La lotta di Stop Biocidio

Assemblea a Via Mezzocannone alle 15. Intervento esaustivo di Raniero Madonna per CantoLibre, De Luca l'unico sordo, la camorra, il ciclo dei rifiuti, le nostre vittorie

Importante assemblea oggi a Via Mezzocannone occupato, il tema è quello dei rifiuti. in preparazione di questa importante giornata abbiamo raccolto il prezioso intervento di Raniero Madonna, storico combattente di Stop Biocidio

 

Parliamo dell’alleanza di scopo tra quasi tutti i comitati napoletani nel 2013, tutti insieme ci rendemmo conto che senza bandiere e steccati dovevamo unirci, lottavamo in difesa della salute e dell’ambiente in Campania.

In Campania c’è stata tutta una serie di flussi speculativi abbastanza complicata,

Tenere all’interno di Stop Biocidio soggetti profondamente diversi, e allora tenendo dentro delle dinamiche  di terra dei fuochi, l’impiantisca, con quella dell’inquinamento in generale con gruppi normalmente ambientalisti, ebbene è stata una scelta difficile.

Abbiamo quindi creato una piattaforma con 15 punti essenziali, dai quali non si poteva recedere, così raccontammo chi erano realmente i devastatori di questo disastro ambientale.

In Campania accanto al mercato classico dei rifiuti urbani, si è creato un mercato parallello, generalmente gestito da malavitosi, che offriva  e offre, il servizio di smaltimento dei rifiuti a costi inferiori e tutto a nero.

Ovunque c’è un industria ci sono rifiuti da smaltire, questo è il concetto, e sempre più spesso, aziende si rivolgono a questo mercato parallelo che non conosce soste ne problemi, se c’è l’emergenza per il mercato degli smaltitori abusivi non si ferma, contrinua, perché lasciano rifiuti per le strade, poi incendiano e creano nuovi spazi per altri rifiuti, quell’azienda del crimine non si ferma mai.

Nel 2013, nel pieno di un’emergenza sanitaria, bambini e persone che morivano per tumore, malattie improvvise, eppure come lo è stato per i cambiamenti climatici, in Campania si tendeva a negare l’esistenza dei danni causati dai rifiuti, venivamo tutti definiti -allarmisti- dai medici ai comitati, pertanto, avendo al nostro interno, medici, studiosi, geofisici,  la nostra piattaforma in breve tempo è diventata da denuncia a proposta. Abbiamo vissuto di manifestazioni di protesta e di proposta, il famoso –Fiume in piena– fu l’apice del nostro preocrso, un milione di persone sotto la pioggia che gridavano di aver capito tutto, le Istituzioni facevano finta di non comprendere il problema, abbiamo fatto manifestazioni ogni settimana e crescevamo sempre di più, ad esempio ad Orta di Atella, dove ci fu una manifestazione con 50mila persone, e quando mai le hanno viste in quel centro tante persone? Per poi finire a Caivano, passando per tutti i Comuni interessati.

Il Ministro Costa era uno che ci frequentava e ha fatto con noi un  percorso comune, però, ahimè ha conservato quell’approccio di Carabiniere dello Stato, cui la cosa che gli interessava di più era reprimere il fenomeno piuttosto che affrontarne le cause. che senso ha reprimere se non si va a capire qual è il motivo per cui si delinque? Il motivo è semplice, tutte le industrie hanno bisogno di smaltire rifiuti, la malavita si è organizzata perché  raccoglie e smaltisce in nero e a basso costo. Io credo che il Ministro sia in buona fede, ma reprimere, solo, com’è nel suo tessuto, non basta.

La Campania è per noi l’Iceberg della terra dei fuochi, questa esiste in ogni parte del mondo, perfino nei Paesi a cosiddetta trazione Green, che con i rifiuti fanno tante schifezze, penso ai capannoni di rifiuti industriali e tossici sparsi lungo tutto l’artico, le navi piene di spazzatura  che partono dal centro Europa e arrivano nelle ex colonie con cui hanno stretto accordi da criminali, se vogliamo la stessa Ilaria Alpi stava lavorando per un traffico di rifiuti tra Europa e Paesi africani.

Di fronte a questa marea di spazzatura che ogni giorno cerca un posto, il Ministro Costa pensa dir risolvere il problema riempendo di telecamere le zone incriminate, e a cosa serve? Quando mai prenderai chi sversa?

Il nostro è un Paese dove non esiste un piano per lo smaltimento dei rifiuti speciali, non esiste un impianto, soprattutto non esiste un  sistema di tracciabilità dei rifiuti, esisteva fino a poco temo fa ma era del tutto insufficiente e Costa lo ha cancellato.

foto di Ferdinando Kaiser

Noi abbiamo costituito anche un comitato scientifico che per la verità si occupa maggiormente di salute, abbiamo finanziato dal basso un progetto, Veritas, che cerca nel sangue dei malati oncologici determinati inquinanti che hanno causato il tumore. Stiamo quindi creando, attraverso 150 pazienti un riscontro tra deficit ambientale e malattia, ovviamente questo studio non ha alcuna validità scientifica, però è una ricerca che comunque richiede uno screeming. Il nostro comitato ha recentemente subito una grave perdita, quella del Prof Tonsiello, un biologo per noi insostituibile, era uno dei più grandi esperti di gestione  rifiuti in Italia, purtroppo una leucemia fulminante è stata più forte di lui. Abbiamo degli avvocati, insomma abbiamo creato una rete composita.

Purtroppo la maggior parte delle nostri controparti, invece di considerarci un arricchimento ci vedono come un problema, perché snno che noi parliamo a tanti e riusciamo a creare mobilitazione, questo -fastidio- nei nostri riguardi li mette in condizioni per cià che riguarda la terra dei fuochi in apprensione, sono costretti a scegliere, e la scelta in politica si sa scontenta sempre qualcuno, soprattutto di fronte a grandi interessi. Poi partiamo pure dal ragionamento che la maggior  parte delle nostri controparti sono degli incapaci, a corto di strumenti

Noi in Regione una proposta l’abbiamo fatta, l’abbiamo mandato a cinque Ministeri, alla Regione Campania, alle Città Metropolitana, abbiamo diffidato una cinquantina di Sindaci, abbiamo inviato documenti alla corte europea, che su nostra segnalazione ha aperto un processo contro il nostro stato, facendoci così avere una grande vittoria.

foto di Ferdinando Kaiser

Secondo me bisognerebbe organizzare un megafound, una tassa pagata dalle imprese, che va a pagare l’inquinamento industriale, facendo così in modo che quando non si trova l’inquinatore, da quel capitolo si vanno a estrarre i fondi necessari per un corretto smaltimento, questa proposta però vede il parere contrario di Confindustria, che non è mai stata comoda per le politiche nazionali.

Il territorio campano ha un inquinamento che è a macchia di leopardo, la prima cosa che si dovrebbe fare è capire realmente qual è adesso il vero stato di salute del nostro territorio. Ovviamente partendo da dove c’è il maggior tasso di mortalità per tumore. Poi si dovrebbe ragionare su come fare le bonifiche, come bloccare l’inquinamento , come fare un piani dei rifiuti che sia pubblico anche se provocato da privati.

Il pèroblema oggi è che le industrie private inquinanno e dovrebbero pagare, ma senza un vero piano, con questo sistema, si inserisce alla perfezione la malavita o se preferite la camorra, è un terreno fertile e comodo per  smaltire e a poco prezzo, perché si sa che se il pubblico chiede 1 euro per un certo quantitativo, la camorra chiede 10 centesimi per lo stesso, e si sa l’imprenditore fa quel mestiere, e cerca di risparmiare in ogni modo.

Parlando di plastica, vorrei dire di essere un po’contrario a quella tassazione perhè va a incidere sul consumatore e non sull’inquinatore.

Esiste uno stretto collegamento tra il movimento stop biocidio e i cambiamenti climatici.

Stop Biocidio anni fa era molto più forte anche perché era il periodo delle dichiarazioni di Schiavone, il bombardamento mediatico sulla terra dei fuochi era incessante, ma i cambiamenti climatici sono figli della stessa madre.

Noi in Campania abbiamo un problema, non siamo capaci di raccontare le nostre vittorie, quindi la gente si rassegna che tutto è inutile, invece no, se osservo la nostra strada dirò che abbiamo vinto e tanto, primo ad avere avvertito chje quella battaglia era sanitaria e di emergenza, abbiamo convinto che il problema era reale, oggi, nessuno, tranne de Luca potrebbe dire che la terra dei fuochi non esiste, in principio ci prendevano per pazzi, i bambini morivano perchP mangiavano troppe pizze fritte, gli adulti perché fumavano, insomma negavano la questione, oggi nessuno si sognerebbe di venire qua e dire che la tera dei fuochi e il ciclo dei rifiuti tossici non sia una realtà. Ci mandavano i profssoroni da Bologna e Milano a dire che era tutta una balla cavalcata da qualch eignorante, abbiamo vinto, perché abbiamo convinto, aggoingo poi che abbiamo vinto altre battaglie, sulla differenziata, sui rifiuti speciali, ecco, non siamo stati capace di raccontarlo, poi le nostre vittorie non sono solo le nostre di Stopbiocidio, ma sono state delle guerre che si sono svolte non nel centro di Napoli, ma a Chiaiano, Marano  e tutto il resto, quelle sono state delle vittorie della gente sulle Istituzioni che erano sorde a questa che definire tragedia è giusto.

https://www.facebook.com/events/729931597476619/

La foto di copertina è di Ferdinando Kaiser

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
No commento

Lascia risposta

*

*