La scuola dei legami

Affollatissima assemblea per la prima non istituzionale dell’ex Assessore Nino Daniele. Ferraro “senza idee e sogni non c’è esistenza. Quando Napoli divenne un grande centro sociale"”

 

Un assemblea numerosa, con un pubblico oltre la capienza consentita dalla sala del capitolo, centro filosofico e di studio della storia partenopea.

Nino Daniele e Giuseppe Ferraro, “la strana coppia” di filosofi, non nuovi ad iniziative di carattere di studio, (vedi la notte della filosofia”) si rincorrono avanti la cattedra a suon di interventi, e che al pubblico la mattinata sia piaciuta e la coppia abbia centrato il segno, è evidenziato dalla presenza dei partecipanti,  attenti e partecipi sino all’ultimo intervenuto, normalmente le assemblee si svuotano immediatamente dopo l’intervento dell’ultimo relatore, questa volta no, il pubblico è rimasto incollato alla sedia, come a sigillare la volontà di essere partecipe a questo ambizioso progetto, quello di una scuola colta per le strade.

Pino Ferraro ha voluto evidenziare come a Napoli ci sia bisogno di sapere, di sognare, di andare oltre lo steccato “avremmo potuto svolgere quest’assemblea in un cinema o teatro, ma ci è piaciuto avere una sede istituzionale, questa stanza, dove è nata l’Università Federico II e  non a via Mezzocannone, questo è il luogo che ha sancito lo studio e i personaggi che hanno fatto grande la storia della nostra città”.

Pino Ferraro esorta la politica a riprendere il suo ruolo di centralità della Polis: La scuola è il centro di una comunità, attraverso la scuola partono progetti, apprendimento e si forma il carattere di ognuno di noi.

“una scuola che avremmo voluto -istituzionale-ci abbiamo provato, inutile mentirlo, ma come spesso avviene la politica…quella dei partiti, si è messa di traverso, non raccogliendo il valore di questo progetto”.

Quindi Ferraro illustra la loro idea: “il sogno è quello di una scuola associata, delle associazioni, senza un partito di riferimento, una scuola della città, pubblica e politica, che deve essere itinerante e che deve andare nei luoghi dove nessuno arriva, a cominciare dalla periferia più lontana dal centro. Siamo qui per raccogliere i vostri contributi, ma contributi leali e reali, quelli che nella vita possono dare seguito a grandi progetti come questo, cominciamo da subito, il 14 febbraio San Valentino, facciamo dei comizi, raccontiamo l’amore alla gente”

Nono Daniele, non fosse altro che per la scenografia del luogo, una cattedra è apparso come colui che per quasi un’ora ha eseguito una perfetta lezione di vita e di filosofia, parlando a braccio avanti la cattedra.

“E’ vero” afferma l’ex Assessore, “abbiamo provato una strada istituzionale, ma non ci siamo riusciti, e allora abbiamo deciso di continuare lo stesso, di rivolgerci alla città, alle associazioni e a cittadini intraprendenti, La filosofia invaderà la città, con l’allegria di comunità, arrivare la dove non è stato finora possibile farlo, la scuola è nei legami e nelle relazioni sociali che nascono per la strada di questa città, che ancora non riesce a raccontarsi fuori dalla cronaca”

Nino Daniele racconta poi un suo angustiato tema rimasto irrisolto, quello di alcuni pezzi della movida napoletana: :”ho spesso sentito dire che una regolamentazione della vita notturna sia un atto di proibizionismo, io credo che non possiamo restare inermi a guardare gente che ha la cultura dello sballo a tutti i costi, giovani che bevono e si drogano, facendo male prima a se stessi, poi alla società intera, bisogna avere il coraggio di intervenire, di raccontare a costoro le bellezze del posto che vivono a tante altre opportunità che la vita offre, uscire, andare a parlare a questi ragazzi, non lasciarli soli”

Numerosi gli interventi del pubblico, da Simona Martino a Andrea Morniroli, Angelo Abiguato e Paola Magliocchetti,  e Caccioppoli, per finire a Enzo Amato, tutti gli interventi si sono incentrati sull’adesione di tutti  a questo ambizioso progetto.

Tra gli interventi ci piace ricordare quelli di Melinda di Matteo, “la scuola si deve fare carico di prevenire i problemi di una città, che le Municipalità seguano e intervenga su progetti come questo, che non solo recuperano quanto perso, ma che invoglino a continuare sulla strada da fare” altro intervento dettato dal cuore quello di Terracciano, “bisogna uscire dalla mentalità borbonica, Napoli non è la città ereditata dai Borboni, ma è città di pace e di studio da sempre, abbiamo avuto filosofi come Benedetto Croce, e per dire altro Giordano Bruno è passato per questa sala”, e ha poi  lanciato l’idea di una giornata da dedicare a Bruno proprio in questa sala,, in occasione dell’anniversario del suo rogo.

Terracciano ha insieme ad un altro intervenuto, Iodice, indicato l’auspicio che Nino Daniele debba essere in corsa per la carica di Sindaco, ma lo steso si schernisce allargando le braccia e sorridendo con aria del tutto sorpresa. Intervento “tecnico” di Rispoli, del Museo delle arti sanitarie, che ha confermato” la centralità di una scuola che sappia coniugare i malesseri di una società che corre fin troppo”

Ha concluso la lista degli interventi Geppino Aragno, candidato per potere al popolo per le suppletive che tra giorni si svolgeranno nel collegio che parte dal Vomero per arrivare a Barra Ponticelli.

Tra i presenti in sala spiccavano Rosario Marra, segretario di Rifondazione Comunista a Napoli che afferma “il valore di questo progetto è indiscutibile, ma capire come si raccoglieranno le risorse per il suo proseguo, e Jamail Qaddorah della sezione immigrati della CGIL “un bel progetto, ma bisogna avere la capacità di uscire dalla progettualità per passare ad una reale applicazione.

Alla fine della mattinata Pino Ferraro racconta come gli piacerebbe fosse questa scuola, “anni fa (Giunta Valenzi ndr) fu creata a Napoli nei mesi estivi un fantastico esperimento “estate a Napoli, ove nei periodi estivi, in piena estate, le scuole restarono aperte, dalla mattina alla sera, si studiava, giocava, socializzava, fu quella un’esperienza ancora oggi presente nella memoria di molti, le scuole che diventarono dei centri sociali, ecco, noi vorremmo che tutta la città diventasse un grande centro sociale”

 

 

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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