La cartografia, uno strumento di dominazione politica

Vi siete mai chiesti se la rappresentazione del mondo possa aver influenzato la nostra evoluzione sociale e politica?

Ricordo che tempo fa, al tempo in cui tra i banchi di scuola si faceva ancora un po’ di geopolitica, ebbi una discussione con un caro amico sulle dimensioni degli stati. A guardare una di quelle mappe appese al muro, avrei giurato che l’Africa non era poi così grande. Non più grande di quell’enorme blocco di ghiaccio vicino al Polo Nord chiamato Groenlandia.

Poi col tempo ho imparato a dare nomi, a fare distinzioni. Ho imparato che per disegnare un oggetto in tre dimensioni su un piano, è necessario ricorrere a quella che viene definita “proiezione”. Ho imparato che esistono centinaia di proiezioni possibili per una sfera, ognuna delle quali con i propri vantaggi e svantaggi. In ogni caso, nessuna è realmente perfetta.

carte4La più nota è sicuramente quella di Mercatore, ideata da Gerhard Kremer, cartografo fiammingo del XVI secolo. Era uno strumento pensato per la navigazione, in cui l’importanza delle rotte era superiore a quella delle dimensioni. Quanto più ci si avvicina ai poli, tanto più le superfici diventano grandi, sfavorendo la rappresentazione delle aree più vicine all’equatore. Le distanze e le aree sono state messe in secondo piano, focalizzandosi principalmente su quello che era considerato il centro del mondo: l’Europa. Se andiamo a comparare il Nord del globo (Nord America, Europa, Ex-URSS) ed il Sud (Africa, America centro-meridionale, Medio ed estremo Oriente, Oceania), ci rendiamo conto dell’enorme distanza tra la realtà e la rappresentazione. I territori del Nord misurano esattamente la metà di quelli del Sud, 49 milioni di Km² contro oltre 100 milioni, mentre sulla cartina di Mercatore sembrano avere esattamente la stessa estensione.

Per riprendere l’esempio precedente, questa volta con cifre alla mano, ci rendiamo conto che in realtà la Groenlandia ha una superficie quindici volte inferiore a quella del continente africano. Sì, avete capito bene. Quindici volte.

Qual è dunque l’interesse di continuare ad utilizzare una carta che è così palesemente lontana dalla realtà? La risposta, ahimè, è nel desiderio di colonizzazione politica e culturale dell’uomo. La carta di Mercatore era (ed è) perfetta per i sogni coloniali del mondo occidentale.

Le carte hanno promosso la politica coloniale, legittimando le realtà e le conquiste degli imperi, giustificando le conquiste, le sottomissioni. Hanno contribuito a creare miti necessari per mantenere un controllo sulle colonie ed uno status quo. Inoltre, come sottolineato perfettamente da Dilke, si sono rivelate ottimi strumenti di diffusione dei messaggi imperiali, fornendo un complemento alla retorica dei discorsi e della comunicazione che celebravano le vittorie e le virtù degli stati imperialisti.

Ma esistono dunque delle alternative valide? Certo, ovviamente. Una delle più riuscite fu quella elaborata dallo storico e giornalista tedesco Arno Peters, all’inizio degli anni 70, e passata alla storia come la “proiezione di Peters”. Nella sua proiezione, si conservano esattamente i rapporti fra le superfici. Tutte le aree del mondo sono proporzionate alla loro dimensione reale.

carta2Durante un dottorato in propaganda politica, Peters si accorse delle “ingiustizie eurocentriche” delle carte e delle proiezioni utilizzate sino ad allora. Senza riuscire a trovarne una che rappresentasse equamente il globo, si decise a crearne una propria.

Fu così che nel 1973 presentò la sua carta, che seguiva una precisa posizione politica ed ideologica: l’idea che l’immagine del mondo percepita sino ad allora si basasse sul mito dell’Eurocentrismo, che la nostra visione del mondo fosse deformata e piena di mezze verità.

Oggi, a distanza di oltre quarant’anni, non molto sembra cambiato. I sogni di Peters di un mondo più equo e più giusto sono ancora lì a scontrarsi contro una società ed un sistema che non sembrano disposti a rinunciare alla loro avarizia di conquista e di manipolazione. E’ vero, forse cambiare una carta non basterà a cambierà il mondo. Ma indubbiamente ci porterebbe a riflettere profondamente.

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