La progressione dei tumori pediatrici in Campania

La Campania di De Luca : tra dati tumorali virtuali e una realtà drammatica di patologia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di: Roberto Braibanti  Dipartimento Ambiente SI

Ieri sono stati diffusi, durante la presentazione della prima attività del Registro Tumori infantili della Regione Campania, i dati che fanno riferimento ad un periodo che va dal 2008 al 2012,con una copertura di 1,2 milioni di residenti di età inferiore ai 20 anni.

Allora il dato nudo e crudo è rappresentato dal fatto che in Campania- secondo il rapporto presentato dal presidente De Luca – i bambini e gli adolescenti si ammalano di tumore con la stessa frequenza che nel resto dell’Italia senza differenze geografiche significative tra le province, compresa l’area conosciuta come “Terra dei Fuochi”.

Dunque secondo il rapporto presentato oggi, le stime di incidenza oncologica in Campania si allineano a quelle del resto d’Italia  a eccezione per i tumori della tiroide che hanno mostrato un eccesso d’incidenza statisticamente significativo ma senza differenze nella distribuzione territoriale

Peccato che questi  dati cozzano clamorosamente con quanto dichiarato dai Medici dell’ambiente della Campania , tra cui spicca la voce del prof Marfella;

Che cita  dati preoccupanti sopratutto per Avellino e provincia che avrebbe il record di tumori infantili in regione .

Trovo che i numeri vadano interpretati sempre e su questo provo a dare una mia opinione .

Posto che l’Italia è la peggiore nazione europea in termini di incidenza di tumori infantili (con un tasso persino doppio rispetto a quello degli Usa in questo stesso ambito, Lancet Oncology 11 aprile 2017) e analizzando i dati su un arco temporale superiore al quinquennio (1993 – 2012) appare chiaro che la Campania non mostra nessun picco maggiore di cancro infantile rispetto al resto della Penisola (17,3 casi ogni 100mila vs il 18,9 del resto del Paese anno 2012 ).

Quindi il dato presentato è reale .

Però nasconde l’interpretazione di proiezione di quel numero,secondo i medici per l’ambiente.

Cerchiamo quindi di capirci :

Nel 1993 la Campania mostrava infatti 3,1 casi su 100mila abitanti in meno rispetto all’Italia (13,9 vs 10,8).

Nel 2012 soltanto 1,6 in meno (18,9 vs 17,3).

Sembra quindi  che la Campania non mostra una incidenza dei tumori pediatrici maggiore rispetto a quella drammatica dell’Italia, ma la velocità di crescita dei tumori infantili in Campania risulterebbe essere sostanzialmente doppia a quella (pessima) italiana nell’ultimo ventennio di ormai certificato disastro ambientale.

E non credo che questo aspetto possa essere omesso come DeLuca sembra fare.

E pensando ad Avellino e provincia e al suo poco invidiabile record, non si può non pensare all’ignorato inquinamento della Valle del Sabato ( e quindi del fiume Calore e quindi del Volturno…) o della Solofrana a Montuoro superiore .

Riguardo il torrente Solofrana,ricordandoci sempre bene che li sversano  abusivamente la maggior parte delle concerie locali , in disprezzo di un depuratore locale semifallito dato che le aziende evitano di utilizzarlo – come sarebbero obbligate a fare-per non pagare i costi di depurazione .

E contribuendo in maniera sostanziale all’avvelenamento del Sarno( di cui è  affluente)e quindi del golfo di Napoli ( …tutto e’ collegato…)

Più in generale non posso ugualmente non pensare alle percentuali allucinanti di tumori di Hodgkin  che si registrano a Pianura dove abbiamo,casualmente,oltre 80 milioni di rifiuti tossico nocivi documentati dalla procura della Repubblica, sepolti nella ex discarica DiFabri ,ancora non tombati .

E di oggi credo l’audizione in comm Ambiente in regione Campania di molti cittadini locali ormai prostrati da un silenzio inaccettabile su una strage in atto,senza che nessuno ad oggi nella stessa Regione Campania  o al governo abbia mosso un solo dito da un decennio.

O a quello che continua silentemete ad accadere a “macchia di leopardo” a Caivano,piuttosto che in qualsiasi altro comune della purtroppo nota” terra dei fuochi “.

E che purtroppo troppe famiglie invece  continuano a  pagare sulla loro pelle, ignorate dalle istituzioni che non provvedono a bonifiche ,se non nelle solite chiacchiere in libertà delle campagne elettorali.

Le nostre campagne abbondano di amianto abbandonato ,senza che i comuni lo possano rimuovere ,dati gli elevatissimi costi di smaltimento che le disastrate casse comunali ormai non consentono a nessun sindaco di spendere .

E si continua cosi a morire di mesotelioma pleurico ,nel frattempo

Nessuno si impegna in regione Campania ( e nello stato ) in una vera politica che consenta una “emersione dal nero ” delle centinaia di aziende -più o meno familiari- che essendo ” invisibili ” al fisco,continuano a sversare abusivamente nelle nostre campagne,alimentando i celebri roghi.

Usando manovalanza di disperati a basso costo come ad esempio,i rom.

Temo che il tempo delle omissioni , della superficialità su questi argomenti sia finito.

Politicamente ,per quello che è il mio impegno,mi vergogno di tanta sciatteria , superficialità e sopratutto incapacità di leggere la gravità di una situazione ambientale regionale ormai al limite del collasso ambientale .

E ricorderei a tutti e tutte che siamo a dicembre , ancora in piena crisi idrica, senza che si sia fatto nulla di strutturale per le condutture colabrodo di questa regione .

E che malgrado la drammatica estate di siccità e incendi boschivi appena passata, la prevenzione latita come sempre( questo sarebbe il periodo per attuarla ) e sul Vesuvio come ovunque, ci sono ancora i rifiuti, i tronchi bruciati in luglio e nessuna prevenzione in atto per la prossima estate .

E da domani alla primavera mancano solo 4 mesi

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