ISCHIA: C’ERA UNA VOLTA IL M.5.S.

C’era una volta un movimento che parlava di sviluppo ecosostenibile,di difesa dell’ambiente,di diminuzione delle emissioni di CO2

C’era una volta…..

Ieri notte quel movimento e’ morto .
In verità i segnali c’erano già da molto tempo.
Dalle regionali di un anno fa in Sicilia,in cui Di Maio giustificava tra lo stupore collettivo il racconto berlusconiano dell’ “ abusivismo di Necessità” in una regione che, insieme alla Campania, detiene tutti i record negativi di abusi edilizi e di consumo del suolo, tramite cementificazione,come i recenti 9 morti di Casteldaccia hanno dimostrato ancora una volta.
Sopratutto lungo le aree costiere.
E poi da Marzo,da quando è nato questo governo SalviMaio, questi segnali di ripensamento sono diventati certezze,malgrado un uomo onesto come il ministro dell’ambiente Costa,che purtroppo da sempre più la sensazione di essere stato messo lì come un paravento di immagine ecologista,ma totalmente ignorato nelle decisioni che contano.
L’innalzamento dei limiti di utilizzo agricolo dei fanghi di depurazione ( con idrocarburi) di 20 volte  rispetto alle sentenze del Tar della Lombardia( articolo 41) l’adeguamento al progetto a carbone di Calenda dell’Ilva di Taranto,la retromarcia sul Tap e quella probabile sulla Tav unita ai silenzi imbarazzanti sulla Terra dei Fuochi,danno il quadro di una conclamata rinnegazione di una solo propagandata vocazione ambientalista di M5S,malgrado i tanti voti che gli aveva procurato in marzo.
Ma su Ischia è arrivato il “de profundis” ecologico definitivo.
In un isola che ha visto le aree urbanizzate negli ultimi 50 anni più che triplicate (da 410 ettari a 1300 ettari circa) e un tasso di urbanizzazione passato dal 9% (cinque volte quello nazionale del periodo) al 30% circa (3 volte l’attuale densità di urbanizzazione nazionale).
 In cui si contano 27 mila domande di condono e di 600 ordini di abbattimento di case abusive mai effettuati su 60.000 abitanti.
Di fatto una fotografia che ci rivela che una casa su 2 è abusiva.
Il tutto in un isola vulcanica ad elevato rischio sismico, che presenta un dissesto idrogeologico diffuso e spesso molto grave e con una concentrazione antropologica pericolosamente pesante in troppe aree a rischio dell’isola.
In questo scenario le demolizioni nell’isola partenopea sono «sporadiche», denuncia l’annuale dossier di Legambiente «Mare Monstrum», anche per colpa della politica.
E così sopravvive «un ecomostro di cemento illegale».
Case su case, poggiate su un terreno fragile, che trema e si sfalda.
È accaduto già con la frana che nel 2006 che uccise quattro persone, ma anche nel 2009 con la morte di una ragazza rimasta bloccata dal fango nella sua automobile.
Qui, in questo contesto, il Movimento5 stelle  a Ischia,nel collegio elettorale di Di Maio, (!?)si rimangia se stesso e le sue convinzioni per 80.000 voti.

E rinnega se stesso nella parte più sporca del decreto,cancellata inizialmente   dell’emendamento,grazie ai voti di coscienza dei senatori M5S  Nugnes (astenuta) e DeFalco( voto contrario)  e  stanotte scandalosamente reinserito e approvato al senato, con un voto clamoroso a favore di Forza Italia è Lega .

Di fatto oggi M5S è assimilabile politicamente alle scelte ambientali della dx più becera,arruffona e clientelare europea,che fino a poche stagioni fa i grillini additavano come il male assoluto .

Ma si sa “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”, scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel “Il Gattopardo”.

Siamo esattamente a questo.

E le scuse abbozzate da Di Maio e c. sul fatto che questo non sia un condono, sbattono contro la realtà in maniera evidente .

Perché i fatti hanno la testa dura .

Nel merito all’articolo 25 del “decreto Genova”,come modificato dalle commissioni parlamentari,  si dispone infatti che le domande di condono relative agli edifici danneggiati dal sisma del 2017, presentate a norma delle leggi del 1985, del 1994 e del 2003, vengano tutte risolte nei prossimi sei mesi utilizzando i criteri della legge del 1985, che era molto più permissiva di quelle successive.

Negli anni ’80, infatti, ancora non esisteva una normativa adeguata per il contrasto al rischio idrogeologico, sismico e vulcanico.

Quindi una casa costruita illegalmente negli anni ’90, magari proprio su una zona vincolata per via del rischio idrogeologico, per la quale fosse stato chiesto il condono in base alla legge del 2003 e che non avrebbe ottenuto risposta positiva in base a quella legge, oggi potrebbe invece essere condonata perché il decreto Genova rende applicabili i criteri più permissivi del 1985.

Quindi se non siamo di fronte formalmente a un nuovo condono, lo siamo nella sostanza:

una nuova legge (il decreto Genova) permette teoricamente di condonare case abusive che non sarebbe stato possibile condonare senza questo intervento normativo.

Per tutto questo il Movimento 5 Stelle oggi credo abbia perso la sua stella più luminosa: Quella ambientalista .

Ed è per tutti una delusione immensa, perché anche chi non li aveva votati un po’ ci aveva creduto.

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