La scena virtuale e le parole dell’eretico Bruno

In rete la rassegna "infiniti mondi" per il maggio dei monumenti, in mostra la filosofia di G Bruno

Scritto da Antonio Grieco

La rassegna in rete “Infiniti Mondi” per il Maggio dei Monumenti, durante la crisi da Covid-19  ha proposto interessanti opere video dedicate a Giordano Bruno realizzate da alcuni gruppi teatrali napoletani;  ci soffermiamo  qui sui lavori del Teatro Tram e Teatro dell’Osso, del gruppo  AltroSguardo  e de “La scena donne “ dell’associazione f.p femmiile plurale

In attesa che al mondo del teatro arrivino risposte adeguate dalle Istituzioni che aiutino a superare la crisi da Covid 19, interessanti eventi in rete ci hanno in qualche modo consentito di non disperderne del tutto il ricordo. Ma per lo spettacolo dal vivo la situazione si fa sempre più grave e insostenibile, e chi vive di teatro – attori, registi, tecnici, scenografi, costumisti – vede solo buio, nessuna via d’uscita, soprattutto per le piccole sale, per quei gruppi sperimentali che fanno della pratica di laboratorio e delle relazioni umane il loro punto di forza.

Anche per questi motivi, in nostri precedenti interventi avevamo proposto di ricominciare da Raffaele Viviani per guardare oltre la crisi, mettendo in scena a Napoli alcune sue commedie all’aperto, dove lui le aveva ambientate (Piazza Ferrovia, Piazza Municipio, Via Toledo, Porta Capuana, etc…): la nostra idea non ha trovato ascolto, ma ci ha fatto molto piacere scoprire che una sua opera, I pescatori, andrà in scena, per la regia di Laura Angiulli, sulla Spiaggia delle Monache a Posillipo, nell’ambito del Napoli Teatro Festival iniziato da qualche giorno.

Tuttavia, dicevamo, in rete non ci sono sfuggiti progetti virtuali di particolare rilievo artistico-culturale che, come per gli omaggi al drammaturgo stabiese in occasione del settantesimo anniversario della morte, crediamo sia giusto segnalare; uno di questi è “Infiniti Mondi ” dedicato a Giordano Bruno, promosso per il “Maggio dei Monumenti” dal Comune di Napoli sulle pagine Facebook e Instagram dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo.

A questa iniziativa hanno contribuito diversi artisti attori napoletani con opere che hanno messo in relazione generi diversi – la poesia, il teatro, l’arte, la musica, la filosofia – con l’intenzione di interrogare il nostro tempo attraverso lo sguardo del Nolano. Apprezzando in generale l’idea di questa rassegna, ci soffermiamo qui su alcuni lavori che hanno indagato in modo inedito il pensiero di Bruno: come ad  esempio il video “Processo a Giordano Bruno” (ideazione di  Mirto Di Martino da un testo di Vincenzo Spampanato, produzione Teatro Tram e Teatro dell’Osso); particolarmente efficace ci è sembrata qui la lettura di Orazio Cerino che ha ripercorso le tappe della inaudita violenza subita dal Nolano da un potere ecclesiastico ormai lontano da ogni  legame con la parola di Cristo; il testo di Spampanato ha il merito di rendere viva la lezione di questo straordinario “filosofo della libertà” che non rinnegò mai le sue idee per salvarsi la vita, affermando che” la sua verità era la filosofia”. Bruno, è noto, col suo sacrificio dischiuse nuovi orizzonti – etici, umani, politici e culturali – al mondo moderno. E dunque partire da questa attenta ricostruzione della sua tragica storia terminata con la condanna al rogo, pensiamo possa aiutarci a comprendere anche altre due creazioni virtuali legate al suo mondo; la prima è un’opera/video in tre movimenti, “Trilogia degli Infiniti mondi”, ideata da “cossiadiflorioveno” per l’Associazione AltroSguardo con le voci fuori campo di Antonello Cossia, Raffaele Di Florio, Paolo Cresta e Riccardo Veno: l’intenzione, affermano gli autori di questa performance in una nota, è di dare vita ad un virtuale circolo di pensiero filosofico/letterario grazie a suggestioni musicali, poetiche, vocali.

L’opera si ispira  ad uno dei testi bruniani più famosi, il De l’infinito, universo e mondi, che influenzò molti scrittori, intellettuali e poeti dell’epoca moderna. Nel video appare evidente l’allusione del filosofo campano ad un mondo altro: un mondo in cui l’uomo e la terra sono solo una parte infinitesima di un più vasto orizzonte, illimitato, senza confini.

Insomma, sembra che gli ideatori di questa creazione, evocando le parole di Bruno, intendano in realtà segnalarci che solo riconoscendo la molteplicità cosmologica dell’universo possiamo oggi incontrare l’Altro, rispettare la dignità e l’unità del vivente umano e non umano. Resta da dire che questa installazione video si lascia apprezzare anche per il costante, intelligente dialogo tra immagini, poesia musica e teatro; una tensione autoriflessiva dell’arte che in fondo conferma – come osservò Alfonso Ingegno, indimenticabie esegeta della sua opera – la consapevolezza diffusa delle nuove generazioni di confrontare la filosofia del Nolano con nuove problematiche (Giordano Bruno e la cultura del suo tempo, a cura di Afonso Ingegno e Amalia Perfetti, La Città del Sole, 2004). Ottime  le interpretazioni “fuori campo” di Cossia e Cresta, che si accompagnano alle suggestive musiche di Veno e alle immagini surreali di Florio allusive del divenire cosmico dell’universo.

Questa tensione a rifondare il presente attraverso lo sguardo di Bruno, ritorna nei frammenti visivi di “In carne ed ossa”, uno dei momenti più suggestivi de “La scena delle donne”- percorsi teatrali  con le donne a Forcella (a cura di Marina Rippa per l’Associazione Culturale F.pl. femminile plurale). Qui, all’inizio, – diversamente dall’evento dal vivo cui abbiamo assistito lo scorso anno riferendone su queste pagine – una donna entra nel cortile del Complesso Monumentale della Real Casa Santa dell’Annunziata, dove i bambini venivano abbandonati e le ragazze povere internate, raccoglie da terra dei fogli e legge i pensieri del Nolano sull’universo femminile ripresi dal De La causa, principio et uno. Dice Bruno: “Qua il maschio caos, là la femina disposizione (rigore); qua l‘odio, là l’amicizia qua il timore, là la sicurtà, qua il scandalo, là la pace, qua l’inferno, là la perfezione”.

Con le parole finali che denunciano il potere maschile come principale responsabile della deriva violenta del mondo: “E finalmente tutti i vizii, mancamenti e delitti son maschi, e tutte le virtude, eccellenze e bontade son femine”: quasi un’anticipazione della radicalità del nuovo femminismo che vede nella diversità della donna un insopprimibile valore per ricostruire il mondo su basi diverse. Cosicché all’amica, che entra dal portone nel cortile della basilica, la donna che legge Bruno non può far altro che far notare che quei pensieri “sono di quattrocento anni fa ma sembrano scritti oggi”.

E questo perché la condizione della donna, come sappiamo, non è affatto cambiata, come non è cambiato quel potere maschilista, autoritario, violento, che dovunque si fonda sull’esclusione e la repressione dei diversi. E allora per riconquistare la propria dignità, per affermare l’unità del proprio essere, alle donne di  Forcella non resta che partire da sé, dal proprio corpo, da un processo di autodeterminazione che dia volto, gioia e speranza al loro mondo indicando un altro orizzonte di senso alla nostra stessa esistenza. Il video di “In carne ed ossa”, con le stupende immagini di Sara Petrachi, ci parla dunque di un’identità femminile che si ricompone sulla scena ricostruendo  il tempo, la memoria e i luoghi del proprio vissuto; una drammaturgia del corpo (e della differenza) che destruttura radicalmente la finzione portando “il teatro fuori dal teatro”

Un commento

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  • Maria Luisa Crudele Borgia
    8 luglio 2020 at 9:45 - Reply

    Ci risiamo,teatro fuori dal teatro,passa il tempo ma la situazione è sempre più critica e difficile. Indubbiamente le opere del Nolano sembrano scritte oggi e comunque mettono in risalto la sua coerenza fino alla fine.