Il Ver Sacrum di Bojano

Giunto alla XVI edizione si è tenuto a Bojano il corteo storico del Ver Sacrum. Ideato e curato dalla sezione bojanese della Fidapa, con il patrocinio del comune di...

Giunto alla XVI edizione si è tenuto a Bojano il corteo storico del Ver Sacrum.

Ideato e curato dalla sezione bojanese della Fidapa, con il patrocinio del comune di Bojano, hanno gestito la manifestazione nei minimi particolari, riproducendo fedelmente la fondazione di Bojano ed i rituali dei Sanniti.
Il Ver Sacrum, o primavera sacra, era una ricorrenza rituale di origine italica che veniva celebrata in occasione di carestie e in momenti difficili, o per scongiurare un pericolo particolarmente grave. Un altro fattore importante era la pressione demografica, per cui tramite questo rituale si favorivano i processi migratori ed i popoli di lingua osca si inoltravano lungo gli Appennini. Per allontanare un pericolo o vincere una battaglia i Sabelli sacrificavano a Mamerte tutto ciò che nasceva durante la primavera. I primi Ver Sacrum ci furono in tempi preistorici.
Il Ver Sacrum traeva origine da una promessa al Dio Marte e consisteva nell’offrire, come sacrifici, tutti i primogeniti della seguente Primavera.
Gli animali venivano effettivamente sacrificati, mentre i bambini non venivano realmente immolati, e crescevano piuttosto come sacrati (cioè protetti dagli Dei) per poi, giunti all’età adulta, dover emigrare per fondare nuove comunità altrove. In questa maniera nasceva un nuovo popolo. La migrazione era guidata secondo una proceduta totemica: si interpretavano i movimenti ed il comportamento di un animale-guida, per trarne auspici e indicazioni sulla direzione del viaggio. Ogni tribù aveva un animale sacro agli Dei: per i Sanniti era il toro, per i Lucani il lupo, per i Piceni il picchio.

Questo rituale sannitico viene rappresentato ogni anno da attori professionisti che vestono anche i costumi d’epoca. La rappresentazione consta di quattro scene:

  1. la prima scena rappresenta il Ver Sacrum, vale a dire il rito dell’abbandono, da parte dei giovani, delle terre d’origine pronti a partire alla ricerca di nuove terre. Il Sacerdote benedice i giovani che poco dopo si allontanano. I giovani, guidati da Comio Castronio e seguiti da un bue, si fermeranno presso il Tifernus mons dove daranno origine alla città di Bovianum;
  2. la seconda scena tratta dell’istituzione del Matrimonio inteso come rito comunitario. La donna altro non era che la ricompensa del valido guerriero;
  3. la terza scena vede protagonista un vecchio saggio che incita i giovani guerrieri a non perdere mai la virtù e il valore;
  4. la quarta scena rappresenta il rito del giuramento dei giovani guerrieri sanniti che davanti all’altare invocano la maledizione sulla stirpe qualora portano a termine con coraggio la guerra. Colui che si rifiuta viene ucciso.

Parteciperanno i gladiatori del gruppo storico romano, il gruppo animatori centro storico Larino, ed i cavalieri di Bojano.
La manifestazione si aprirà con i saluti della presidente della Fidapa Claudia Patricielli, e del sindaco Antonio Silvestri.

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