La città che rende folli

Le sette tappe facenti parte una sola fatica di oggi che nulla ha a che fare con le dodici della mitologia, bensì solo con la beffa, l’incompetenza e la strafottenza. Una tragicomica storia sanitaria di una ragazza qualunque.

C’era una volta a Napoli, anzi c’è oggi ed è reale non si tratta purtroppo di una favola, una ragazza residente nell’area nord-ovest partenopea che ha bisogno di una visita medica specialistica all’apparato respiratorio, in particolare i suoi sintomi intaccano perennemente le corde vocali e deve capire il problema. Ecco il suo viaggio nel meraviglioso mondo della sanità pubblica e privata (ESATTAMENTE UGUALI), che ci restituisce un reale quadro di cosa significa vivere in questo paese e in questa città.

1° tappa: La giovane si reca da un otorino privato a Napoli (fidato perché conosciuto in famiglia), il quale le infila un tubicino dotato di telecamera nel naso che arriverà fino alla gola: l’esame si chiama laringoscopia. E’ fortunata non è grave, non ha noduli, non deve operarsi, la diagnosi scritta è la seguente: “si consiglia pratica di logopedia per disfonia da disaccordo pneumofonico.” Le viene detto che prima della terapia – percorso che le rivoluzionerà il modo di parlare – deve farsi fare la ricetta dal medico di base, poi recarsi alla ASL (così paga di meno..) e da lì la manderanno in uno studio dove si pratica la logopedia. Intanto sgancia 60 euro.

2° tappa: Il medico della mutua del suo paese fa la ricetta alla ragazza, ma le consiglia di recarsi direttamente in uno studio fisioterapico e logopedico perché non ha esenzioni e quindi anche alla ASL pagherebbe un salato ticket sui 40/50 euro … siamo lì, vale la pena un privato. La indirizza in un posto specifico.


3°tappa
: Allo studio in questione: < Buongiorno dovrei fare logopedia ho la… > <Qui non si fa logopedia, solo fisioterapia.> Va bene.

hqdefault4°tappa: Gira i tacchi sconsolata, ma non demorde la fanciulla, trova un altro studio di buona nomea consigliato dal padre. Qui l’addetta, dopo aver letto la prescrizione dell’otorino, le spiega che, prima dell’eventuale terapia, deve effettuare un’ulteriore visita specialistica del settore, poiché potrebbe essere che nel suo caso non ci sia bisogno di logopedia ma solo di somministrazione di farmaci specifici. Deve ritornare con un’altra ricetta. < Ci vada alla ASL, fa la visita poi, solo se deve, torna con le indicazioni precise del medico in questione >. Insomma le carte che aveva non valevano niente? Possibile che ogni medico/segretario chicchessia la mandi altrove? Da questo momento in poi soprannomineremo la protagonista “Nona” in riferimento alla fatica presso la “casa che rende folli” dove Asterix e Obelix affrontano l’amministrazione pubblica e i suoi infiniti rimandi in altri uffici nel film “Le dodici fatiche di Asterix”.

5° tappa: Nona comincia a stancarsi, ma può mai darsi per vinto? Anima e coraggio, la asl va affrontata. Arrivata alla porta giusta, la donna dietro la scrivania guarda la ricetta e dice: < Signorina, il suo medico ha sbagliato. Qui c’è scritto visita logopedica, ma il termine corretto è “foniatrica” (da foniatria non logopedia), deve farsene fare un’altra corretta. Però non si preoccupi intanto le prenoto la visita peeer il 2 Novembre. > < Ma è tra più di un mese, non c’è un modo per farla prima? Già mi hanno combinato sto guaio devo anche aspettare così tanto? > < Faccia una cosa, dato che il medico è lo stesso che gira per tutte le asl del territorio, si rechi a quella vicina di X e veda se riesce ad avere un appuntamento prima. Nel caso mi chiama e annulliamo la visita qui. >

6°tappa, forse la più folle: Siamo in quest’altro paese confinante a quello dove vive la ragazza, arriviamo alla asl. L’addetta già la guarda male prima ancora che apra bocca (è la mezza forse ha fame e se ne vorrebbe andare a casa..), dopo aver sentito la storiella di questa benedetta logopedia dice < Lei non risiede qui, ritorni alla asl del suo paese perché tanto la terapia comunque lì dovrà farla >. Nona, dopo tutto quello che ha passato fin ora, lotta con determinazione ma anche garbo e le spiega che è da lì che viene e vuole solo cercare di risolvere < per favore, anche se la terapia la farò nel mio paese, qui posso almeno fare la visita specialistica al più presto, mi hanno detto che si può fare, il medico è lo stesso.. la prego > < D’accordo allora il 14 Ottobre. Come si chiama il bambino? > La giovane con gli occhi sgranati esclama: < Eh??? Cosa??? Quale bambino, sono io che devo fare la visita.> < Quanti anni ha? > < 25 > < Ahahahahaahahahah qui trattiamo solo i bambini fino ai 18 anni. > Surreale. Dopo essere stata presa in giro le viene detto che può recarsi al posto Y, ma stavolta l’unico posto in cui andrà sarà casa sua.

Avvilimento. Basta. Nona non vuole andare da nessuna altra parte, forse vuole tenersi la sua disfonia, e qualunque altro malessere o problema senza avere più a che fare con nessuno. Eppure contro ogni previsione, appare un colpo di genio del padre, il quale si ricorda della figlia di un caro amico che lavora proprio in uno studio di logopedia.

7° e ultima tappa: la telefonata rivelatrice. La logopedista amica di famiglia, dopo aver ascoltato i dettagli assurdi della storia e aver posto le sue domande a Nona, svela l’arcano: l’errore fondamentale c’è stato dalla prima tappa dove, l’otorino da cui è partita la prima prescrizione, non ha specificato nella suddetta di aver eseguito la laringoscopia, che è proprio l’esame specifico che sarebbe stato ri-eseguito dalla ragazza se avesse fatto la famosa visita “specifica del settore foniatrico” per la quale ha girato invano tutta Napoli, a quel punto peraltro inutile.

Dr. Nick Riviera billboard (The Simpsons)Nona ovviamente mollerà la ASL e tutti gli altri studi ed è chiaro che si recherà da questa specialista che, oltre ad essere competente, è stata gentile, precisa, accurata. È vero, potrebbe essere che si sia comportata in modo esemplare solo perché è un’amica di famiglia, ma anche l’otorino faceva parte delle conoscenze familiari ed è stato il principio di tutti gli errori in cui regna sovrana la superficialità. Quindi il punto non è l’amicizia, sfatiamo il mito delle conoscenze, ma la PERSONA specifica. Ad ogni modo, seppur si tratti della causa iniziale dell’equivoco, il medico della prima e unica visita non è stato certo l’unico problema incontrato, se anche una sola delle addette lungo il percorso fosse stata minimamente competente avrebbe potuto chiedere a Nona che tipo di visita aveva fatto, perché è vero che non era specificata l’esecuzione della “laringoscopia” sulla prescrizione ma, data la precisione della diagnosi e il consiglio di fare logopedia, si poteva evidentemente evincere che già era stato effettuato l’esame specifico. E poi, al di là dell’ignoranza perenne, l’incapacità di svolgere il proprio mestiere, dico io, un po’ di gentilezza, dei modi garbati, non è chiedere la luna. Mentre ti ritrovi davanti solo persone che vogliono mandarti altrove, perché detto in parole povere “se ne fregano, il problema non è il loro” nonostante il loro lavoro consisterebbe proprio in risolvere tali questioni altrui.

L’analisi che tutti dovremmo porci è: ci lamentiamo perennemente del governo, a proposito di sanità proprio questa estate sono stati approvati i famosi tagli regione per regione da cui deriva il consiglio del medico della mutua a Nona: “vai da un privato, tanto ormai è lo stesso”, ma la domande è < IO COSA FACCIO? >. Intendiamoci, qua non si tratta di essere Gino Strada, ma < io il mio lavoro, nel mio piccolo come lo svolgo? > Come pensate che un paese possa funzionare se TUTTI gli addetti incontrati in uffici, studi medici, dal professionista all’inserviente, sono degli strafottenti oltre che degli ignoranti? Andiamo a rotoli. La radice è sempre quella: incapacità e indifferenza questo è il connubbio del nostro paese. E smettiamola di dirci le solite cose sull’arte, la cultura, il cibo, e di contro la mafia, la criminalità tutto questo non ha senso d’esistere se non è affrontato, studiato, svolto, mangiato, esportato, sviluppato, perseguito, combattuto dalle persone. Tu cosa fai?

 

 

 

 

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