La guerra contro le donne

Riflessione artistica al Plinio 21, sabato 28, parole e arti contro una tragedia universale

È una guerra sommersa subdola, oltre i limiti della decenza quella della violenza consumata quotidianamente sulla pelle e contro donne.

Un’emergenza mondiale contro una vergogna che causa sconvolgimenti mentali, fisici, e, muta per tutta l’esistenza il proprio giudizio sul futuro che s’incontra nel percorso della vita, lunga o breve che sia.

La violenza contro le donne è una guerra che vede la fine, come un ergastolo, mai! Troppe e esageratamente tante, tutte dettata da un indecente quanto falso di supremazia sessuale o di genere. L’omofobia è dilagante, ovunque, ha radici antiche, nasce già nella famiglia di Noè, e è presente su almeno la metà delle persone che ogni giorno incontriamo per strada, c’è il nemico e si nasconde dietro gentilezze e comportamenti assolutamente normali, per poi tirare fuori il peggio al primo malinteso con la moglie, la sorella, la mamma e l’amante.

La violenza delle donne di Stato equivale a miille bombe al secondo, distrugge intere generazioni, limita se non distrugge il futuro di bambini nati solo con il torto di essere femmine.

lapidazLa violenza di stato si pratica in Egitto, Sudan, Somalia, Eritrea, Senegal, Guinea  in Nigeria, ove era legale fino a meno di un anno fa, in Arabia Saudita, Paese che con orgoglio noi  italiani siamo i primi esportatori di armi destinate in un Paese ove le donne non  hanno diritto neanche di guidare.  In Iran e in molti Paesi musulmani, benché in tutto il Corano non ci sia traccia della parola Infubulazione, in questi Paesi viene praticata proprio come una pratica islamica, e in tutti i testi sacri dell’Islam si racconta che sulla donna non si deve fare nessuna violenza fisica, ma ai forti conviene per motivi di “gestazione del potere” tenere la metà del cielo soggiogata ai ricatti di Dio e del marito.

La violenza è nel linguaggio, non si capisce perché se un uomo fa una mossa sbagliata è un cretino, viceversa la donna invece e lasciva e seduttrice, leggi semplicemente puttana. (domanda posta dal nostro direttore Federica Frascogna in un’articolo di tempo fa)

La guerra alle donne continua ogni giorno avendo protezione da tutti i ceti e dalle classi politiche e allo stesso tempo anche dei max media e il potere di Internet, è una guerra conclamata, donne ammazzate in casa, donne stuprate per strada, donne lapidate in almeno un quarto del pianeta perché ree di aver fatto presunto adulterio, oppure perché han fatto l amore prima del matrimonio, sono leggi, scritte e praticate in molti Stati cui tutti siamo in combutta, donne che fanno lo stesso lavoro dei maschi e guadagnano meno, la metà del pianeta messa fuori gioco da regole politiche e mentali, si deve cambiare, si deve gridare, la violenza contro le donne è praticata in ogni dove, ogni giorno, ogni ora, nelle barzellette, nei luoghi comuni, nell’aspetto esteriore, del suo modo di vestire apparire e amare.

William WilberforceLe marce son sempre state vincenti, c’è sempre il primo che comincia tra l’ilarità generale,William Wilbeforce, con due amici una sera decise di cominciare la guerra contro l’importazione di schiavi in Inghilterra e la loro stessa tratta, una marcia che cominciò tra l’ilarità ma in 50 anni fu vinta.

Imparare dalla storia come comportarsi, negli anni di Wilberforce frustare un “nero”, metterlo sotto punizione, comprarlo e rivenderlo o anche ammazzarlo , erano operazioni perfettamente normali e legali, poi il mondo cambiò, perché da quella battaglia vinta nacque poi la reazione a catena che terminò con la morte dei colonialismi, almeno quelli ufficiali e sanzionati nelle mappe geografiche.

La marcia delle donne paradossalmente è più difficile di quella dell’abolizione della schiavitù. Contro le donne al mondo sono perpetrate la metà dei reati che si compie ogni giorno, è un assurdo culturale che va cambiato, pretendendo il cambiamento, ma  deve cominciare come un’internazionale, abbattere le violenze contro le donne in tutte le sue latitudini, di Stato, private, mentali, di supremazia di potere.

A tal proposito ci piace segnalare una manifestazione dal sapore altamente culturale e sociale ove sarà possibile parlare, condividere idee e vedere lavori artistici, inerente alla “giornata internazionale contro le violenze sulle donne” che vede anche la collaborazione dell’UNESCO.

violenza-donneLe Piogge di Rangoon, “arti performative contro la violenza sulle donne” va in scena all’Associazione Plinio 21, una collettiva di artisti il cui sogno è che questo sia l’ultimo anno che si debbano fare manifestazioni simili, è un sogno legittimo, ma la strada è troppo lunga…

Questa manifestazione che viene svolta Sabato 28, anziché oggi per non essere in conflitto con le altre manifestazioni simili. Ha l’obiettivo di parlare e vedere i lavori di tanti artisti di scultura e pittura, tutti insieme per dare il proprio fiore ad una resistenza lunga e difficile.

In questa mostra al Plinio 21, che nel giro di poche settimane ha organizzato due collettive di ottima fattura, ci piace, per calore di collaborazione, menzionare la partecipazione tra gli altri, della nostra collaboratrice Roberta Mancini, una pittrice che nei suoi lavori mette la stessa passione, gioia, dolore, illusione e disillusione che vive nel quotidiano. Nelle sue tele c’è sempre il cuore lanciato oltre lo steccato, la redazione tutta le augura di cuore di avere un giorno felice, tra arte e parole.

A seguire una nota informativa sulla manifestazione di Dario Catena, organizzatore della manifestazione.

plinioRiceviamo e volentieri pubblichiamo

di Dario Catena

Il 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

Istituita dall’Onu nel 1999, intende sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti purtroppo sempre attuali come quelli della violenza di genere e del femminicidio ( IL GIORNO, ed. on line, Milano, 24/11/2015 ).

L’Associazione Plinio 21 organizza e si organizza, nella speranza che sia l’ultima volta che si debba celebrare questa data, che dal prossimo anno, mese, giorno, minuto, ci si possa riunire per celebrare la Gioia, la Tenerezza, il Rispetto..

Vi aspettiamo numerosi sabato 28 alle ore 18:00 presso la sede associativa, Via Plinio 21, Bagnoli, Napoli.

Un commento

Lascia risposta

*

*

  • amilcare
    26 novembre 2015 at 17:09 - Reply

    la violenza deve essere condannata sempre…o forse le donne hanno l’esclusiva e la giornata dedicata perché sono meglio degli altri?
    I prigionieri torturati e i bambini picchiati e gli uomini sottoposti alla violenza mentale(spesso anche fisica)dalle mogli,compagne o fidanzate…sono tutti di serie B? Chi soffre, soffre sempre…non è che se è femmina soffre di più degli altri!!!!!!!!!!!!!