India: Gang Bang di Stato

Disgustosa sentenza in un tribunale inventato dalla tradizione, costrette ad essere stuprate da tutti i maschi del villaggio. Petizione di Amnesty

Il più grande regista di film dell’horror non sarebbe mai riuscito a scrivere una sceneggiatura così turpe, violenta e da fiaba nera in opposizione alle “mille e una notte“.

I fatti sono ormai noti, la storia è sempre la stessa, la violenza carnale e l’abuso sessuale ai danni di 2 giovani ragazze e sorelle.

La location è l’India, paese ormai tristemente noto perché la violenza carnale è un reato oramai consumato con incredibile regolarità e consuetudine, vero che il più importante giornale indiano l’Hindustan Times,  ha scritto nel suo editoriale di ieri, 30 agosto, che “Gli uomini abusano delle donne in ogni società, ma pochi maschi lo fanno con tale impunità, violenza e regolarità come i maschi indiani”.

L’Incredibile storia è cominciata circa un mese fa.

baghpat2In un villaggio dell’Uttar Pradesh, nella cittadina di Baghpat, parliamo di una città di 40mila abitanti a meno di 50 km dalla capitale New Delhi, ove ci sono 39 templi indiani, 46 moschee e due chiese cattoliche.

In questo Paese ci sono una decina di ospedali, un fiume bellissimo che si riversa poi nel sacro Gange, ed è sede della più importante manifestazione carnevalesca nel mese di Aprile, quando dei carri allegorici stile Viareggio sfilano per le strade tra migliaia di turisti giunti da tutta l’India. La particolarità di questo carnevale è che i carri allegorici sono tutti incentrati su divinità e santi.

Ma in questa città, all’apparenza normale, vige una regola legale che immaginarla nel nostro secolo appare incredibile.

La legge che vige in questo territorio, come in tanti altri villaggi indiani è affidata all’Alkhap panchayats, ovvero di un consiglio composto da soli anziani del villaggio che nel nome dello Stato federale indiano legifera e giudica.

Il fatto: il 5 agosto un uomo del villaggio scappa con una donna più adulta di lui, ma peggio ancora di casta superiore, è un reato, non per le leggi federali, ma per la piccola collettività sì, anche perché è vero che l’India ha abolito le caste e le loro differenze, ma non ha mai fatto chiarezza in tutto il Paese di che cosa è la parità tra caste.

L’onta che subisce il villaggio è fortissima, una vergogna per i membri del consiglio insopportabile.

A questo punto la famiglia del giovane vistasi nell’occhio del ciclone decide di sparire, di non farsi più vedere in giro. Ma la giustizia locale persegue il suo corso e al termine del dibattimento arriva la sentenza che non colpisce, né il responsabile del malfatto, né la sua compagna di casta superiore, ma a essere condannata è la famiglia che dovrà pagare la pena facendo camminare le due ragazze sorelle nude per tutta la lunghezza del villaggio, con il volto imbrattato di nero, il colore della vergogna da queste parti,  e che possono tranquillamente essere violentate o abusate da chiunque ne abbia desiderio.

Si tratta di una gang bang di legge Le due sorelle hanno 15 e 21 anni. Il padre delle ragazze si ribella e subisce l’attentato di censura, ovvero non può parlare con nessuno e lo stesso devono fare gli abitanti di Baghpat.

Le due ragazze scappano e si rivolgono alla polizia, ma a quanto pare negli uffici della stessa ricevono l’invito a tornare nel villaggio e subire la sorte che gli anziani hanno deciso, anzi, secondo i racconti delle due, subiscono anche molestie sessuali.

indiaA questo punto si rivolgono, attraverso un legale alla Corte Suprema indiana, famosa per le sue lungaggini, e il loro caso finalmente diventa pubblico ed entra nel mirino di Amnesty International che immediatamente offre sostegno, morale e legale alle due, anzi Amnesty fa di più, comincia una petizione mondiale che in poche ore raggiunge le 26mila firme, e preghiamo i lettori di questa pagina a firmare immediatamente l’appello.

https://www.amnesty.org.uk/actions/two-sisters-sentenced-rape-demand-justice-india-womens-rights

Tutto questo ha però peggiorato la situazione, nel villaggio le due ragazze, unitamente al padre, vengono derise e odiate perché hanno raccontato la loro vergogna fuori dal villaggio, evitando di sottomettersi al volere della legge emanata da quattro vecchi depravati imbecilli e sadici. Vero che il consiglio sta pensando di riunirsi una seconda volta per emanare una nuova sentenza, a questo punto peggiore della prima.

In un’intervista apparsa oggi sul sito di Amnesty-India le due ragazze hanno scritto : “Non possiamo più tornare a casa e siamo costrette a vagabondare. Lo Stato deve proteggerci” .

Baghpat 30 Agosto 2015!

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