LA CO-SCIENZA DELLA CURA INTEGRATA (3): LE C.A.S.A.S.

Nuovi spazi sociali dei giovani per il libero sviluppo delle potenzialità umane

Si continua stupidamente a misurare il grado di benessere e sviluppo di una data società con la variazione del PIL: invece, dovremmo adottare altri parametri di misurazione, come per esempio gli atti di bellezza, fraternità e in generale la condizione di benessere/equilibrio emo-psico-fisico-ambientale che la popolazione nel suo complesso raggiunge in uno specifico contesto temporale e spaziale.

Abbiamo inventato le società non per produrre sempre più e sempre meglio beni/servizi, ma per vivere bene e prolungare quanto più possibile questo scampolo di vita.

Il tempo della gioventù é il tempo del culmine della forza energetica emopsicofisica, che prorompe e si dissipa in forme perlopiù inarticolate (o a volte tragicamente etero o auto-distruttive) dal corpo e dalla mente di persone non più infantili ma non ancora adulte. Anche questo tempo – scandito e pervaso dalla metamorfosi e dalla potenziale pluralità di senso e di identità, fenomeni che ineluttabilmente investono il non più infante sgomento – é il tempo delle preziose cure sociali, non più delegabili esclusivamente alle cure parentali, né tantomeno sostenibili da un sistema/apparato educativo-formativo quasi sempre retto da personale frustrato e/o demotivato e da risibili risorse tecnologiche ed operative.

Una società matura e civile non dissipa né mortifica questa preziosissima energia giovanile, che nella storia di tutte le società umane é sempre stata la sorgente primigenia delle grandi innovazioni ed invenzioni della società nel suo complesso e, quindi, del suo sviluppo.

E proprio per valorizzare tale robusta energia sociale che bisogna ripensare i tempi, gli spazi e le strutture sociali, che accolgono i giovani.

Quali cure sociali per questi giovani? Innanzitutto, lo scopo principale e fondamentale dovrebbe essere quello di valorizzare e coltivare i positivi e costruttivi potenziali umani, i talenti, le attitudini, di ciascun giovane cittadino, preziosa Risorsa Esistenziale per tutta la comunità. E per far ciò, diventa strategico: a) sia approntare degli spazi sociali di valorizzazione e (auto)coltivazione degli specifici positivi potenziali umani, attitudini e talenti, insiti in ciascun giovane; b) sia assumere una prospettiva sistemica ed Integrata come quella della Co-Scienza di una Cura (sociale) Integrata (consulta anche questi 2 articoli: 1) http://www.cantolibre.it/verso-una-coscienza-della-cura-integrata/ 2) http://www.cantolibre.it/verso-una-coscienza-della-cura-integrata-2/ ).

A) I A.S.A.S. nella Globalità dei Linguaggi per una globalità degli interventi: i Centri di Aggregazione Sportiva, Artistica e Scientifica, dovrebbero essere cittadelle/parchi di produzione culturale umana integrata, dove si coltivano e si sviluppano in modo sistemico e sinergico le potenzialità e le attitudini di ciascun giovane fin dalla prima infanzia. I giovani (integrati anche con chi versa in una condizione di grave disabilità) di un ampio quartiere partecipano ad attività sportive, artistiche e scientifico-tecnologiche, individuali e di gruppo, secondo un programma annuale o pluriennale da loro scelto e concordato con un (eventuale) tutor e con (almeno) un loro familiare di prossimità.

Dovrebbero essere spazi sociali immersi nel verde, con infrastrutture efficienti e interconnesse fra loro: strutture sportive (all’aperto e al coperto), artistiche (cinema, teatro, atelier, auditorium, spazi per arti figurative e plastiche…), laboratori formativi-esperenziali di scienza e tecnologia, tutte tecnologicamente avanzate e poste nelle immediate vicinanze, non solo per ottimizzare i tempi e la dissipazione energetica di spostamento, ma per consentire un proficuo scambio esperenziale fra i novelli artisti, scienziati e sportivi. Ciascun giovane potrebbe essere seguito da un tutor che lo supporti e lo segua nel periodo di formazione/esplorazione delle proprie attitudini e potenzialità. Per la gestione di questi Centri si potrebbe sperimentare la formula dell’autogestione partecipata, coordinata da senior con funzioni di orientamento, consulenza e supporto operativo, essendo questi anche dei luoghi di crescita per quanto concerne le aree di cittadinanza, civile e socialità. Ciascuna CASAS potrebbe organizzare periodicamente festival o fiere della creatività artistico-scientifica integrate con performances sportive dimostrative e/o competitive. Eventualmente prevedere anche periodici incontri dimostrativi/competitivi fra vari CASAS disseminati sul terrritorio regionale o addirittura nazionale.

B) CoScienza della Cura Sociale Integrata: Globalità dei Linguaggi in prospettiva PNEI. La metodologia educativo-formativa d’elezione adottata dal team di supporto ed operativo dovrebbe essere la Globalità dei Linguaggi, integrata nella più ampia dimensione della PsicoNeuroEndocrinoImmunologia o, per meglio dire, della CoScienza della Cura Integrata. Ciascun giovane (normotipico o con una disabilità più o meno grave) potrebbe essere seguito (in modi e tempi non certamente invasivi e totalizzanti) da un medico di medicina generale, un educatore/MusicArTerapeuta e uno psicologo (entrambi formati alla disciplina della Globalità dei Linguaggi), posti a sostegno della funzione educativa-formativa primaria svolta dal gruppo parentale di prossimità. Anche ai fini della prevenzione medico-sanitaria e per un armonioso sviluppo ed equilibrio del sistema mente-corpo di ciascun giovane, sarebbe auspicabile che il medico sia competente secondo la prospettiva della PNEI per una (Co)Scienza della Cura Integrata. Diventa poi strategico avvalersi di esperti dei linguaggi non-verbali (MusicArTerapeuti), proprio per una maggiore efficacia nell’individuazione dei potenziali espressivi di ciascuno, che troppo spesso non è neanche tanto consapevole delle proprie stesse potenzialità.

A quali risorse economiche riferirsi per rendere sostenibile sotto il profilo economico tale proposta? Un percorso potrebbe essere la ricalibrazione delle spese militari, il sia pur parziale recupero dell’evasione fiscale, l’istituzione di un fondo di solidarietà con un lievissimo incremento della percentuale di prelievo fiscale sui redditi medio-alti. Anche le dotazioni provenienti dalle fondazioni bancarie potrebbero essere preziose risorse da impiegare per lo sviluppo civile, esistenziale, (e il radicamento sul territorio) dei giovani.

Fare politica significa anche prospettare percorsi inediti di sperimentazione civile e sociale. Se ci limitiamo a gestire risorse già esistenti e ad avere una visione gretta e ristretta della comunità politico-sociale in cui viviamo, rischiamo di continuare ad impoverire la nostra comunità cittadina e statale. È giunto il momento di sperimentare/inventare altri spazi sociali, proprio per non imbrigliare in modo dissipativo e (auto)distruttivo il prezioso portato energetico giovanile.

 

 

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