La lunga marcia degli ambientalisti

Derisi e sbeffeggiati fino a pochi anni fa, oggi raggiunto un grande consenso cominciano la più grande lotta di massa. Non restare sopravvissuti

Domani Roma si riempirà di pulizia, un corteo lunghissimo sfilerà per le strade e sfiderà con le loro ragioni chi possiede il volante delle nazioni e ci sta guidando dritti dritti verso un burrone.

Un burrone costruito da interessi, soldi, e voglia di spartirsi il pianeta, finanche con escursioni spaziali. Un burrone che contempla tutto il male, indifferenza verso il pianeta, logiche di guerra, razzismo e ancora di più.

Domani il movimento ambientalista giungerà al punto di arrivo per poter partire in tanti e con più forze per un avventura che possa portare alla vittoria, che non sarebbe poi solo di una parte ma di tutto il mondo.

Gli “ambientalisti” in tutto il mondo domani concluderanno la loro battaglia di crescita per cominciare un nuovo percorso questa volta in tanti, l’artefice di tutto questo secondo alcuni è di Greta, in verità gli artefici di questo successo sono proprio gli ambientalisti, e dentro di loro c’è  il meglio delle buone intenzioni, non solo ambientalisti, ma pacifisti, antirazzisti, tolleranti e solidali, forse è questo il motivo che preoccupa i governanti, in quel movimento c’è aria di battaglia contro chi dei porti ne sta facendo una questione privata, che il lavoro viene negato, che lo sperpero di denaro sia fermato, che il pianeta sia distribuito in modo equo, e che si volti pagina possibilmente verso il bel tempo, un tempo fatto di stagioni e raccolti.

Giova ricordare che gli “ambientalisti” videro la luce negli anni 70, da molta parte del movimento anche di sinistra erano visti come dei buontemponi, probabilmente radical scic, che si preoccupavano di pannelli solari e alberelli da difendere, anzi spesso dovevano subire le ingiurie di chi affermava che loro erano dei borghesi lontani dalla realtà, l’epoca in cui un posto di lavoro, anche inquinante, doveva comunque essere difeso.

Poi i tempi son cambiati e sono diventati parte integrante di un movimento che non combatte solo per l’ambiente ma per tutto il marcio che viene seminato ogni giorno nel nome del profitto.

Ci stanno dicendo che la situazione attuale, tra emissioni, petroliere, mari inquinati e surriscaldamento del pianeta non potrà andare avanti per oltre 12 anni, quindi il punto di non ritoro scaterà nel 2031, molti di noi non ci saranno più ma tanti altri si, a cominciare dai giovani che hanno eletto Greta come eroina, loro ci saranno eccome, e vorranno il mondo che bene o male abbiamo avuto noi.

Negli anni 70 il cinema raccontò molto dei disastri causati dall’uomo, nelle pellicole venivano raccontati scenari apocalittici, forse improbabili, come the day ater, quintet, la fuga di Logan, e infine i Sopravvissuti, il film che forse più di tutti si avvicina alla realtà e di come potrebbero davvero andare le cose.

Il regista Richard Fleisher raccontava di un mondo dove l’acqua era un lusso quasi sfrenato, il cibo naturale era scomparso se non per pochi eletti, e gli uomini vivevano quasi tutti senza fissa dimora, un mondo composto quasi esclusivamente da clochard, lavoro più o meno inesistente, nelle tasche dei cittadini nulla o poco più.

Il cibo era finito e al suo posto esistevano delle barrette energetiche chiamate Soylent verde, un composto di soia, placton e con aggiunta di proteina umana composta dai cadaveri che abbondavano nelle strade.

Il pianeta era surriscaldato e anche farsi una lavata di corpo era uno sfarzo.

Lo Stato invogliava i cittadini al suicidio assistito in cambio di solo gli ultimi 20 minuti di vita svolti in modo agiato e nei ricordi di come era il pianeta solo 30 anni prima.

Non sarebbe male rivedere quel film del 1973, è quello che più si avvicina alla realtà del futuro per il 2031.

Si sa che spesso le favole e le idee sono poi diventate realtà, ne sanno qualcosa Leonardo da Vinci, Julius Verne, che hanno poi fatto dei loro sogni una verità.

Il mondo domani chederà una sola cosa: avere un ambiente pulito e sano, che vuol significare, acqua per tutti, meno sfruttamento delle risorse della terra, foreste, boschi e ghiacciai al loro posto. Chi di dovere farebbe bene ad ascoltarci prima che disgraziatamente le fantasie di Fleisher non diventino reltà

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