La notte degli artisti di strada

Appuntamento di CantoLibre al Maschio Angiolino Mercoledì 28. in rassegna gli artisti di strada, la categoria più colpita dalla pandemia e di cui nessuno parla

Manca poco al momento in cui Margherita Romeo presenterà alla città dal Palco del Comune di Napoli, sito nel Maschio Angioino, in successione tra i più popolari dodici artisti, o se preferite, musicisti della città.

Molti di questi musicisti sono rimasti fuori, ed è un peccato, ma per farli esibire tutti ci sarebbe voluto un festival della durata di tre giorni, si è scelto undici per dare un po’ di spazio, per una bella esibizione, almeno 15 minuti a testa.

CantoLibre non è nuova a queste iniziative, l’anno scorso per problemi di pandemia siamo stati fermi, ma da quando ci siamo affacciati in città, ogni anno abbiamo trovato il modo di esporci al pubblico. Questa volta abbiamo pensato di raccontare agli spettatori, cosa è un musicista di strada.

Non credete sia un semplice mestiere, e la loro vita non è segnata solo sulle esibizioni sui marciapiedi o piazze e piazzette, ma oltre quello ci sono ore di prove, la scelta di quale spazio utilizzare, preparare gli strumenti, non è una vita facile, sperare che non piova, che non faccia troppo caldo, che ci sia quanta più gente per la strada cui possano attirare l’attenzione.

Gli artisti di strada, (in questo caso solo musicisti) e pochi lo dicono, di tutte le categorie di lavoratori, perché di tali si tratta, sono i più colpita da quella che passerà alla storia come la pandemia dell’inizio millennio.

Un guadagno mai certo e legato, come già detto a troppe condizioni, e soprattutto senza prospettive sicure, e dal loro lavoro nulla è preparato per il futuro, questi, non avranno mai una pensione.

Per di più parliamo di Napoli, l’Amministrazione Comunale uscente ha protetto le loro performance con una delibera Comunale, che a differenza di altre città, dove quando un vigile passa, li può far sloggiare  immediatamente, a Napoli gli è consentito, l’uso e il guadagno in strade e piazze.

Li ho conosciuti in tanti, mi hanno raccontato le loro ansie, preoccupazioni, speranze e paure, la fiducia che questo male non si propaga oltre, impedendogli di guadagnare e portare avanti, in molti casi famiglie e se stessi.

E’ un mestiere complicato, dove piacere è necessario, e non è facile piacere, ma le persone che li ascoltano, li gustano, li ascoltano, ballano e battono le mani, non molti si avvicinano inchinandosi in fortuiti cappelli, o foderi di chitarra per pagare quei frammenti di ascolto, qualche euro.

Ci è parso giusto far conoscere attraverso una manifestazione insolita, mai si è visto prima uno spettacolo simile, fatta di solo loro in mostra al pubblico, che sarà ridotto, sempre per evitare assembramenti, questa non è un comizio o una partita di calcio, ove le restrizioni non hanno valore.

I nomi più popolari della città, la romantica arpa di Zena, che dal palco, racconterà una leggenda tutta partenopea e le sue melodie di arpa che di fatto, l’hanno fatta diventare la Sirenetta del centro storico, la verve della fisarmonica di La Zingarina, che riporta alla felicità della sua fisarmonica, così piena di suoni e di diverse etnie musicali.

Ascolteremo poi,  l’arte della posteggia con Cristian Vollaro e Joey Napolitano, (ancora auguri per la nascita della figlia). Sono tra gli ultimi rappresentanti di questo fenomeno tutto partenopeo, la posteggia produce il suo guadagno, proprio attraverso i parcheggi, sistemati per la maggiore  fuori i ristoranti.

Il duo di Rita e Simone, gli “emergenti di questa serata” con il loro blues, con vene di Napoli, i più giovani e promettenti di questa serata.

E poi, Pierpaolo Iermano, che preferisce maggiormente offrire le sue melodie la notte, sua una canzone ormai popolare, “Bagnoli Babylon”  e interprete della musica riguardando l’epopea del rock, nel suo repertorio, the Who, Pink Floyd e ottimo interprete della canzoni di Tom Waitts.

La potenza e l’energia dei Soulpalco, le loro travolgenti esibizioni, cui vanno molte delle mie personali attenzioni, perché sono stati i primi a darmi il benestare a questa manifestazione, facendomi continuare in questo lavoro di Union che è durato circa due mesi. Sappiamo che al Maschio Angioino si presenteranno nella loro migliore formazione, 9 elementi e corpo di ballo, probabilmente in questa città sono tra i migliori esecutori di “Vesuvio” di Colasurdo.

Sarà una serata per molto del suo tempo legata alle tradizioni partenopee, “Popolo Vascio” portatori della più antica allegria, tammurriate, pizziche e tarantelle che riportano ai suoni e le feste più popolari che si svolgevano molti anni fa in città e dintorni e in tutto il Sud Italia.

Ci sarà anche una presenza internazionale, la band russo-argentina degli Olga Show, che suonano in tutte le strade del mondo, verranno apposta a Napoli, città che vivono spesso, ed è questo un grande piacere, il fatto che tornino in questa città solo per questo show, ci fa mettere il petto più fuori.

Nel gruppo di questi primi undici (non è escluso che a breve ci sarà una nuova edizione con quelli che non è stato possibile avere Mercoledì), c’è anche l’unico ballerino della città di tip tap, Flavor Chris che in questo mercoledì speciale si esibirà anche con la tromba.

La serata sarà animata dalla forza di Margherita Romeo, la versatile attrice nata e conosciuta nella strada, presenterà tutti i partecipanti, che conosce a menadito, quindi nessuno meglio di lei sa di queste persone che erroneamente vengono chiamati ragazzi, sono lavoratori più che precari dello spettacolo, che per il lavoro che svolgono avrebbero pur diritto a qualche attenzione.

Gli artisti di strada di mercoledì sera, sono un arredo ormai urbano, mescolano a monumenti e chiese da visitare un’arte itinerante del territorio. Ma nessuno in questa pandemia si è occupato di loro, senza avere nessun aiuto, nessun sostegno, come non esistessero, e questa è la cosa che più fa male, sono dei monumenti che cantano e che fanno di questa Napoli una parte da portare a casa e conservare nelle loro fotocamere, telecamere e telefonini.

Mercoledì, e per la prima volta, saranno tutti insieme, come in un grande concerto, e ognuno potrà ascoltarli per la durata di almeno tre canzoni ciascuno.

Ci sarà anche il menestrello del centro storico, che per tutta la giornata canta una sua canzone, “Alleluja Happy day”, il ragazzo nigeriano fu tempo fa vittima di un odioso episodio legato al razzismo, picchiato e chitarra frantumata, poi con una colletta di quartiere si riuscì a comprarne una nuova in poche ore.

E allora Alleluia e felice giorno anche per Mercoledì, venire significa amare questi tanti cuori della città in un unico luogo, il più rappresentativo di tutta la città e dove per molti anni ha battuto le sorti della città e di tutto il Sud, venite mercoledì anche per dargli attenzione e sostegno…

Seguiteci sulla pagina Facebook dove continuamente come un quotidiano avrete notizie su tutto, spettacolo, organizzazione e relazioni sui partecipanti.

 

 

Grazie di venire a dare sostegno a questi piccoli e al tempo stesso grandi cuori della città di Napoli.

 

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