La grande informazione segna il passo. I tempi sono cambiati

In questa quarantena, l'informazione libera ha conquistato molti punti ai danni di quella grande. il caso Pignasecca, e la guerra tra nord e Sud. La voglia di delazione e un rispetto anarchico delle norme

Eppure, dopo due mesi di quarantena, con un’informazione singola e spudoratamente di parte, altro che l’informazione sicura dei grandi editori che ha dimostrato tutta la sua sciatteria e ignoranza nel produrre il “caso Sepulveda” un po’ come dire oggi che i Promessi sposi sono stati scritti da Michelangelo Buonarroti e non da Manzoni.

Lo spot mediatico in cerca di consensi a favore della grande editoria, lanciato da settimane sulle reti Mediaset, è il segno che per la prima volta la grande editoria si sente il fiato dell’editoria fai da te, costruito da comunità in rete, blogger, gruppi di tutte le categorie,sociali politiche, animaliste, l’utente e l’editoria si sono improvvisamente legate nello stesso problema, il mondo capovolto, per cui sia l’utente quanto l’editoria le notizie non le vanno a cercare ma le ricevono, le ricevano le editorie grandi, da agenzie di stampa per lo più compiacenti e testate, e molto dai gruppi politici di stampo classico, oggi l’utente che vuole sapere di animali deve andarle a cercare nei loro siti, e troverà certamente le sue risposte ma comunque proveniente da una parte delle tante in campo.

Il Covd 19, ha avuto come argomenti principi la scena del teatro, la grande informazione ha prodotto nuove star mediatiche, medici, professori e virologhi, l’informazione social ha fatto lo stesso, e invece di dare luce a luminari, scelti, e non per caso, dalle baronie, è andato a cercarle al km zero, perfino alcuni medici di famiglia si sono fatti intervistare per raccontare cosa stesse avvenendo e cosa si dovesse fare, l’informazione è diventata più di quartiere, ogni tanto una di queste, viaggiava più alto, arrivando in altre province e regioni, il cosiddetto video virale.

 

Ferdinando Kaiser

La satira al primo posto, con De luca che straripava oltre il guado, in alcuni casi eccezionale, come quelle delle vignette della grande informazione, lo scontro c’è stato e l’informazione social ha recuperato molti punti, ci sono stati dei fake, ed è normale, sia nella grande informazione, che nella social, se dai social si è lanciato il fake, che gli animali domestici fossero portatori sani, nella grande editoria si è prodotto lo Zarro, della morte di Sepulveda, già raccontata sopra.

La grande’informazione ha prodotto sinora: uno strisciante senso di guerra tra Nord e Sud, alimentando le invettive di Salvini e Meloni, contro questo governo, si di persone e comportamenti legislativi che quasi nessuno di noi apprezza, ma siamo a volte come stati costretti a difenderlo, per questo Conte è salito nei sondaggi, semplicemente perché ha interiorizzato il desiderio della maggioranza del Paese, “di quelli che di quei due non né possono più”. In effetti, qualcuno ha mai pensato cosa sarebbe accaduto se il Governo non fosse caduto e ora ci trovassimo Salvini, il confusionario, al Ministero più delicato in questo momento? una settimana si esce, l’altra no, a Pasqua tutti in chiesa, La Meloni che dice no al reddito di cittadinanza e poi inonda i social con su “Mille euro a tutti e subito” diciamo la verità, cosa ci siamo scansati… in organizzazione del problema al raddoppio della satira politica…

La televisione sarebbe stata usata per passerelle personali e non per informare, cosa che ha fatto pochissimo e male.

La grande informazione ha costretto due tra i più grandi professori di medicina in Italia, a tirarsi gli stracci in faccia, a Napoli usiamo dire “chi song io e chi si tu” a cercare ad ogni costo untori e l’assembramento, cercare gli indisciplinati, e dove li hanno trovati? A Napoli ovviamente, per cui una città di un milione di abitanti è stata messa all’indice perché mille, al massimo, di loro non ha ottemperato ad una disciplina non tanto di Stato, ma in termini anarchici diremmo di “autogestione del problema”

A tal proposito diventano inutili elicotteri, posti di blocco e caccia all’untore, valgono poco perché noi a casa ci saremmo rimasti lo stesso, nessun elicottero ci può dirigere, anzi, infastidiscono, perché fa fare strada in me la sensazione che la mia scelta libera sia stata in realtà del comando, no quella di stare in casa è una libera scelta.

Hanno costretto a scandalizzarci per la moltitudine, duecento persone, non più, che affollavano la Pignasecca il giovedì Santo, e invece non è vero che le distanze erano disattese, i pescivendoli a tal proposito avevano creato una fila con gessetti azzurri a terra, la distanza tra una casella e l’altra era di un metro quadrato, stare in fila al pescivendolo ti portava immediatamente a pensare l’epico gioco dagli anni del dopoguerra fino a fine anni 60 il gioco era “la settimana”

Perché poi tutto quel livore verso persone che volevano, anche in un momento così grave rispettare una tradizione? Visto, che l’acquisto di generi alimentare è consentito?

Nessuna legge ha scritto sarà vietata la zuppa di cozze, e allora di che scandalizzarsi se duecento persone in un quartiere che ne conta quasi duecentomila, è uscita, e certamente uno per famiglia, il “delegato all’acquisto”

A tal proposito sono cresciuti e di tanto coloro che consigliano ricette in cerca sempre del migliore ingrediente, battaglie condominiali a suon di menù, insomma, la politica dal basso, almeno in forma virtuale, tutti possono dare e fare informazione, come tante altre cose, capire, verificare, votare, liberi da condizionamenti.

Di contro l’informazione social ha retto bene l’urto e ha sconfinato, con cose interessanti, belle e che non avremmo mai saputo, come il ritorno nelle città degli animali che hanno varcato il limite della nostra prateria di ferro e cemento? Dalle papere con prole, fino ai cervi che stanno visitando la nostra prateria, cosi, arida, quasi respingente…

Oppure la certezza che gli animali non portassero infezioni, e che c’informa di cose che senza una libera informazione non sarebbe possibile sapere, le Ong prigioniere al largo con carichi d’immigrati, quello che sta accadendo a Lesbo, e al dibattito virtuale per un 25 Aprile di festa per avere sconfitto un nemico, che ora pretende di gettare le condizioni per farne una festa condivisa, e non un dibattito tra i soliti, Veltroni, La Russa, la Meloni e Zingaretti, ma un dibattito tra il popolo, quello vero, quello dei cittadini che vivono spalla a spalla. E la Satira, grandiosa, li la grande informazione non può niente, stiamo assistendo al fiorire di nuovi uffici pubblicitari che di Internet ne sta facendo la propria cartina di tornasole, gruppi politici in discussione, e notizie, tante notizie garantite dalla coscienza di ognuno di noi, ogni tanto qualcuno esce fuori righe e pazienza, ci può stare…

Purtroppo ci ha portati anche ad una brutta scoperta, siamo sicuramente dei delatori, molti denunciavano cittadini che in casa ospitavano amici e parenti, passeggiate per strada col telefonino acceso cercando di fare video di assembramenti e pubblicarli, in uomo arrestato perché il giorno di Pasqua ha organizzato un happening condominiale a base di musica per le scale e i pianerottoli, cosa che i partecipanti ricorderanno per tutta la vita, il video è stato pubblicato e le forze dell’ordine intervenute, però l’arresto sembra eccessivo…Tra l’altro nel video non è che si vedono persone che ballano la lambada o il ballo del mattone, le persone sembrano addirittura mantenere le distanze, solo che sono tutti per le scale a condividere spumante pastiere e casatielli.

A Palermo un gruppo di ragazzi, una decina, ha organizzato una grigliata sul terrazzo, nel durante si sono visti arrivare i Carabinieri, perché chiamati da un condomino che li avvertiva della trasgressione.

Gli utenti si scambiano informazioni, notizie, si commentano…Forse è l’inizio della nuova era, l’informazione alla portata di tutti, la notizia si va a cercare, non aspetti che ti venga addosso, formattata e ovattata, Sarebbe meglio così

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