LA RISALITA – Il terzo Paradiso di Pistoletto a Vico Paradiso

Una provocazione d’Arte per ricollegare il Parco dei Quartieri Spagnoli al territorio, L’Arte come leva motivazionale di rigenerazione sociale ed urbana

Scritto da Guido Liotti Presidente de Lo sguardo che Trasforma /ufficio di presidenza di Green Italia Campania 

Lucia Bello e Graziana Brigida

Come nasce l’idea del progetto LA RISALITA?
La suggestione è stata offerta dalle problematiche dei luoghi sempre più bisognosi di sistemi infrastrutturali efficienti, interdipendenti ed innovativi.
Un luogo in particolare ha suggerito l’iniziativa: Il Parco dei Quartieri Spagnoli, con il Complesso Monumentale della SS.Trinità delle Monache (ex-ospedale militare), sito tra la città alta e la città bassa e per questo, punto nodale coagulante e strategico dal punto di vista sociale ed urbano. Un luogo da raggiungere non senza qualche ostacolo.

Questo complesso è stato di recente oggetto di un processo partecipato promosso dal Comune di Napoli nel 2016 nell’ambito di Urbact 2nd Chance con l’obiettivo di attivarne la funzionalità a partire da azioni partecipate e condivise. Il Piano di Azione Locale che ne è scaturito è stato adottato dal Comune di Napoli e grazie a tale scelta nell’immediato è stato anche possibile assegnare fondi governativi CIS con una interessante dotazione economica (6 ml di euro) per la riqualificazione strutturale di buona parte del Complesso della SS. Trintà delle Monache compreso il Parco ed il recupero dell’accesso dal basso.

“Risalire” dunque verso un migliore stato di cose; risalire dal basso verso l’alto, risalire dai Quartieri Spagnoli all’omonimo Parco, partendo dai diversi accessi che dall’innesto dei Quartieri Spagnoli su via Toledo, si inerpicano per la sua densa scacchiera urbana diramandosi in strade e vicoli verso il Complesso monumentale SS.Trinità delle Monache.

LA RISALITA nasce sulla scia del tema della Restanza suggerito dalla seconda edizione del Festival nazionale per il Turismo responsabile ItaCà. Si incrocia con le iniziative del Coordinamento Scale di Napoli con in particolare Lo Sguardo che Trasforma e Green Italia per le azioni di zona previste dal “cantiere partecipato di Napoli Verticale” con i recenti bandi del Patto per Napoli che interessano principalmente il rapporto tra Pedamentina, Scala di Montesanto ed Il Parco dei Quartieri spagnoli ma che di fatto stimolano il tema più generale di riammagliare tutto il sistema territoriale comprese le scale e gradonate minori.
Il progetto prende la forma di un percorso a tappe con l’obiettivo di creare una relazione tra i luoghi ed i cittadini che li abitano, gli avventori esterni, gli artisti e le forze associative locali.

Fin’ora sono state realizzate due tappe, che hanno attivato micro-azioni simboliche atte ad attenzionare problemi e criticità che da anni insistono sui luoghi cerniera tra la città alta e la città bassa, in particolar modo Vico Paradiso con le sue accessibilità negate: verso l’alto e verso il basso.
La prima tappa ha voluto richiamare su Vico Paradiso, l’attenzione sull’ingresso verso l’alto, al Parco Q.S. attraverso il suo muro di contenimento che su di esso insiste, ove la porta chiusa rappresenta appunto un collegamento interdetto da ripristinare. L’azione simbolica è stata pertanto quella di verniciare con antiruggine color verde bosco la reale porta di accesso che protegge le scale interne al muraglione, che sarà oggetto di recupero proprio in relazione all’accessibilità. Un’azione questa che ha visto la partecipazione attiva dei fotografi di “Scattidipartecipazione”, realtà collegata al Coordinamento Scale di Napoli, che ci ha accompagnato in questa primissima esperienza. (foto di verniciatura porta)

Come i Musicanti di Brema avventurandoci in questo percorso man mano si sono uniti a noi nuovi preziosi soggetti. Forse un poco meno sventurati degli animali della favola ma uniti dalla stessa motivazione di apertura e del rafforzarsi viaggiando insieme.

La seconda tappa ha intercettato due elementi interessanti sempre nel contesto di Vico Paradiso: da un lato ha messo a fuoco la presenza in quella zona, dell’Orchestra dei Quartieri Spagnoli, dall’altra ha posizionato uno spot sull’accessibilità verso il basso da Vico Paradiso.
L’incontro con il Maestro Giuseppe Mallozzi, direttore artistico dell’ Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli è stato intenso, emozionante e rivelatore di una realtà sana che vuole crescere e che vale ogni sostegno possibile. Ci ha accolto entusiasta, nell’Auditorium dell’Orchestra, allocato nella chiesa di S. Maria dello Splendore in Via Pasquale Scura. Ci ha parlato di bellezza, di quella bellezza che è nelle azioni capaci di toccare l’umano, come la Musica, e di fronte alla quale tutto s’inchina. Perché la Musica, quando permea le realtà più difficili e disagiate, diventa terapeutica, salvifica, miracolosa. L’Arte come riscatto sociale e crescita personale
(foto)
E poi come sempre capita l’Arte ci ha soccorso…L’Arte come simbolo e provocazione

Davide Carnevale dell’associazione LEAF, ha suggerito l’interessante idea che ha poi preso forma, sempre grazie a lui, il’1 dicembre scorso: utilizzare per Vico Paradiso il tema del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.
Il simbolo del «Terzo Paradiso», che attraverso il segno dell’infinito «oOo» rimanda all’io-NOI-tu, per l’occasione si è maggiormente rafforzato attraverso un’operazione di partecipazione collettiva, avvenuta con la richiesta di indumenti agli abitanti di Vico Paradiso, in segno di coinvolgimento ed adesione all’iniziativa, ma fondamentale per la costruzione dell’opera.
Per la realizzazione dell’opera, Davide è stato da noi (Guido Liotti, Sergio Guida, Graziana Brigida, Lucia Bello, Francesco Sollo) aiutato presso il porticato dell’ex ospedale Militare dove è stato anche recuperato un pannello di legno abbandonato utilizzato poi come base della struttura
(foto della realizzazione dell’opera)
Il simbolo largo circa 2 metri e mezzo, una volta completato è stato temporaneamente apposto, dopo averlo trasportato come un vessillo, sulla chiusura/ostacolo delle rampe verso Montesanto dei Gradini Paradiso. (foto apposizione)
Risulta abbastanza visibile dal basso da piazzetta Montesanto: una sorta di portale per attraversare questo annoso ostacolo del collegamento attualmente intercluso(foto dal basso).
L’opera quindi è stata realizzata grazie al contributo simbolico degli abitanti del Vicolo, coinvolti nell’azione con loro panni dismessi, ed attraverso questo semplice atto, contestualmente informati dell’intero progetto di recupero del contesto.
L’azione sarà inserita nel network delle iniziative della fondazione Pistoletto del quale Davide è referente territoriale. Sarà anche narrata con un percorso fotografico (foto di Lucia Bello) presso il MACRO di Roma il 20 dicembre prossimo. L’arte che provoca diventando così simbolo multiplo: di partecipazione ed aggregazione, di recupero, di denuncia, di condivisione.

Durante la seconda tappa si è unito anche Francesco Sollo che con Retake Napoli, del quale è uno dei membri più attivi, sta avviando un interessante collaborazione per una successiva tappa orientata al recupero del piccolo piazzale a monte dei gradini Paradiso ora ridotto a discarica e parcheggio senza regole.
In occasione dell’incontro Francesco ci ricordava anche dell’origine del toponimo che caratterizza gradoni gradini e vico, la presenza del giardino detto del Paradiso che faceva il paio con quello della Biancomangiare ma anche il Carogioiello siti a poca distanza.

Ora il “giardino incantato” da raggiungere è ad un salto di quota di almeno dieci metri il bosco dei tigli e gli altri terrazzamenti del Parco dei quartieri spagnoli, con la sua splendida, inaspettata piazza: il chiostro dell’immenso convento oramai aperto e panoramico sul lato della scala di Montesanto.
Quando il Complesso sarà aperto e connesso alla città tutta, potrà essere fruito in tutta la sua spettacolare monumentalità e panoramicità, offrendo il suo tetto per vedute mozzafiato ed il suo essere luogo cerniera per facilitare gli spostamenti verso il Vomero, il Corso Vittorio Emanuele, o, per i più coraggiorsi affrontare la Pedamentina.
Non è una bella visione quella che in tanti stiamo portando avanti?

«Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita.
Il simbolo del Terzo Paradiso, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie, tra cui natura e artificio. Quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità. Michelangelo Pistoletto » (www.terzoparadiso.org).

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