarsi e si torna nel proprio essere “normali” poi si chiedeva…”ma comunque , cosa c’è da vergognarsi di qualcosa che capita più o meno a tutti? Perché il sesso fa vergogna?

Aveva ragione, visto che Bukowsky è morto, perché se sei alla guida di un auto, o nuda al mare, o mentre ti lanci da un paracadute una pubblicazione la sopporti, e se riguarda la sfera sessuale no? Anzi ti uccide? e qua ci vorrebbe l’intervento del nostro pschiatra collaboratore, Adolfo Ferraro, per farci capire meglio le cose che riguardano la sfera sessuale.

Anche il sesso è sotto accusa, vergognarsi del proprio stato di piacere non dovrebbe esistere, ma per arrivare a questo ci vuole molta forza, perchè i genitori, gli amici, i mariti e fidanzati non te lo perdonano, anzi, peggio ti massacrano.

Ma il mondo è cambiato, e se prima le cose si potevano tenere, come mondo vuole, nascoste, oggi non più, non puoi avere più il diritto di negare, di conservare per te i momenti intimi.

L’adolescente di Porto Torres poi è stata più volte violentata, quando l’hanno narcotizzata, violentata a sua insaputa, derubata  del suo stipendio sudato, circa mille euro, ma non si è uccisa per quello, ma solo per paura che la violenza subita potesse diventare pubblica, quanto fanno schifo alcuni uomini, spesso, per denigrare qualcuno diciamo “come le bestie” in questo caso è peggio, perché per loro fortuna le bestie non hanno Internet.

Bisognerebbe cominciare a capire che Internet da la possibilità di far vedere a tutti come sei in tutti i momenti della tua giornata, farsi riprendere in quei momenti che la testa pulsa di più per alcuni può essere divertente, dopo è vergognoso. Non sono molte le donne come Madonna, la rockstar alcuni anni fa fu ricattata allo stesso modo da un suo “sedicente” ex fidanzato, e quando passò al ricatto  si sentì rispondere, “e pubblicali, non me ne fotte nulla”

Il ricattatore non pubblicò mai i video e ne uscì con il morale rotto, ma non tutti sono come lei

Le foto di Refole e’ viento sono di Ferdinando Kaiser

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