Il Vicesindaco pacifista

Del Giudice a tutto campo :ABC, Asia, armamenti. Se sarò mai Sindaco continuerò il lavoro dell’attuale amministrazione. Buono il lavoro svolto nelle periferie

Ambientalista, movimentista, attore, ecologista, e quindi l’approccio con responsabilità istituzionali, Presidente dell’Asia quindi vicesindaco, Raffaele del Giudice, secondo non pochi, il candidato dell’attuale amministrazione alla carica di prossimo Sindaco di Napoli, in un lungo incontro racconta come è lo stato della città e come lo sarà in un futuro prossimo e remoto.

I Napoletani sono da sempre alla ricerca della felicità, per i miei concittadini la ricerca della felicità è l’attitudine al cambiamento, è pur vero però che il cambiamento verificatosi con il voto è molto lontano dalla ricerca della felicità, purtroppo l’idea di Polis è dell’azione politica non esiste più da tempo.

Il voto di Marzo è al contrario molto lontano dalla felicità, tutt’altro, è stato un voto dettato dalla comunità del rancore e di una sfiducia enorme nei partiti che in questi ultimi anni hanno fatto errori enormi, parliamo di quarta e terza generazione, di etica, di malcostume, di imbrogli ai danni della collettività, il voto è quindi andato in quella direzione in quanto di questi temi nessuno ne parlava più.

Sono molto contento che il Sindaco di Napoli abbia creato un soggetto come DEMA che nel nome stesso si rifà alla democrazia, è stata un’intuizione geniale perché di democrazia non se ne parla più di tempo. e mi piace dire che sono molto orgoglioso di essere uno dei cordinatori.

Rimpiango molto di non avere registrato alla SIAE la terra dei fuochi, l’ho inventato e nessuno lo riocorda, ho cominciato a parlare di ambiente quando nessuno si preoccupava della nostra salute e quando il nostro territorio era gremito di ecomafie. La mia provenienza è di famiglia contadina, pertanto il mio amore per la terra è indissolubile, eppure ho dovuto sentire che io e quelli che lottavano con me, il circuito dei rifiuti dalle ecomafie, eravamo nemici dell’agricoltura,

io sono sempre stato convinto che bisognava liberare il circuito dei rifiuti dalla camorra e malaffare. Mi è dispiaciuto molto che quando nel 2003 coniai il termine -terra dei fuochi- qualcuno lo usò come un brand e certo non mi ha fatto piacere.

Una delle cose più grandi che sono riuscito a costruire, grazie anche alla partecipazione del Sindaco, che mi ha dato grande fiducia, e mi ha mostrato la sua disponibilità è stato il mio rapporto con l’Asia.

Fu per me un trauma lasciare quella partecipata quando son diventato ViceSindaco.

Tutto cominciò da una scuola di Giugliano, quella scuola, la Peppino Impastato, fece uno striscione che recitava “dateci una legge sugli ecoreati” una scuola che creò una steffetta ideologica con altre scuole. Così fui chiamato a dirigere l’Asia, ma c’era un grande problema, i privati avevano nelle loro mani il settore, allora chiamai il Sindaco e gli dissi che io ero contrario ai privati e pertanto me ne sarei andato, invece de Magistris mi rispose, -e perchè vai via tu? Mandiamo via loro, in quel momento capii che si poteva davvero cambiare il corso delle cose.

La situazione dell’ASIA era allo sbando, non c’era un autoparco e i camion parchegiavano sui marciapiedi, non c’erano spogliatoi per i lavoratori e dovevano vestirsi a casa, ho dato dignità al lavoro, gli operai erano stanchi  di ricevere accuse e di essere sfruttati dai privati, e capirono che stavamo metendo su una grande azienda pubblica, con un contratto di servizio che prima non c’era, il lettore biometrico, azienda che avrebbe concluso l’anno in attivo. I privati poi erano una spesa enorme, oltreché indecente, pensate che c’erano debiti che i privati avevano contratto in danno al Comune, si fittava qualsiasi cosa, la sede dell’ASIA era in affitto da un privato a Pozzuoli, quasi mezzo milione l’anno, Il risultato di tutto questo è che in quattro anni ci sono stati scontri, anche duri, con i Sindacati, ma mai uno sciopero contro, e questo vuol dire qualcosa.

Lo stesso dell’ASIA lo si può dire dell’ABC, per il passato abbiamo senz’altro avuto dei malintesi con direttori e commissari, la ragione di tutto la si può trovare in un fraintendimento, non c’era la convinzione a credere in quello che credevamo noi in amministrazione, che l’ABC andava potenziata nel ciclo integrato, il tempo ci ha dato ragione, i gruppi e comitati sull acqua a Napoli corrono il rischio di fare delle battaglie già fatte e vinte, dalla Sala Valeriana in poi, abbiamo fatto tante cose, la messa in sicurezza degli impianti, che sono stati visitati anche da chi ci contestava e hanno dovuto ammettere che tutto è in ordine,  abbiamo salvato il consorzio di  San Giovanni, abbiamo evitato sperpero di denaro, e quindi abbiamo sclelto l’allenatore migliore per l’ABC e Sergio D’Angelo che si è dimostrato un grande amministratore pubblico ed è convinto che l’ABC, sia azienda grande e produttiva, che diventerà grande risorsa per il futuro, detto tutto questo non capisco più che si voglia contestare, perché i comitati non vanno a cercare di fare battaglie per l’acqua pubblica nei comuni che non c’è? L’ombra di qualsiasi privatizzazione a Napoli rientra nella follia, la città la battaglia per l’acqua pubblica già l’ha vinta, D’Angelo oltre ad essere persona di grande esperienza è capace di saper respingere tutte le eventuali aggressioni di privati, Napoli sull’acqua è l’unica città a possedere degli scudi di protezione, e se quelli scudi di protezione cendono si avrà la vittoria di privati qualora e sciaguratamente assistessimo a qualche gara, D’Angelo è capace di contrastare questa evenienza.

Sono uno che rispetta molto Alex Zanotelli, ma mi piacerebbe tanto che le sue battaglie si estendessero oltre i nostri confini, nei comuni dove l’acqua è privata e non si è rispettata la volontà del referendum vinto, Napoli è l’unica città ad averlo ottemperato in pieno. Ripeto, gridare si all’acqua pubblica a Napoli è come giocare a vincere facile.

Così come mi piacerebbe se Padre Zanotelli affrontasse il tema dei cacciabombardieri che l’Italia sta per comprare, ognuno di questi costerà 150 milioni, sono teconologicamente perfetti, talmente perfetti che hanno dei problemi di funzionamento, io lancerei una campagna, -comprate un Eurofighter in meno e fateci rifare la rete idrica-. Io sono sempre stato pacifista e pur capendo le necessità che ha l’esercito, sono contrario agli armamenti. Io sogno un mondo con eserciti di pace non di guerra, 30 o 100 Eurofighter non serviranno altro che a spendere soldi per nulla, perché non serviranno mai, inoltre ogni programma di addestraemento costerà 50 milioni…

Se mai un giorno dovessi essere il Sindaco di Napoli non farei altro che continuare l’opera di de Magistris, non è vero che non si sta costruendo il nostro futuro, io mi sento uomo di squadra e stiamo programmando il futuro di questa città, patto per Napoli, Napoli Est, bonifiche delle discariche, la città verticale, azioni per quanto riguardano le leggi speciali sui rifiuti,  insomma, noi stiamo seminando quello che non abbiamo trovato. L’essere il prossimo Sindaco di Napoli è al momento fuori dai miei pensieri e dalla mia agenda, sono troppo impegnato adesso ad essere il suo vice, ma certamente la scelta del prossimo è complicata per tanti motivi, de Magistris è stato eletto all’apice di una rivoluzione cittadina e in un momento di grande vuoto, ha avuto il compito di trasformare la non politica in politica, sostituire l’attuale Sindaco, anche per i tempi che lui si è imposto, svolge questo compito H24, andando ovunque e cercando in ogni crepa la luce, non sarà cosa facile.

Dalla contestatissima Coppa America abbiamo fatto una vetrina per Napoli, da quel momento tutto è cambiato.Napoli prima era osservata per i rigiuti e il peggio, oggi è visitata e non più osservata, abbiamo aiutato tanti giovani ad aprire delle attività, abbiamo recuparato tantissimi monumenti, dato occasioni e opportunità, la città è libera da camorra e malaffare… Non sono un complottista ma mi è difficile immaginare non ci sia boicottaggio ai nostri danni, cerco di capire con i soldi di chi sono state pagate le quote latte, subiamo attacchi finanziari, stiamo alla finestra a guardare le scelte fatte per altri, chi e dove è stato deciso che l’EXPO si dovesse fare a Milano, ma non si poteva fare a Napoli Est? Chi ha deciso e quali sono stati i paramentri per quella scelta?

Il Porto di Napoli è una grande risorsa per Napoli, però non deve inquinare, lo abbiamo dotato di centraline, le grandi navi quando arrivano a due miglia devono passare attraverso le centraline che controllano l’emissione di zolfo, da quello ad alto contenuto a basso e se non lo fanno vengono multate, in quale altro porto è stato fatto?

A proposito delle periferie che dire? Sono state costruite 30 anni fa uno schifo, allora credo che bisogna passare dal chiacchiericci del possibile alla politica del fare, individuare il problema e risolverlo, inutile parlare di abbattimenti e ricostruzioni, dove sistemo la gente? Come faccio la rigenerazione urbana? Il fatto è che per poter fare le cose ci vogliono i soldi, noi non né abbiamo. E se proprio dobbiamo parlare dirò che proprio io a Ponticelli ho tolto una discarica di 7500 tonnellate di copertoni, una vera bomba ecologica che conoscevano tutti perché il treno ci passava accanto, a Via Botteghelle, e con quei copertoni ci ho fatto un campo di calcio, e non a Posillipo ma proprio a Scampia, e attenzione, noi faremo tre impianti di compostaggio, e nasceranno dove erano previste le discariche, era la gente a chiederci, -no alle discariche si agli impianti di compostaggio-, ora che accade? Non vanno più  bene? Ma perché l’impianto di compostaggio è una immondizia? Un’Impianto di compostaggio deve avere anche delle caratteristiche urbane, vanno bene nelle zone industriali. Io ho visto nascere nel circondario di Napoli delle raffinerie, e aggiungo, non ho mai sentito nessuno alzare proteste. Ho letto anche su un’importante quotidiano che è meglio avere una centrale nucleare che un impianto di compostaggio, e allora mi devono cadere le braccia.

Oggi siamo al 36% della  differenziata, non è quello che volevamo, ma ci incoraggia a migliorare, ora si tratta di migliorare i cittadini, non è possibile dopo quanto fatto che vediamo ancora materassi e cartoni per strada, anche perché basta un cartone per far gridare che la città è sporca, chi non rispetterà il decoro sarà multato senza indugio, è un problema di educazione, anche per questo io visito 500 scuole l’anno per parlare con i bambini, sapete a mio avviso qual’è il problema più grande che c’è oggi? Che i bambini hanno smesso di avere una funzione educativa sugli adulti.

Per concludere vorrei dire che è il contrario di quel che si dice, non è vero che abbiamo oscurato le periferie o zone di cerniera, e lo vedremo nel Maggio dei Monumenti, quando gazie anche alla collaborazione della FAI ci saranno percorsi d’arte anche nelle zone periferiche, Sono vicesindaco della terza città italiana e credo che quello che abbiamo fatto è quasi impossibile, abbiamo rivoltato Napoli, dai sacchetti dell’immondizia che non facevano vedere le buche, l’abbiamo fatta diventare città di attrazione turistica, creato L’Acqua Bene Comune, la racolta diferenziata che va bene quasi ovunque e mi interrogo:  come mai la stessa autodisciplina che è rispettata nei quartieri più difficili non è applicata in altre zone ove guarda caso noi non siamo in maggioranza? Abbiamo 400 società di produzione che investono nel pianeta immagine e cinema, stiamo creando lavoro e producendo piccole ricchezze,stiamo rendendo più ecologica la nostra vita. Costruiremo su cento edifici pubblici pannelli che si approvigeranno di energia solare,  chiedere di più è davvero ingeneroso o in malafede

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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