Immigrazione: perchè?

Un'analisi dei motivi principali dell'immigrazione dall'Africa in Europa.

Oggi è la “Giornata dei migranti” ed a Lampedusa, in ricordo del terzo anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013 che costò la vita a 368 migranti, si è svolta la marcia verso la Porta dell’Europa che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone.

In occasione dei 150 anni dell'Unita' d'Italia, stamani 17 marzo 2011, il parroco di Lampedusa Stefano Nastasi e il suo vice Vincent Mwagala hanno scelto di celebrare la messa davanti la ''Porta di Lampedusa - Porta d'Europa'', il monumento dedicato ai migranti realizzato su un costone dell'isola. Alla messa hanno partecipato una cinquantina di lampedusani. ANSA/LANNINO-BUCCAAlla manifestazione, oltre ad alcuni superstiti della tragedia, sono presenti più di 200 ragazzi che nei giorni scorsi hanno preso parte a workshop tematici nell’ambito del progetto “L’Europa inizia a Lampedusa“. Al termine della marcia si svolgerà una cerimonia in mare in ricordo di tutte le vittime dell’immigrazione alla presenza del ministro dell’Interno Angelino Alfano, del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Davide Faraone e del sindaco di Lampedusda Giusi Nicolini. Intanto proseguono gli sbarchi sull’isola. Una piccola imbarcazione con 13 migranti, presumibilmente tunisini, è stata intercettata da una motovedetta dei Carabinieri a poche miglia dalla costa. I migranti sono stati prima trasbordati su un’unità della Capitaneria e poi trasferiti sulla terra ferma. (ANSA)

L’Europa ha sfruttato l’Africa per secoli, adesso è arrivato il momento di pagare la cambiale. La maggior parte dello sfruttamento è avvenuto da parte di alcuni paesi europei ma in misura minore dall’Italia. La maggior parte della cambiale però adesso la sta pagando l’Italia per la semplice ragione che l’Italia è la terra di primo approdo e, mentre gli altri paesi costruiscono i muri alle loro frontiere, noi non possiamo costruire dei muri in mezzo al mare.

La colonizzazione dell’Africa da parte delle nazioni europee raggiunse il proprio apice a partire dalla seconda metà del XIX secolo, periodo in cui si ebbe una vera e propria spartizione dell’Africa, i cui protagonisti furono soprattutto Francia e Gran Bretagna e, in misura minore, Germania, Portogallo, Belgio, Spagna e Italia.

Le potenze europee, con l’intento di portare la civiltà nei paesi “arretrati” dell’Africa subsahariana, misero invece in atto uno sfruttamento intenso delle risorse naturali del continente, per non parlare poi della cattura e deportazione di uomini e donne africane libere nei nostri paesi europei ed in America.

3Soltanto in alcuni casi la presenza europea in Africa portò a un effettivo sviluppo delle regioni occupate, per esempio attraverso la costruzione di infrastrutture come fece l’Italia. La Libia ebbe uno sviluppo socio-economico notevole dovuto alle decine di migliaia di italiani trasferitisi lì. Anche in Etiopia ci fu molta emigrazione italiana e di conseguenza furono costruite nuove strade, ponti, ferrovie e nuovi quartieri cittadini. Le colonie italiane in Somalia portarono a sviluppare le aree agricole. In Eritrea ci fu un notevole sviluppo urbanistico-architettonico.

Nei luoghi in cui si stabilirono comunità di origine europea, per esempio in Sudafrica, la popolazione locale fu in genere discriminata politicamente ed economicamente. Portoghesi, inglesi, francesi e olandesi si erano limitati a fondare varie basi sulle coste africane da utilizzare come punti di interscambio per le navi in rotta lungo le grandi vie di comunicazione marittima e come centri di raccoglimento e smistamento delle merci e dei prodotti africani.

2Il colonialismo ha quindi portato ad un impoverimento dei popoli neri delle colonie, sia in termini economici sia in termini culturali. I bianchi infatti hanno distrutto la cultura e lo stile di vita dei popoli indigeni neri, imponendo il proprio e sfruttando le loro ricche risorse naturali. Inoltre la soggezione politica dei neri, imposta sempre dai colonizzatori bianchi, impedisce loro di sviluppare una coscienza politica e nazionale e di essere capaci di governarsi autonomamente.

In altre parole siamo noi europei la causa principale di questa immigrazione incontenibile degli ultimi anni e quindi di cosa ci vogliamo lamentare? Bisogna solamente organizzarsi bene, dare accoglienza a queste popolazioni e cercare di risolvere i problemi, che abbiamo contribuito a creare, in Africa stessa. Questi sono i corsi e ricorsi della storia che ci sono stati in passato, ci sono nel presente e ci saranno sempre in futuro…

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