LA FAVOLETTA DEI VACCINI PERICOLOSI

Senza vaccini aumenterebbero le malattie ed il consumo di farmaci, a vantaggio di chi? Si tratta di una guerra tra ricchi, sulle spalle dei poveri?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Maurilio De Felice, Professore Emerito di Microbiologia
Dipartimento di Biologia-Università di Napoli Federico II

Se facciamo un piccolo sforzo di fantasia, fra gli effetti allarmistici prodotti dalla recente trasmissione del programma RAI “Report” sui vaccini possiamo individuare anche qualcosa di utile.
Difatti ben venga che di questo argomento se ne parli, perché quando si parla di qualcosa di importante come di certo lo è il tema dei vaccini, fra tante inesattezze non sempre disinteressate emerge anche qualche elemento utile.Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza.
Vaiolo
Punto primo. Ogni cosa nella vita, ogni azione, anche la più nobile, la più utile o la più banale, può comportare qualche rischio. Si può affogare mentre si beve un bicchiere d’acqua, si può precipitare da una scala, rischiando di finire su una sedia a rotelle. Non c’è dubbio che danni di tale portata siano rarissimi e non tali da indurci a morire di sete per non affogare nell’acqua o a rifiutarci categoricamente di salire o scendere le scale. Staremo invece attenti a svolgere con attenzione le nostre azioni e pretenderemo che le scale siano costruite secondo norma. Dai tempi di Louis Pasteur e fino ai giorni nostri la Scienza moderna ci ha fornito rimedi straordinari, che hanno allungato la durata media della vita, migliorandone soprattutto la qualità. Grazie a farmaci sempre più sicuri e più accessibili moltissime malattie sono state definitivamente debellate e molte altre sono ben controllate, almeno nei Paesi occidentali.
Punto secondo. Una categoria particolare di farmaci sono i vaccini, per i quali in linea di massima vale lo stesso discorso fatto per i farmaci. La vaccinazione contro malattie come la difterite o la poliomielite ha fatto praticamente scomparire queste patologie e numerosi altri vaccini hanno notevolmente aumentato la qualità della vita delle persone e delle loro famiglie.

Punto terzo. Come si può affogare in un bicchier d’acqua o scivolare su un gradino, anche assumendo un farmaco si può essere soggetti a qualche rischio. La Scienza finora ha fatto in modo che tale rischio sia ridotto al minimo e in virtù di ciò ogni prodotto diffuso in modo legale sul territorio rispecchia un grado elevatissimo di sicurezza. Tutto questo vale anche per i vaccini, che vengono somministrati secondo protocolli ben definiti e ad opera di personale specializzato e debitamente addestrato.

Punto quarto. Ma perché i farmaci e in particolare i vaccini possono avere effetti negativi? I farmaci hanno in sé un costo virtuale da pagare in cambio del beneficio, ma tale costo si paga solo se il farmaco è utilizzato in maniera impropria. Così, se delle pillole fanno passare il mal di schiena, non bisogna approfittarne ogni volta che abbiamo un dolorino, perché l’abuso del farmaco causerà un accumulo in organi quali il fegato o i reni che potrebbero subire dei danni, specie in individui con determinate patologie. Tutto ciò è ben noto ai medici e chiaramente riportato sul “bugiardino”. Per i vaccini il discorso è analogo.
I vaccini contengono i cosiddetti eccipienti, sostanze che, aggiunte all’agente principale, cioè quello che determina la comparsa di anticorpi contro la specifica malattia batterica o virale, ne agevolano l’azione, aumentandone ad esempio la stabilità o favorendo l’assorbimento da parte dell’organismo. In aggiunta vi sono i coadiuvanti o adiuvanti, sostanze che favoriscono la risposta immunitaria, potenziando in tal modo l’azione immunizzante del vaccino. Un tipo di adiuvante sono i sali di alluminio, assolutamente privi di ogni sospetto di azione dannosa. Infine c’è il thimerosal, un composto organico contenente mercurio, che svolge un’azione antisettica, proteggendo il vaccino da possibili contaminazioni da parte di germi indesiderati. Questo composto è stato utilizzato senza alcun problema soprattutto per alcuni vaccini multidose, che comportano un uso ripetitivo e sono perciò maggiormente suscettibili di contaminazione. I sospetti nei confronti di questa sostanza, che – è bene precisare – non contiene il metilmercurio, composto – questo sì – tossico del mercurio, ed è quindi esente da oggettive evidenze di tossicità, ha indotto le autorità europee e statunitensi ad eliminarlo gradualmente dalle preparazioni vaccinali, sostituendolo con altri composti assolutamente non sospettabili.

Punto quinto. E’ vero, in casi estremamente rari di vaccinazioni si verifica qualche effetto negativo, una gastroenterite e purtroppo anche qualcosa di più grave: si è parlato talvolta di autismo. Diciamo innanzitutto che non sempre è dimostrato che il danno sia conseguenza della vaccinazione, anzi certi sospetti diffusi da alcuni medici sono stati sempre smentiti da rigorosi esperimenti di controllo. Rarissimi casi di cattiva conservazione del vaccino, errata somministrazione, imperizia, dolo, sono tutte possibili cause di eventi eccezionali. C’è poi la possibilità che in casi rarissimi ci sia una ipersensibilità del soggetto, che probabilmente può essere prevista anche con accertamenti preliminari e anche qui la colpa può essere di un servizio sanitario inefficiente o di cattiva vigilanza della famiglia sulle condizioni fisiche del bambino e non del vaccino o altro prodotto farmaceutico. Ovviamente tutto ciò non ha nulla a che vedere con le lievi reazioni temporanee che si manifestano dopo la somministrazione del vaccino, quali gonfiore locale, prurito o febbre, che rappresentano normali segnali di allerta dell’organismo in cui si introducono elementi estranei.

Punto sesto e ultimo. E’ bene non cedere al rischio di un conformismo che ha tanto il sapore dell’oscurantismo, del rifiuto del progresso scientifico. L’aspirazione di tutte le persone ragionevoli a una vita migliore per se stessi e per i loro figli non deve essere mortificata da allarmismi che vengono puntualmente annullati da inconfutabili evidenze scientifiche. Se si diffondesse la tendenza a non vaccinare i bambini, nel giro di pochi anni le malattie infettive si diffonderebbero precipitosamente, causando un vertiginoso aumento della diffusione dei farmaci, con effetti collaterali ben peggiori. E allora ci viene da chiederci: a chi giova questo tentativo di seminare il panico nei confronti delle vaccinazioni? Si tratta di una guerra fra ricchi sulle spalle dei poveri, cioè di tutti noi cittadini?

 

Maurilio De Felice
Professore Emerito di Microbiologia
Dipartimento di Biologia
Università di Napoli Federico II

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