LA POLITICA ITALIANA È GIUNTA AL CAPOLINEA

Senza Patrimoniale e tagli alle spese militari impossibile la realizzazione delle promesse sbandierate nella recente campagna elettorale. il compito dei 5s

La fase post-elettorale sembra avviarsi alla conclusione con la formazione del “governo dei vincitori”, cioè dell’asse Salvini-Di Maio con aggiunte accessorie di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Per chiudere la partita rimangono solo questioni relative a nomi, quello del Presidente del Consiglio, quelli dei Ministri e dei Sottosegretari: una cinquantina di amici da sistemare.

Si parla di un nome “terzo” per il presidente del consiglio, magari di gradimento al presidente della Repubblica e, di conseguenza,al dipartimento di stato americano, a Bruxelles o, come si dice, ai mercati: qualche diplomatico o industriale.

Per il Ministero degli Interni si parla di Salvini, per quello degli esteri di Di Maio. Sul “contratto di governo” si rassicura l’Europa che non si supererà l’1,5% di deficit, eventuali sforamenti saranno discussi“senza nessuna volontà di forzare contro i partner europei”.

Viene di conseguenza la domanda: ma allora da dove li prenderanno i soldi per il reddito di cittadinanza e l’abolizione della Fornero? Non credo proprio che si taglieranno le spese militari, o si farà una patrimoniale, o si alzeranno le aliquote fiscali dei redditi più alti. Anzi le tasse verranno drasticamente tagliate ai ricchi, la flattax, infatti, è nei programmi tra le cose che secondo il M5S “interessano agli italiani”. Allora, come al solito si faranno tagli alla sanità, alla scuola, all’assistenza sociale, ai trasporti pubblici, alla difesa dell’ambiente, all’accoglienza, alla sicurezza sul lavoro.

Il “cambiamento”, allora, riguarderà esclusivamente la criminalizzazione dei migranti, degli esclusi, dei senzacasa dei senzalavoro, l’aumento della violenza poliziesca negli sgomberi, nelle manifestazioni dei lavoratori, degli ambientalisti, dei disoccupati.

Come è potuto succedere tutto ciò? Come è potuto accadere che tanti hanno avuto fiducia in partiti che non rappresentavano i loro interessi? Hanno creduto veramente che i vitalizi tolti a qualche migliaia di ex-parlamentari sarebbero stati distribuiti milioni di richiedenti il reddito di cittadinanza? Non lo credo; credo piuttosto che molti hanno pensato che c’era una lista, quella del M5S, che aveva la concreta possibilità di far saltare il tavolo, mandare a casa tante facce insopportabili e aprire una nuova strada qualunque essa fosse.

Tra breve sarà chiaro che questa strada non conduce da nessuna parte e che per cambiare veramente direzione non è sufficiente andare a votare per qualcuno che si dice diverso, che propone un cambiamento solo di facciata; bisogna capire che bisogna diventare protagonisti in prima persona delle lotte, dei movimenti, dello scontro sociale fra sfruttati e sfruttatori, tra capitale e lavoro, tra profitto e diritti

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
No commento

Lascia risposta

*

*