La Napoli degli angeli

Mirabile racconto ispirato a Napoli, un testo affascinante e accattivante per ogni partenopeo, intervento dell'autore Pino Zecca

Incontriamo Pino Zecca al termine di una delle sue presentazioni di un testo che narra in tanti modi l’essere partenopeo e la sua storia. approfittiamo per avere le sue impressioni su un testo che si assicura di successo

L’anello di congiunzione tra la mia prima opera “Frammenti” e questa seconda, ben più complessa, “Così son fatti gli angeli”, sono i versi che ne costituiscono la prima parte. Versi ispirati all’amore, inteso in senso universale: per la donna amata, per la propria terra,per la famiglia, per l’ambiente in cui viviamo, sempre più degradato.

La  seconda parte è costituita da racconti dove i protagonisti sono degli “Angeli”che non sono creature celestiali, così come assegnate dalla dottrina cristiana, ma creature umane che, tra realtà e visione,  prestano la loro opera in terra. Ho inteso raccontare, tra riferimenti letterari e mitologici,la presenza, di cui tutti abbiamo bisogno, di queste entità che ci guidino e ci proteggano manifestandosi nella nostra coscienzaper insegnarci i valori  dell’amore, della cultura,del coraggio, della giustizia e della libertà.

Un’attenzione a parte merita poi il racconto “L’epopea borbonica – Una storianapoletana”. Questa parte della storia di Napoli mi ha sempre affascinato ed ho voluto evidenziare, sotto forma di racconto, i luoghi, gli  avvenimenti più importanti e le caratteristiche dei  personaggi che ne hanno caratterizzato la nascita, lo sviluppo e la caduta, mettendo in evidenza più volte le contraddizioni di un regime che si è prodigato per far assurgere Napoli a una delle capitali più importanti d’Europa ma che nello stesso tempo ha dimostrato di essere una monarchia poco illuminata, autocelebrativa  ( come tutti i regimi   assolutistici ) e liberticida, che ha sottomesso il popolo e soffocato  ogni tentativo di ribellione. Ma quello che è avvenuto al sud dopo l’annessione al regno d’Italia è altrettanto vergognoso.

Il disegno di copertina raffigura la roccaforte di Sant’Elmo a Napoli, un luogo che per me è il luogo dell’anima. Da lì, a 250 m di altezza,  si gode una vista mozzafiato, a 360° sulla città dove cielo e terra sembrano congiungersi”, come cito in uno dei racconti.

Ma questo è soprattutto il luogo simbolo della rivolta napoletana di 220 anni fa,(era il  1799) contro la monarchia borbonica, il luogo dove venne proclamata la Repubblica Napoletana, libertaria e giacobina, ( durata purtroppo solo cinque mesi ), propugnata e voluta, insieme ad altri patrioti,  da una figura straordinaria quale quella di Eleonora Pimentel de Fonseca. All’interno del racconto storico sull’epopea borbonica ho curato un capitolo dedicato a lei, definendola“l’angelo della libertà”.

Sullo sfondo dell’opera il mito della sirena Parthenope e della grande figura di Virgilio nella storia e nelle leggende legate a Neapolis. Ho voluto altresì rimarcare un aspetto importante della storia e della cultura napoletana attraverso il  valore della sua lingua, consacrata qualche anno fa patrimonio dell’Unesco. E per concludere alcune considerazioni, spesso amare ma non per questo prive di speranza, sulla Napoli attuale“.

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