LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI: Following di Christopher Nolan

Ripercorriamo i primi passi del regista attraverso la sua opera prima

Riceviamo e pubblichiamo

di Andrea Di Giorgio

Memento, la trilogia di Batman, Interstellar, The Prestige, Inception.
Cosa hanno in comune questi titoli? Facile. Il regista, Christopher Nolan.

Probabilmente molti dei più giovani cineasti non faticherebbero ad inserirlo tra i propri film-maker preferiti, affascinati dal rilancio che questi ha dato alla saga dell’uomo pipistrello.

Ma, con altrettanta certezza, posso affermare che pochi, pochissimi, conoscono ed hanno visto il film d’esordio del regista londinese, Following del 1998.
Ebbene si, Memento non fu il primo, bensì quello che portò Nolan ad ottenere l’attenzione di tutto il mondo cinematografico, spianandogli la strada verso una scintillante carriera.

E’ interessante quindi andare a vedere da dove tutto questo ebbe inizio, quali furono le fondamenta, le basi del regista, dove e come egli abbia mosso i suoi primi passi nel mondo del cinema.

Following-1998-NolanEcco che quindi ripeschiamo Following, l’opera prima.
Non affannatevi a cercare il DVD, è praticamente impossibile recuperarlo; la soluzione ai vostri problemi è molto più semplice. Lo trovate su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=swbMXkQFqqo), il doppiaggio non è dei più entusiasmanti, ma ci si accontenta.

Bill è un giovane scrittore solo e disoccupato che per cercare l’ispirazione decide di pedinare degli estranei, affascinato dalla natura umana. Tra le sue prede c’è però un topo d’appartamenti piuttosto insolito, Cobb, che lo smaschera, lo plagia e lo convince ad aiutarlo.

Da subito non si può non notare come la pellicola sia stata realizzata ad evidente basso costo. Nolan è regista, sceneggiatore, direttore della fotografia, addetto al montaggio e produttore, investendo di propria tasca 6000sterline per la sua realizzazione.

Il tutto girato in bianco e nero per dare alla storia quella giusta atmosfera noir che ricorda molto un film anni ’60, che, insieme ad una essenziale e puntuale colonna sonora, rende il thriller ancora più cupo di quello che la storia non sia.

La narrazione è frammentata, ricca di flashback e costanti salti in avanti, iniziando a tratteggiare quello che sarà una delle caratteristiche fondamentali del regista, che troveranno il suo massimo compimento in Memento e The Prestige. Qui forse il tutto risulta un po’ troppo frenetico ed a volte si fa fatica a stare dietro al pensiero di Nolan, che però subito ci da l’idea di essere un regista fuori dal comune, un diamante grezzo.maxresdefault

Non fatevi ingannare, Followingnon è un thriller classico, una storia di ladri o un giallo dove dobbiamo individuare il colpevole, ma è un film sulle persone; sull’intimità delle persone.

Il pretesto narrativo, il pedinare sconosciuti da parte del protagonista (da qui Following), è uno spunto estremamente interessante.

Lasci scorrere lo sguardo sulla folla, poco a poco lo sguardo si ferma, si fissa su una persona, e quella persona non fa più parte della folla. Diventa un individuo, di colpo. Una cosa irresistibile”.

 Bill vive, così, la propria vita triste e vuota attraverso le altre persone, riempie le proprie giornate di atti quotidiani che non hanno nulla di straordinario se non quello di essere straordinariamente normali.

E della stessa natura sono anche i furti che inizia a compiere con il proprio socio, Cobb. Non si intrufolano negli appartamenti per rubare loro gioielli o denaro, bensì per violare la loro privacy, limitandosi a spostare oggetti, scavando nei ricordi delle vittime, vivendo brevemente le loro vite, perché, come dice appunto Nolan, “quando gli rubi una cosa, loro si accorgono di quello che avevano”. Ognuno di noi è convinto che la propria “normalità” sia inviolabile quando essa stessa è probabilmente la cosa più fragile che abbiamo.
Basti pensare come Bill finisca per convincere Cobb, all’insaputa di quest’ultimo, di rubare nella propria casa, per sentirsi dire senza pietà ciò che egli stesso non era in grado di riconoscere a se stesso, cioè di quanto vuota e triste fosse la sua vita.

Following-1Come ogni thriller che si rispetti, a maggior ragione conoscendo l’imprevedibilità di Nolan, il film prende pieghe inaspettate, coinvolgendo e sconvolgendo lo spettatore con colpi di scena che portano al sorprendente finale.

Following non è certo esente da errori, ma si tratta di piccolezze. Forse l’intrigo può risultare un po’ forzato e confuso, ma dopotutto nei thriller la realtà viene sempre un po’ manipolata.

Un film, consigliatissimo, che regge senza sforzi eccessivi i suoi brevi 69 minuti e che merita di esser visto, rappresentando la prima pietra del percorso di un ottimo regista (e scrittore) come Christopher Nolan, che lo porterà poi ad una brillante carriera, come egli stesso forse sorprendentemente preannuncia, basti notare il simbolo del pipistrello nero appeso sulla porta del protagonista.

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