La coppia più bella del mondo è del sud Italia

Antonio Iavarone e Anna La Sorella, cervelli meridionali in fuga, scoprono il modo di rendere la vita dura al cancro

Antonio Iavarone e Anna La sorella, sono una coppia di coniugi figli del sud, di Montesarchio nel Beneventano lui, di Noicattaro (Bari) lei.

Nel mondo che sogniamo noi la notizia sarebbe da prima pagina e come si diceva una volte a nove colonne.

Invece nel mondo del mercato, della politica spettacolo mestierante, e delle guerre accade che una notizia della scoperta di come si può non sconfiggere, ma addomesticare il tumore al cervello, con il Pancreas il più pericoloso e ad alta incidenza mortale, viene relegato nel più totale anonimato, trafiletto piccolo nelle pagine di medicina o di salute e benessere.

iavarone2Se la notizia non fosse stata lanciata dall’Ansa probabilmente oggi in Italia saremmo completamente all’oscuro di quello che hanno fatto un marito e moglie, nati al Sud, che hanno studiato in Università italiane, lavorato in ospedali a Roma, e che sono dovuti scappare per la loro innata ambizione di scoprire e di essere utili, in questo caso all’intera umanità.

Il Professor Iavarone e sua moglie Anna in questi giorni negli USA prendendo spunto da una canzone degli anni 60’ sono definiti la coppia più bella del mondo.

I due, che con molta probabilità saranno candidati al prossimo Nobel per la medicina, hanno scoperto come sarà possibile rendere la vita dura al tumore al cervello, quello che insieme al pancreas è considerato il più pericoloso e mortale

 La coppia Iavarone la sorella insieme alla loro equipe della Columbia University di New York  hanno scoperto lo Huwe1, il gene che aiuta le cellule staminali a svilupparsi e a diventare adulte.

Questa ricerca è stata pubblicata sulla più importante rivista scientifica internazionale Developmental Cell.

La scoperta promette di avere conseguenze importanti sulla ricerca di base relativa alle cellule staminali, ma getta anche le premesse per future terapie contro i tumori. Abbiamo ipotizzato che l’attività di Huwe1 possa essere bassa nelle cellule dei tumori del cervello umano. Stiamo tentando di organizzare dei trial clinici internazionali sulla base di questa scoperta” è scritto sull’importante pubblicazione.

Il lavoro e il successo della coppia sarà destinato a scatenare polemiche sulla ormai continua fuga di cervelli dal Paese.

Il Professor Iavarone hanno prestato la loro scienza al reparto oncologico di pediatria all’Ospedale Gemelli di Roma. Abbandonarono  l’Italia in forte polemica con l’ambiente medico, le baronie ospedaliere e universitarie.

Quando andarono via perché impossibilitati a continuare la loro ricerca scrissero anche una lettera al vetriolo a Repubblica, nella quale tra le altre cose hanno scritto  “Il primario di oncologia pediatrica, il professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita impossibile. Ci imponeva di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo piegato la testa. Sono circa 25 le pubblicazioni illegittimamente firmate dal figlio del professore. Poi, un giorno, all’inizio del 1999, abbiamo denunciato tutto”

iavarone3Gli USA al contrario hanno creduto in loro affidandogli un’equipe con i fiocchi e soprattutto autonomia e libertà nelle scelte.

In una intervista ad un giornale pugliese la scienziata La Sorella avverte però che il cancro non sarà mai sconfitto, “Credo che il cancro non sarà mai sconfitto ma noi stiamo lavorando affinché diventi una malattia cronica, gestibile e da poter tenere sotto controllo” invece per quanto riguarda la differenza tra la ricerca in Italia e negli Usa  risponde sconsolata  “siamo su due pianeti completamente diversi. In Italia chiunque se vede un topino in casa sua cerca di farlo fuori, poi si fanno le leggi per difendere topi da laboratorio – trattati assolutamente con dignità – che sarebbero utilissimi per la ricerca”.

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  • Raffaele Ruberto
    10 gennaio 2018 at 7:23 - Reply

    Ho visto solo oggi, 9/1/18, questo articolo che mi fa molto piacere. Sono Italiano ma vivo in USA dal 1958. Il problema che incontrano scienziati italiani in Italia mi e’ ben noto ed ho paura che ci vorra’ molto tempo per essere eliminato, se lo sara’ mai. Ma non scrivo per questo.
    Vengo spesso in Italia e mi rattrista notare quanto americanizzati siano gli italiani. Copiassero le cose buone, come eliminare le cause che costringono i cervelli a fuggire, gia’ sarebbe un gran vantaggio. Invece in Italia si copiano principalmente cose americane superficiali ed inutili, se non addirittura dannose.
    Una di queste cose sono il gran numero di parole inglesi che si usano in Italia. Per esempio, anche voi usate regolarmente “POSTED un mese AGO” invece di “MESSO due mesi FÀ” o qualcosa di simile ma in italiano. E non vi accorgete del danno che fate alla cultura e lingua italiana. Purtroppo, non credo che questo mio scritto servirà a niente, ma questo vecchio italiano ha sentito il dovere di protestare e farvelo sapere.
    Distinti saluti.

    • Angelina Nap
      14 gennaio 2018 at 11:31 - Reply

      Bravo Raffaele, sono d’accordo. Saluti.

      Angelina