Corso di fotografia: il sensore

Le differenze tra i vari formati e caratteristiche dei sensori.  Prima dell’avvento del digitale l’immagine era impressionata sulla pellicola, ora sul sensore, ovviamente reagiscono in modo diverso e i...

Le differenze tra i vari formati e caratteristiche dei sensori.

 Prima dell’avvento del digitale l’immagine era impressionata sulla pellicola, ora sul sensore, ovviamente reagiscono in modo diverso e i risultati sia nel bianco e nero che nel colore sono diversi (e non migliori).

 Iniziamo col dire che i sensori più usati nelle fotocamere sono il CCD e il CMOS, esiste anche il FOVEON attualmente impiegato sulle macchine fotografiche prodotte da Sigma.

 La risoluzione di un sensore si indica con i Megapixel.

 Per via del troppo marketing ingannevole la maggior parte della gente pensa che più megapixel ha una fotocamera più la qualità di essa sia elevata, non è sempre vero, un numero più elevato di pixel permette, in linea teorica, un maggior potere risolutivo che influenza le dimensioni di stampa, ma questo è spesso limitato dal sistema ottico o dal ‘rumore’ prodotto dallo stesso sensore.

 Se il potere risolutivo dell’ottica è inferiore al potere risolutivo del sensore allora non si avrà alcun guadagno nell’aumento del numero di pixel, anzi, si avrà un peggioramento delle prestazioni del sistema a causa del maggiore rumore elettronico introdotto.

 18 megapixel su un sensore largo 24x36mm è diverso che averli su un sensore piccolo 5.76×4.29mm, l’immagine risulterà degradata e peggiore.

 Quindi fate più attenzione alle dimensioni del sensore e all’ottica che al numero di megapixel!

 In fotografia digitale un megapixel è un milione di pixel, ed è un termine usato non solo per il numero di pixel in un’immagine ma anche per indicare quanti pixel totali ci sono sul sensore della fotocamera. Ad esempio, un sensore che produce immagini da 4288×2848 pixel è comunemente detto avere “12,2 megapixel” (4288 × 2848 = 12.212.224).

 pixelSul sensore i pixel sono disposti sullo stesso piano e sono allineati sia in orizzontale che in verticale, formano una struttura a righe e colonne.

 Nelle fotocamere digitali per calcolare i megapixel si deve prendere la somma totale di pixel generati moltiplicando le due dimensioni, per esempio una macchina fotografica in grado di produrre immagini a 1600 x 1200 pixel produrrebbe un totale di 1.920.000 pixel o 1,9 megapixel.

 Una fotocamera con il doppio dei megapixel rispetto ad un’altra non produce stampe grandi il doppio questo perché non è solo la risoluzione a determinare la grandezza di una stampa, dipende molto anche dall’ottica e da altri fattori, su una fotocamera reflex da 12 Megapixel si può arrivare a stampe di dimensioni 50×70 mentre una compatta da 12 megapixel o anche 24 megapixel con un sensore di piccole dimensioni non può realizzare stampe qualitativamente paragonabili a quelle della reflex nonostante abbia gli stessi megapixel.

Analizziamo più in dettaglio cosa è la risoluzione

 A questo punto arrivati dobbiamo introdurre il concetto di densità dei pixel, generalmente misurata in PPI, Pixel per Inch (pixel per pollice), ma più spesso sentiamo parlare di DPI l’acronimo di Dots per Inch che significa letteralmente “Punti per pollice”, cioè quanti punti immagine ci sono in un pollice, nel sistema metrico decimale indica quindi quanti punti immagine troviamo ogni 2,54 cm visto che per convenzione 1 pollice è uguale a 2,54 cm.

 In sostanza, più pixel ci sono in un pollice più l’immagine apparirà definita perché lo spazio tra di essi si riduce con l’aumentare dei pixel, e discorso inverso se i pixel sono pochi, più spazio vi è tra di essi più l’immagine apparirà sgranata.

 La risoluzione incide sulla resa dell’immagine a seconda dei supporti di visualizzazione, fotografie che sullo schermo del pc si vedono bene al momento della stampa possono risultare di scarsa qualità (a seconda della grandezza a cui si stampano).

  • Sul web per la visualizzazione ottimale non servono più di 72dpi.
  • Per la stampa su un giornale non serviranno più di 90dpi, perché quel tipo di carta non riproduce immagini con punti più piccoli.
  • Un poster pubblicitario che generalmente si guarda da lontano richiede 150dpi.
  • La stampa fotografica richiede invece 300dpi, al di sopra di questo valore l’occhio umano non è in grado di cogliere maggiore dettaglio, quindi avere una stampa da 800 Dpi non aggiunge nulla alla nostra immagine.

Ricollegandoci al discorso della scelta della fotocamera è tutta una questione di esigenze, se dovete stampare foto ricordo 10×15 cm sapete quanti megapixel bastano? 2 megapixel per stampare a 300dpi! Caso diverso se dovete allestire una mostra.

 SensorSizesA seconda del tipo di fotocamera varia la grandezza del sensore, nell’immagine qui sopra potete vedere schematicamente le varie dimensioni dei sensori digitali, il sensore più grande qui rappresentato è il 36x24mm detto anche Full Frame.

 Sul mercato escono continuamente nuovi tipi di fotocamere con sensori di grandezza variabile, quindi non è possibile in un’immagine rappresentarli tutti, però vi sarà comunque di aiuto per capire le dimensioni dei vari sensori.

 Più grande è il sensore più pixel può ospitare, a parità di Megapixel il sensore più grande ha una qualità superiore e ad alti ISO il rumore elettronico è minore.

 Partiamo dalle comuni compatte, hanno un sensore di grandezza 1/2,5″, quante volte avete sentito dire “voglio la compatta con tanti megapixel”, nessuno si preoccupa di avere una macchina fotografica con una lente che non sia un fondo di bottiglia o una messa a fuoco dignitosa.

 Poi esistono compatte di qualità superiore, con un sensore di grandezza 1/1.63″ (come la lumix lx5) che come vedete dalla figura è più grande di quello montato sulle tradizionali compattine, inoltre compatte come la lx5 o Canon G12 sono realizzate con maggiore cura, hanno un autofocus più veloce, sfornano file in RAW e hanno una lente di buona qualità, per esempio nella panasonic lumix lx3 la lente è prodotta dalla Leica, mica male.

 1/1.7″ equivale a 7.6 mm x 5.7 mm = 43.32 mm² mentre 1/2.5″ equivale a 5.76 mm x 4.29 mm = 24.71 mm² il primo ha una superficie quasi doppia rispetto al secondo, entrambi i sensori sono in formato 4/3 (come i vecchi televisori) e non 3:2 come dovrebbe essere un “vero” sensore fotografico.

 Per tradizione il formato fotografico è inteso con rapporto 3:2 perché è il rapporto del formato 35mm o 24×36, questo comunque non significa che sia il formato ideale, infatti nelle fotocamere medio formato si passa dal formato quadrato (es. 6×6) a quelli più o meno rettangolari come il 6×4,5 6×9 10×12 e via discorrendo.

 Oltre che sulle compatte i sensori appena descritti vengono montati anche sulle Bridge.

 Le EVIL hanno un sensore di dimensioni variabili a seconda della casa produttrice, ad esempio quello delle Olympus Pen misura 17,3×13,0mm mentre quello della Sony Nex è in formato APS-C che troviamo montato solitamente sulle reflex.

 I sensori delle Reflex a seconda della marca si differenziano di poco nelle dimensioni, per esempio nelle Nikon il sensore APS-C misura 23,5×15,7mm mentre nelle Canon il sensore APS-C è 22,2×14,8mm.

 Il sensore full frame non è il sensore più grande esistente sul mercato, per esempio abbiamo le medio formato 6×6, fate una ricerca su internet inserendo sul motore di ricerca la parola: “Hasselblad”, sono un esempio di questo tipo di macchina fotografica, la grandezza del sensore è 56x56mm niente male vero?

 La tecnologia è in costante evoluzione e di continuo escono fotocamere “ibride” ovvero fuori dalle classiche categorizzazioni, per esempio compatte con un sensore più grande della maggior parte delle Evil, Reflex con un sensore di dimensioni superiori al Full Frame, o anche fotocamere con sensore piccolino da compatta ma ad ottiche intercambiabili!

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