La festa del lavoro a Bagnoli liberata

Un successo di partecipazione per un Primo Maggio di lotta, che sia l'ultimo

Anni fa era un luogo proibito, lo si poteva solo vedere da lontano e potere immaginare come fosse dentro.

Si sapeva che si facevano acquisti di Hifi e attrezzi fotografici a buon mercato, con forti sconti, da lontano lo si immaginava come luogo di guerra, dove militari USA entravano e uscivano preparando la guerra, preparando la distruzione del nemico ovunque fosse.

nato2Il luogo proibito era visto con preoccupazione sapendo che quel fazzoletto di terra della nostra città era interdetto ai cittadini di Napoli e in particolare Bagnoli, che potevano solo guardare e immaginare.

Oggi quello spazio è liberato dalla presenza di marines e tutto quel che ne consegue, armi camionette, divise mimetiche che mettevano in pericolo tutta la nostra città ela regione, esposta al pericolo dei potenti che non amavano gli USA, Bagnoli era sotto l’osservazione di missili a testata nucleari, pronti a distruggere per sempre il nostro paradiso in terra.

E Oggi Primo Maggio un migliaio di persone ha invaso pacificamente e festosamente quell’area dove si è svolta un’assemblea popolare.

Un Primo Maggio di lotta e non di festa, dove i Il tema dominante degli interventi è stato il lavoro, la precarietà, la lotta per il riconoscimento dei diritti e il nuovo pericolo di guerre nucleari che incombe sul mondo.

La protesta è stata forte, vibrante e senza alcuna intenzione violenta.

Il Lavoro e la povertà sono stati gli elementi che hanno contraddistinto questa giornata che vorrebbe essere la festa di tutti coloro che lavorano.

Ma benché la nostra sia una Repubblica fondata sul lavoro oggi si tramuta in giornata di lotta contro la disoccupazione e la conseguente povertà che attanaglia il Paese, perché senza lavoro si è poveri, senza possibilità di un futuro decoroso.

nato1Tanti gli interventi che hanno messo nell’agenda un futuro che non può più essere questo.

Alla manifestazione erano presenti in tanti, dai precari agli immigrati che si son sentiti uniti nella loro condizione di sfruttati ai danni di una barca di sfruttatori che pretende sempre più senza il rispetto di alcun diritto, civile e economico.

Qualcuno ha gridato “mai più un Primo Maggio così” ed è vero perché mai come oggi il futuro dipende solo da noi

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