LA GUERRA…MA DOVE VA IL MONDO?

SCENARI IMPREVEDIBILI OVE E' POSSIBILE SOLO IPOTIZZARE COSA ACCADRA' MA NON DOVE CI PORTERA' L'ESCALATION MILITARE
SIRIA1

Questa è la domanda che tutti ci facciamo alle notizie ormai quotidiane di bombardamenti, eccidi, attentati. Sembra che stiamo andando verso un impazzimento generale: dittatori che massacrano, attentatori folli, eserciti di potenti nazioni che scaricano su innocenti quintali di ordigni; ogni giorno il numero delle vittime si allunga ed è impossibile tenere il conto.

Ieri altri cinque bambini siriani sono morti sotto le bombe dei missili lanciati da Trump in risposta ai bombardamenti di Assad di alcuni giorni prima: i crimini degli uni vengono utilizzati per giustificare quelli degli altri. E’ una logica perversa, una spirale senza fine dove chi vince è sempre la barbarie che avanza.

trumpIn Siria si giocano gli interessi contrastanti di potenze mondiali e regionali che trovano momenti alterni di equilibri e rotture; l’intervento russo ha ridato fiato al dittatore Assad e gli USA si erano tacitamente accordati con la Russia per non creargli disturbi in vista di una soluzione concordata tra grandi potenze. Tutto ciò in uno scenario regionale che registra terribili tensioni ed altri conflitti: Erdogan massacra i curdi; l’Arabia Saudita sovvenziona i terroristi e bombarda, con il beneplacito americano, Yemen e Bahrein; Il regime egiziano, sostenuto da Mosca, è divenuto una terribile dittatura; in Libia coesistono due regimi con appoggi internazionali contrapposti; in Afghanistan, in Pakistan, in Asia Centrale avanza la minaccia jihadista. In occidente gli attentati sono sempre più frequenti.

Che significa tutto ciò? Quali spiegazioni tentare di darsi?

Prima di tutto bisogna convincersi che il mondo è cambiato e non è più possibile interpretarlo con gli strumenti di ieri. Da decenni eravamo abituati a considerare le contraddizioni politiche ed economiche mondiali quali prodotto della contrapposizione del blocco occidentale contro il blocco orientale. Equilibri più o meno stabili reggevano ed evitavano la catastrofe. Questa contrapposizione ha retto per una fase anche dopo la caduta del muro di Berlino fintanto che le due potenze maggiori sono state capaci di egemonizzare i rispettivi campi.

siria2Oggi non è più così: le rivalità non sussistono solo tra i campi opposti ma si articolano in tante dinamiche indipendenti. Dal bipolarismo si è passati al multipolarismo che non crea maggiore stabilità ma solo caos. Caos economico con scontri tra protezionismi, caos politico con crearsi e rompersi di alleanze, e soprattutto caos militare con conseguenti pericoli di guerre in un mondo pieno di armi e con oramai tante potenze nucleari.

Cosa accadrà? Non possiamo sapere cosa accadrà, ma possiamo ipotizzare cosa potrà accadere. Potrà accadere che aumenteranno le tensioni in aree apparentemente tranquille come il pacifico dove le minacce americane contro la Korea del Nord potrebbero concretizzarsi in un attacco militare.

Tensioni crescenti esistono tra un Giappone che sta imboccando di nuovo la strada del nazionalismo militare e la Cina che si sta dotando di una marina militare super-efficiente per difendere la sua penetrazione economica in America Latina ed Africa dove la maggiore base militare è cinese.

Siamo in una situazione generalizzata di possibili scontri nei quali le vittime sono sempre gli oppressi ed i vincitori sono sempre i capitalisti.

C’è soluzione? La soluzione si delineerà quando gli oppressi di tutto il mondo capiranno che i loro nemici non sono quelli di un’altra lingua, un’altra religione, un altro colore della pelle, ma sono quelli che li incitano alla xenofobia, all’intolleranza, ai pregiudizi; quando capiranno che quelli che li incitano alla xenofobia lo fanno per i propri interessi di classe, per difendere i propri profitti

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