IMMIGRAZIONE E SANITÀ: MA QUALE DIRITTO ALLA SALUTE?

Siamo in presenza di un fenomeno unico nella storia dell’intera umanità: lo spostamento immane di vaste masse di popolazioni provenienti dai vari continenti e che confluiscono e premono verso una Europa atterrita da un fenomeno di questa portata

Esplode da più anni ormai e con modalità pesantemente invasiva, non solo per l’Italia ma per l’Europa intera il fenomeno dell’immigrazione. Siamo in presenza di un fenomeno unico nella storia dell’intera umanità: lo spostamento immane di vaste masse di popolazioni provenienti dai vari continenti e che confluiscono e premono verso una Europa atterrita da un fenomeno di questa portata.

Le ragioni di una tal cosa sono da ricercarsi in fenomeni di mutamento sociale, economico e politico: terreno di sfida per le più avanzate interpretazioni della moderna antropologia culturale. Ma tra le tante cause o motivazioni di questa transumanza umana, uomini-donne-bambini, quella che da sola rende il senso a tutta questa vicenda è “la ricerca di una esistenza migliore”, fosse anche data in termini di mera sopravvivenza.

E torniamo all’Italia, terra di confine, testa di ponte in questa faccenda che pone disagio e produce meccanismi di autodifesa dettati più dalla paura, dal timore del diverso da noi. Siamo purtroppo in un campo ben minato, quello della esclusione/inclusione sociale, forzata o meno.

Gli immigrati in Italia sono, è questo il dato ufficiale, il 12% della popolazione autoctona residente: a ben vedere un dato scioccante per chi dall’alto lo affronta demagogicamente come una mera questione di “ordine pubblico”, di sicurezza nazionale.

images - 1E veniamo al dunque: la salute degli immigrati. Come la si affronta, quali gli interventi, che tipo di accoglienza in quello che definiamo il nuovo “fronte del porto”? E la Campania, in questo senso, è terreno specifico di tale problema, laboratorio sociale ed anche sperimentale di quello che la sociologia di un tempo definiva come la piramide sociale.

La cosa più difficile per l’immigrato è l’accesso al  sistema sanitario  in Campania. Per accedere ai servizi del sistema sanitario un malato straniero trova mille difficoltà e spesso avere delle cure risulta impossibile. Infatti dai registi dei ricoveri risulta che l’ingresso dei pazienti immigrati avviene quasi sempre in urgenza, spesso sono persone che stanno in fin di vita.

La cosa più assurda e frequente, poi, è che gli  immigrati provenienti dall’ Africa, ad esempio, spesso sono trasportati in reparti di  malattie infettive, perché per ignoranza e pregiudizio razziale vengono considerati senza ragione contagiosi. Anche quando vivono in Italia da 5-10 anni, i sanitari italiani pensano che possano portare malattie trasmissibili mentre è vero il contrario: gli immigrati in gran parte giungono in buona salute in Italia ed in grado di sopportare lavori duri ma, dopo lunghi periodi di difficili condizioni di vita ed abitative, si ammalano. E non solo questo: si assiste, e in special modo ciò vale per chi approda al suolo italiano per la prima volta (con i gommoni), alla cosiddetta psichiatrizzazione forzata del diverso da noi.

La mortalità totale (per non parlare di quella infantile evitando di turbare ulteriormente la coscienza dell’occidentale di turno già provata dalle immagini scioccanti della cronaca di tutti i giorni) degli immigrati in Italia è sempre più alta in qualunque realtà regionale,  ma nelle regioni come la Campania essa raggiunge tassi superiori alla norma nazionale.

Dati Istat confermano quanto andiamo scrivendo, chiarendo che essi sono valutabili per difetto, poiché non includono gli immigrati irregolari e non censiti, che spesso vengono etichettati come sconosciuti, specialmente in caso di decesso.

tabellaMortalità generale per causa tra gli stranieri per genere

UOMINI (tasso Italia 20,1 per 10.000) valori dei tassi di mortalità, superiori al valore medio nazionale (prime 5 regioni/PA) nella PA di Bolzano, in Friuli Venezia Giulia, in Calabria, in Puglia, Abruzzo e Molise

DONNE (tasso Italia 12,7 per 10.000) Mortalità molto più bassa degli uomini – Minore variabilità regionale § Più elevata della media in Sardegna, Basilicata, Campania, Puglia, Lazio

Come è evidente la Campania presenta un eccesso di mortalità percentuale sia per gli uomini (7° posto) che per le donne (3° posto). Nel conteggio sono escluse le morti di stranieri irregolari o di quelli classificati come sconosciuti che giungono negli ospedali.

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