La disobbedienza civile di Santa Fede

Si avvia al sesto anno la liberazione dello spazio autogestito del centro storico. Domenica nessuna festa, solo il pranzo sociale e solidale. La cittadinanza è invitata. Intervento di Raf Paura

 

Sei lunghi anni dalla pulizia, “quando siamo entrati, sembrava ci fossero passate guerre e terremoti”, disse Roberta, una delle liberatrici con altri del Comitato Civico del centro storico, quindi in pochi mesi si passò alla fase operativa, nel fare e costruire, assemblee interne per la gestione e esterne per le proposte per il territorio, quindi mostre, incontri, eventi musicali e editoriali, teatro, un centro libero gratuito, per tutti.

Tra un bicchiere di vino e un piatto di pasta e patate Raffaele Paura analizza con noi questi sei anni.

Abbiamo pensato bene, a mandare una comunicazione-richiesta al Comune per ricevere qualche salvacondotto per la giornata di domenica, io ero anche contrario a farla, ma la collettività così ha deciso e di riflesso agito.

Per salvacondotto intendo uno a noi per continuare la nostra funzione di mensa, il secondo a coloro che devono arrivare a Santa Fede..

Ed è vero, domenica coincide con il nostro compleanno il sesto, ma è solo una casualità, noi facciamo il nostro ufficio pubblico e basta, vero, che il menù è poco più che speciale, pasta al forno per vegetariani e non, e frittate di patate, tutto qua!

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Abbiamo deciso infine di stare lo stesso insieme, voglio proprio vedere chi manderà qualcuno a bloccare poveri che vengono a mangiare, non credo possa esistere, noi abbiamo preso tutte le precauzioni del caso: mascherine, (e non è stato facile convincere i senza fissa dimora a indossarla…) massimo due persone per  tavolo, vogliamo dimostrare che una difesa al male è possibile senza creare quello che ormai si chiama distanziamento sociale.

Quando abbiamo liberato questo spazio per il quartiere e la città, non avrei mai immaginato che saremo arrivati a tanto, abbiamo costruito un luogo di aggregazione, attività di tutti i tipi, poi ci siamo aperti sempre più, oggi siamo mensa e, per qualcuno anche dormitorio. Io? Che dire, Santa Fede altro non è che il continuare della mia storia, già da adolescente mi occupavo di queste cose, magari le ho immaginate, si alla fine sono contento di quello che ho contribuito a costruire, perché non sono stato il solo a occuparmi di questo enorme condominio.

In questo comprensorio mi piacerebbe si creasse qualcosa che dia dignità, e questa è sopratutto quella sociale, sconfiggere la solitudine che porta anche ad una miseria culturale, senza scambi e condivisioni c’è il vuoto.

Si dice che la dignità la si ottiene con il lavoro, anche questa per me è un enorme stupidaggine, la dignità è altra cosa, è esistere per quello che si è, se penso al lavoro mi viene in mente il cartello che capeggiava il campo nazista “il lavoro rende gli uomini liberi” si dovrebbe smettere di continuare su questa pantomima che purtroppo fu causata dal movimento operaio al suo esordio.

Noi in questo luogo vogliamo dare la dignità sociale, chi è con noi deve essere accettato nel contesto cui si sceglie di stare, vogliamo apprezzare la persona, la sua esistenza, il suo essere, pensare e agire, non per il lavoro che fa e per quanto guadagna, le priorità della vita sono altre…

Il problema non è Santa Fede o i centri liberati, noi possiamo agire, tamponare, ma da soli non possiamo cambiare il registro del mondo, il capitalismo è rimasto il solo concetto vivente, e pochi si chiedono perché il comunismo è caduto? Forse perché veramente un Paese comunista non è mai esistito?

Ma erano Comunisti oltre cortina? Forse se ci chiedessimo questo metà del nostro mondo comincerebbe a capire meglio. Senza la morte del capitalismo non c’è speranza di cambiare il mondo. Il capitalismo, a differenza del comunismo, cambia pelle, è strisciante, ti fa sentire libero e poi ti comanda come meglio gli aggrada.

Io resto perplesso di fronte al silenzio che il 70% dei morti di covid italiani sono poveri? Carcerati, clochard, persone in stato depressivo, perché non si fanno queste domande?

Credo che qualora dovesse esistere un’anima e il Paradiso Inferno e Purgatorio certamente andrò all’inferno, per il pensiero comune io sono un cattivo, attaccabrighe, sognatore, e poi perché in Paradiso non c’è niente da fare, all’inferno  c’è più roba, movimento, o’ Bordello…insomma…evviva Simpaty for the devil dei Rolling Stones, poi all’inferno vanno i peccatori e a me piace il peccato!”

Da aggiungere che la cittadinanza nei limiti delle libertà concesse è invitata, secondo le partecipazioni di F.B, parteciperanno a questa giornata di disobbedienza, lo psichiatra e collaboratore Adolfo Ferraro, Rosario Stornaiolo di Federconsumatori, la musicista Stefania Tarantino, e molti altri che già hanno prenotato e altri che lo faranno nelle prossime ore.

Buon compleanno cari compagni, CantoLibre vi vuole bene!

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