IN NOME DEL POPOLO INQUINATO

Carmine Maturo accetta la proposta di Possibile a candidarsi con LeU: Un nuovo patto sociale, che rilanci il lavoro e occupazione collegati alla Green Economy

Chi è Carmine Maturo

Dalla seconda metà degli anni ottanta ha concentrato la sua attività su: Ambiente, comunicazione, beni culturali, turismo sostenibile e responsabile. In quegli anni, a Napoli, ha fondato Neapolis 2000 e aderito a Legambiente, curando tutte le campagne nazionali di legambiente che si svolgevano in città e la campagna Salvalarte in Campania e facendosi promotore delle più importanti iniziative ambientaliste cittadine. 
Sempre in quegli anni, ha curato la segreteria del Coordinamento dei centri naturali e spirituali “La Raccolta”, ha coofondato il centro

Naturalmente, ha organizzao i primi appuntamenti e coordinamenti del Biologico a Napoli.
Dal 1993 al 2015 è stato dirigente regionale di Legambiente curando prima il settore comunicazione, poi il settore scuola ed infine il settore cultura e turismo e dal 1995 ad oggi è membro del Consiglio Nazionale di Legambiente; dal 2000 al 2007 responsabile Nazionale per il turismo di qualità Legambiente.
E’ stato stato dirigente nazionale dell‘Associazione Italiana Turismo Responsabile, con sede a Bologna, dal 2001 al 2007.
Negli anni 2000 ha fondato il Comitato per il recupero Scale di Napoli e nel 2011 l’ha trasformato in Coordinamento, chiamando a raccolta oltre 10 associazioni. Successivamente ha promosso il progetto La Collina Gentile” per la valorizzazione e la riqualificazione delle pendici della Collina di Capodimonte.
Nel 2014 con Legambiente promuove i Greeters a Napoli, fra i primi in Italia con Torino.
Attualmente è co-portavoce Nazionale del Movimento Ambientalista di ispirazione europeo Green Italia.

Carmine perchè hai deciso di candidarsi?

Spesso nelle mie attività quotidiane ho rischiato di scivolare nell’antipolitica perchè negli ultimi anni c’è stata una sordità acuta da parte delle attuali classi dirigenti italiane rispetto alla questione ambientale. Per questo motivo, con tanti altri, abbiamo fondato Green Italia, il Movimento Nazionale ambientalista di ispirazione europea, per riportare al centro del dibattito politico un nuovo modello di sviluppo che rispetti l’ambiente, un nuovo modello di welfare, di utilizzo dei beni comuni e di cura del territorio.

Perché hai scelto proprio LeU?

La mia candidatura è stata proposta da Possibile Napoli. Ed è stata accettata da tutta la coalizione di LeU. Devo confessare che inizialmente ho avuto un attimo di smarrimento. Poi ho saputo della scelta di Rossella Muroni che si è dimessa da presidente nazionale di Legambiente per passare a coordinare la campagna elettorale di Liberi e Uguali; della candidatura di Annalisa Corrado, la mia cooportavoce in Green Italia, come capolista a Vicenza; della candidatura del leader dell’azienda di prodotti bio Alce Nero Lucio Cavazzoni. Insomma ho visto crescere la lista con tanti compagni di strada.

Perché hai accettato?

Ci sono dei temi nel programma che non ho letto da nessuna altra parte.

In particolare mi hanno convinto i seguenti punti: l’obiettivo di rendere l’Italia libera da petrolio, carbone e gas entro il 2050, per contrastare i cambiamenti climatici.

La conversione in chiave ecologica della società, l’economia e l’industria.

La difesa del territorio dal cemento, abusivismo e inquinamento.

La difesa della Natura e dei beni comuni dal profitto ad ogni costo.

Dopo aver visto nero su bianco non ho avuto più dubbi, ora sono più che convinto.

Come mai Possibile ti ha proposto?

Lo scorso anno Green Italia e Possibile hanno lanciato una campagna congiunta denominata “Prima del Diluvio”. finalizzata a promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso interventi per il risparmio di energia, la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, la crescita delle fonti energetiche rinnovabili.

La Campagna è accompagnata da una proposta di Legge per mettere fine alle politiche contrarie all’interesse generale dell’Italia in campo ambientale ed energetico, attraverso tre “azioni” convergenti: adottare una “carbon-tax” che sostenga i processi di miglioramento dell’efficienza energetica e di sostituzione di energie fossili con fonti rinnovabili; definire un quadro di regole rigoroso ma omogeneo e semplificato per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; incentivare i sistemi di generazione distribuita dell’energia.

Dopo la Campagna è nato il feeling con tante iniziative comuni e tavoli di lavoro congiunti. Il Comitato Possibile Napoli è proprio una bella squadra composta da giovani con passione e competenze.

Adesso che sei candidato cosa farai?

Per dirlo con uno slogan che ha accompagnato molte delle mie iniziative, continuerò a fare quello che ho sempre fatto “In nome del Popolo inquinato”. Continuerò le mie battaglie per la tutela dell’ambiente e della qualità della vita e a difendere la Bellezza. A proposito di bellezza invito tutti i partiti e candidati a non imbrattare Palazzi e monumenti con i loro manifesti, la voglia di cambiare comincia con la responsabilità individuale.

Come imposterai la tua Campagna Elettorale?

La mia sarà una campagna elettorale per, non contro, contro nessuno. Voglio utilizzare le mie energie e l’occasione della Campagna elettorale per far valere le ragioni dell’ambiente. Per far capire che per uscire tutti definitivamente e veramente dalla crisi occorre optare per la riconversione ecologica dell’economia con una sorta di “Green New Deal”, un nuovo patto sociale, che rilanci il lavoro e l’occupazione collegati proprio alla Green Economy, la nuova economia per l’appunto: dalle energie rinnovabili alla conservazione del territorio e del Paesaggio, dal cibo alla tutela delle risorse naturali; dalla sicurezza abitativa al rischio idrogeologico fino alla manutenzione urbana e così via…

Per comunicare tutto ciò continueremo a stare in mezzo alla gente come abbiamo sempre fatto

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