La solitudine della Clemente

Svogliatamente si arriva al giorno delle elezioni, ma la città sembra più presa dai risultati del Napoli calcio che dalla giunta che verrà

Strano e maledetto destino quello di Alessandra Clemente, candidata Sindaco della città partenopea.

Sea questa tornata elettorale si fosse svolta due o tre anni fa a Palazzo San Giacomo sarebbe entrata in carrozza.

Quello di Alessandra è lentamente diventato un caso, per la prima volta nella città e forse anche nell’intero Paese una giunta che ha governato per quasi dieci anni non si è presentata compatta a chiedere conferma di quanto è stato fatto, un voto più che altro basato su una domanda: il lavoro è piaciuto, non è piaciuto.

Ma le cose non sono andate così. Mi ricordo che un amministratore di questa giunta in un incontro privato mi disse “oggi chi vuole fare il Sindaco deve smarcarsi da de Magistris.”

Forse era un’esagerazione, ma dal giorni della sua nomina a candidata Sindaco, (da quel gruppo che ancora oggi ha la maggioranza dell’elettorato). sono cominciate delle grandi manovre, La candidatura della Clemente non è stata decisa in compagnia o comunitariamente con altri gruppi, ma dal gruppo di maggioranza sia in città quanto nel consiglio, quindi l’atto è doveroso e non ai limiti della irregolarità

Immediatamente è cominciato un fuggi fuggi, scappare dal carro che non sembra più del vincitore, ma del perdente.

Il direttore di orchestra di quest’ operazione elettorale secondo bene informati, sarebbe di Sergio D’ Angelo, che da subito ha dimostrato il suo malessere per quella candidatura, vero che nel giro di poche ore è scattata la sua stessa disponibilità a fare il Sindaco, e per una decina di giorni gli abbiamo creduto…

Poi dopo varie indecisioni,” lo voglio fare, oggi non lo voglio fare”, è arrivata la candidatura di  Manfredi, colui che avrebbe sistemato tutto.

Anche questa come quella della Clemente, decisione calata sui cittadini, senza alcuna assemblea o primarie. Ma appoggiato da molti provenienti dalla macchina amministrativa, pensiamo a D’Angelo che ha ricoperto il ruolo di commissario dell’ABC, in momento delicato e compiendo bene la sua attività, all’ex vicesindaco Del Giudice, che per un periodo è stato anche lui accostato ad essere il “nominato”, a Nino Daniele, forse il vero più grande errore del Sindaco, fu allontanato dal suo Assessorato senza un motivo logico, incurante degli appelli che provenivano dagli addetti ai lavori e gran parte della città… per finire a tanti altri, che con de Magistris hanno lavorato e sognato una città diversa.

Un candidato di stampo governativo, in perfetta discontinuità con i lavori già fatti, e a questo punto è lecito chiedersi, che ne sarà dell’acqua pubblica? (È noto che tra l’amministrazione comunale e il governatore De Luca le opinioni sull’acqua  sono distanti e diversissime e De luca è sponsor di Manfredi),  delle zone liberate dal traffico, ma anche le piste ciclabili, che anche se poco funzionati servivano per dare un segnale.

Per non parlare poi della delibera sui beni comuni e gli spazi liberati, e per finire alla delibera sugli artisti di strada, discontinuità significa interrompere. Questo percorso, con delibere che nessuno si  è mai sognato di applicare in Italia.

Per precisione  non crediamo neanche che la Clemente sia la fotocopia di de Magistris, ha dimostrato negli anni capacità e indipendenza, avrebbe continuato ma con  un percorso diverso, ma ci è difficile credere che la sera avrebbe chiamato Luigi per chiedergli il da fare domani,

Improvvisamente da che la Clemente aveva un esercito dopo la sua nomination abbiamo visto qualcosa che è andata oltre i sentieri della politica, per scadere in qualcosa difficile da definire, amicizia, collaborazione, importanza di quanto hanno ricevuto. costoro, si parla di almeno mezza giunta e un infinità di consiglieri e Presidenti di Municipalità…non sono né traditori né voltagabbana, sono solo donne e uomini che per alcuni, volevano continuare le loro esperienze salendo sul carro del sicuro vincitore, non presentandosi alle elezioni nelle liste cui hanno lavorato, cosa abbiano trovato di utile nel programma di Manfredi è difficile saperlo.

Alessandra ha trovato al suo fianco quello che la maggior parte dei cittadini interessati di politica hanno sempre cercato, una sorta di Sinistra alternativa unita, e quindi Potere al Popolo, e Rifondazione, più pezzi di centri sociali, i quali, per lo più viaggiatori tra astensione e appunto Clemente.

Ma nulla, il teorema di D’angelo è sempre stato una partecipazione di tutte le forze progressiste per la città, imbarcando un Pd che ha colto l’occasione al volo per rientrare nei giochi, perché in città in quel momento viaggiava con percentuali simili ad un prefisso telefonico.

Così si è arrivati al giorno del giudizio, stancamente, svogliatamente, e a dire la verità, in città in questo giorni la maggiore attenzione dei cittadini è rivolta all’esito che la squadra di calcio vivrà nella partita contro la fiorentina a Firenze, ma a dire il vero la città sembra lontana dalle elezioni e da chi guiderà la città.

La candidata della sinistra cosiddetta “alternativa” combatte per riuscire ad entrare nel ballottaggio, che potrebbe rimescolare tutto, Maresca appare fori dai giochi  (e qualcuno ha anche pensato di accasarsi con lui, ma poi in un sussulto di dignità ha lasciato perdere) e la battaglia per il secondo posto potrebbe esser tra lei e Bassolino, però attenzione, per Manfredi vincere a mani basse al primo turno sarebbe una jattura, in quel caso, non potendo contare sugli eletti al secondo turno, si vedrebbe comunque costretto a scendere a patti con qualcuno, sia esso Bassolino, sia quello la Clemente, che comunque la certezza di un risultato utile lo hanno.

E allora con 15 giorni in più e qualche alleanza in più la Clemente avrebbe di che sperare.

Con lei sono rimasti i fedelissimi della precedente giunta, prima tra tutti Elena Coccia, che non ha accettato lusinghe in cambio di poltrone sicure, sarà la capolista di Rifondazione, come da sempre. lo stesso dicasi per l’Assessore Pagano, sono rimasti abbracciando l’arma della lealtà, lo stesso storico Aragno, nonostante tutti gli strappi degli ultimi anni è rimasto al suo posto…

Ora non resta che far passare questi ultimi giorni e aspettare, le sorprese son sempre dietro l’angolo, e a de Magistris successe questo, contro il parere di tutti, prima sbaragliò Morcone, poi distrusse Lettieri….

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