Il welfare non è un lusso

In assemblea al Modernissimo i collaboratori e i compagni di viaggio della galassia Gesco.D’Angelo: non abbiamo invitato le istituzioni lavoriamo per conto nostro

Ieri alle 16 è cominciata l’assemlea convocata da Gesco, per tutti gli addetti ai lavori del terzo settore e di alcune associazioni territoriali, la sala si presenta piena, Sergio D’Angelo è gongolante e fiero “noi quando facciamo le cose le facciamo bene, perchè le sappiamo fare”

Secondo la pagina Facebook dell’evento coloro che avrebbero partecipato  sarebbero dovute essere 219, in realtà c’erano quansi il doppio di quanto previsto. E D’Angelo ha tenuto a precisare, “il nostro è un popolo che lavora e oggi non è festivo e siamo in pieno orario di attività, altrimenti saremmo stati molti di più”.

La scelta di iniziare con un videoclip di tre minuti è sembrato come un doveroso ringraziamento alla struttura ospitante un cinema, ricco di scritte dei più grandi cineasti del mondo.

Il video, di tre minuti, lascia scivolare immagini delle manifestazioni in città del terzo settore, dalle occupazioni degli edifici pubblici, alle manifestazioni di piazza.

Quindi ha aperto l’assemblea il Presidente D’Angelo che per punti ha tenuto più a precisare il loro lavoro che le inefficienze altrui.

“Noi ci occupiamo di terzo settore, assistenza ai disabili, ospedaliera, ci occupiamo di pschiatria, anche perché più che spesso l’astinenza dal lavoro per una persona porta a problemi pschiatrici” D’ Angelo preferisce parlare seduto, a braccio, “tanto seduto o in piedi per voi il risultato non cambia” afferma scherzando, e quindi entra nel vivo della discussione “ Noi siamo abituati a lavorare tra le macerie con le macerie, quello del welfare in Italia è trattato alla stessa stregua di lavori assistenziali, ove manca qualsiasi organizzazione, costruttività, e soprattutto prospettiva, ovunque i disabili sono abbandonati a se stessi, al contrario bisognerebbe creare sinergie tra operatori del terzo settore, e le Istituzioni, che a causa di leggi sempre più limitative mettono noi come al solito all’ultima soluzione.

Ma sia chiaro che noi agli incontri -istituzionali-  siamo andati sempre con la schiena dritta e mai col cappello in mano, siamo costretti a vivere in un mondo ormai pieno di precari, il mondo del lavoro è davastato dal volume del precariato, noi siamo sempre stati propositivi e disponibili, non siamo mai andati a cercare di rompere, e semmai c’è qualcuno che per sue convenienze ha cercato di rompere, troncare ogni discorso, certo non siamo stati noi, sia chiaro che la maggiorparte di coloro che lavorano per noi non cerca un lavoro, vuole mantenere quello che ha. Inoltre dirò, noi non abbiamo mai costruito niente per noi, ma sempre e solo per gli altri, ad esempio, la disabilità non è solo un problema sanitario”.

Un intervento molto accorato quello del  Presidente dell’Unione Ciechi e Ipovedenti di Napoli Mario Mirabile, il quale ha contestato che: “la guida del Paese è affidata a persone che in tre mesi ci hanno riempito di diciotti, e di negozi chiusi la domenica, sono le cosidette azioni di distrazione da i problemi veri, quelli che ogni giorno alcuni di noi son  costretti a subire, la verità è che mancano i punti di riferimento in chi credere e sostenere. Poi Mirabile ha dichiarato che nei loro riguardi le normative e leggi ci sono, ma non vengono rispettate, alcuni di noi, dovrebbero fare i centralinisti, tre per ogni sturttura ma nella realtà in Campania ad esempio di Centralinista non vedente c’è né solo uno” . racccontano che ormai è tutto automatizzato e pertanto del centralinista classico non ce ne è più bisogno, ma non è vero”.

Il dibattito è proseguito con l’intervento di Rosario Stornaiolo, leader della Federconsumatori, “l’Italia è un Paese spaccato in due, ma noi non dobbiamo rassegnarci a questa idea, e la sproporzione è oltre ogni lecita considerazione, ad esempio pensate, che a Palermo alla mensa scolastica hanno diritto solo 200 bambini, a Firenze 22mila, basta questo per spiegare che Paese siamo. Ma questo non significa decidere di non lottare più, noi dobbiamo fare battaglie per discutere, con la consapevolezza di stare dalla parte della ragione, e mai dobbiamo inerpicarci in battaglie contro”

Molto incisivo e politico l’intervento di Toni Nocchetti Presidente di tutti a scuola “il nostro è un Paese sprovveduto, e il problema della sinistra è di non riuscire a trovare unità neanche su cose che dovrebbero essere scontate, non si parla da anni di patrimoniale, non si cita il vero welfare, non si da assistenza agli anziani, il welfare in Italia in casi fortunati è opera di amici e parenti che si prendono onere di sotenere vecchi amici in difficoltà, come facciamo io e alcuni miei compagni per un nostro vecchio amico”.

Questo intervento però è stato spunto per una risposta polemica della Segretaria Regionale della CGIL Campania, Ileana Re la quale ha ribadito che la patimoniale è una battaglia che la CGIL supporta da almeno 10 anni, e così come il sindacato si è trovato sempre in lotta contro qualsiasi tipo di precariato”.

Della stessa sintonia la Segretaria della Cisl Campania Doriana Buonavita, “la dignità del lavoro non è un problema di singole persone, ma collettivo, non esiste al mondo persona che senza lavoro abbia dignità”

Dopo circa tre ore di discussione Sergio D’Angelo tira le somme: “oggi abbiamo saputo delle condanne a Carminati  e all’affare Roma capitale, non si è mai contenti di quando qualcuno  è condannato, ma la vicenda Carminati ha gettato nella disperazione tantissimi che lavorano bene e con entusiasmo, anche perché come al solito si è cercato di fare di tutta un’erba un fascio. Ci tengo a dire che noi abbiamo invitato a questa assemblea nessuno dele Istituzioni, perché siamo abituati a fare tutto da soli, noi con le istituzioni stiamo cerchiamo solo di trovarci in un luogo conciliante”.

In realtà e per dovere di cronaca, dobbiamo precisare che all’interno della sala era presente Sandro Fucito, che crediamo, dopo il Sindaco sia la più importante Istituzione della città, essendo Presidente del Consiglio Comunale, ma è pur vero che è risaputa la salda e antica amicizia che c’è tra lui e Sergio D’Angelo, pertanto è da definire, “visita di cortesia”

Termina così l’assemblea che è stata convocata dopo due anni dalla precedente, e che aveva un’unico intento, cercare nuove strade di confronto e di collaborazione con l’amministrazione comunale di Napoli, la Regione e gli ambiti territoriali della Campania

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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