La marcia della disperazione: il diavolo ha vinto!

Trump pronto a far sparare se proveranno a entrare, così una marea umana diventa la prova finale della guerra ricchi contro poveri, bene contro male

Non hanno lavoro, pace, soldi, non possono vivere, e così camminano sfidando tutto e tutti. Sole pioggia e vento.

“Visto che da noi non è possibile vivere vogliamo andare via, come gli americani vengono da noi a fare le vacanze o a fare lavori per il loro governo” così dice Lidia alla BBS, e Ricardo rincara la dose “dall’Europa e viceversa vanno dove vogliono, il loro passaporto si chiama visa mastercard, il nostro no, è quello di un governo povero e corrotto, noi vogliamo avere gli stessi diritti che avete voi cittadini del mondo”

E’ una marcia poco colorata, o forse si, in quella marcia c’è la rappresentazione di tutta la povertà esistente nel mondo.  Camminano con le scarpe, chi le ha, rotte, con i visi sfiancati dalla fatica, ma se fosse possibile guardarli “dentro” nell’animo si scorgerebbe una luce densa e forte, quella della speranza.

Giovani, vecchi, bambini, almeno quattro generazioni, in quella marcia sono scolpiti principi e detti che abbiamo imparato sin da piccoli e chissà quante volte abbiamo recitato, “la speranza è l’ultima a morire” e loro si battono in tanti perché sospirano alla fine di entrare nel nostro mondo, appunto quello della Visa o Mastercard. C’è a chi piace e a chi no, ma è così… la loro speranza di entrare è dovuta a un altro caposaldo che abbiamo negli anni imparato “l’unione fa la forza” loro, sperano di farcela e di entrare perché sono tanti. Non hanno grandi ambizioni, chi vuol essere meccanico, chi carpentiere, chi ragazzo di bottega.

Hanno venduto chi la baracca, chi la pecora, chi la terra circostante la casa, perfino le bimbe le loro bambole di pezza e si son messi in viaggio, per sperare almeno di vivere come viviamo noi.

Loro non sanno che dietro quel banchetto che immaginano c’è anche miseria e tanti soprusi.

Il sopruso più grande è quello di costringersi a immaginare che il mondo sia cattivo, che è razzista e che i poveri andassero a finire di morire, basta non davanti la nostra casa.

Per fortuna il mondo che come un sopruso vogliono farci credere che è. non è così, da tutto il globo ci sono nei loro riguardi simpatie e apprezzamento, ma non basta, è troppo poco.

Il gigante USA questa volta ha davvero i piedi di argilla, la marcia degli ultimi centroamericani è la prova finale della guerra ricchi contro poveri, perché questa volta i poveri stanno combattendo insieme, senza dividersi. Mentre i ricchi ricorrono alla forza “disposti anche a sparare ha detto il capo del mondo, ci piace o meno si chiama Trump, e minaccia Honduras e El Salvador,  Stati sovrani, “se non li fermate, scordatevi i nostri dollari” ma è una boutade, loro non possono fermare i loro dollari, perché grazie a quei pochi dollari ne rientrano cento volte di più.

Perché non farli entrare? Perché la scusa è la solita, in mezzo a loro ci sono delinquenti, come se a New York o Philadelfia non c’è ne fossero. Dicono “ci bastano i nostri delinquenti”, dopo le università anche la delinquenza è a numero chiuso!

Ogni Paese ha i suoi mezzi per far paura ai propri cittadini, in Europa dietro i barconi ci sono i militanti dell’Isis, in America delinquenti comuni che è certo vogliono entrare per tramare contro il governo e gli americani.

In una commedia rivista da Carlo Faiello “la cantata dei pastori” con eccezionale superbia Francesco Iavarone interpreta il demonio, è un demonio in giacca e cravatta, e rivolto alla gente dice “ma che volete, io ho già vinto, guardatevi intorno, trovate il bene o il male?, Ho vinto perché governo il mondo”

Parole di fantasia tratte da uno dei più grandi attori napoletani, ma che rappresentano la verità del momento, vero che chiacchierando, Iavarone, mi disse, “Ma è veramente così, il diavolo ha vinto sulla terra, basta guardarsi intorno, guerre, complotti, povertà, ruberie, che vuoi di più? Cerchi il male e lo trovi dietro l’angolo, il bene lo devi rintracciare…”

E se davvero fosse così? Se davvero quei colpi di fucile, se mai partiranno, fossero l’ultimo trionfo del demonio?

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