Il Sudamerikano

Come un Presidente di Repubblica delle banane, si sdraia sulle televisioni e impartisce lezioni a tutti. I tanti fiaschi di un Governatore che si è iscritto alla corsa di Sindaco di Napoli

In uno scenario evanescente come l’aria che frigge, si sta svolgendo in Campania una tragedia senza fine, all’apice di questa c’è un elemento che sta diventando sempre più pericoloso, sotto i termini della politica…questo elemento è certamente il Presidente o Governatore Vincenzo De Luca.

Come in un Paese Sudamerikano anni 70 da repubblica delle banane, costui si presenta come e quando vuole sui social e you tube con tanto di simbolo della Regione, ebbene quel simbolo non dovrebbe esserci perché in quel momento non è più l’Istituzione che vuole informare la popolazione  Parlo anche a nome mio, elettore di questa Regione, ma lui esterna sue impressioni, molto personali, che con l’istituzione ha ben poco a che fare.

Il Presidente sui social si accomoda, si sdraia. E straparla di tutto e tutti, uscendo fuori dal seminato, non è nuovo a uscite del genere, vero che il genio di Crozza attraverso le sue esasperate performance lo rende assai simile al reale.

E appunto dell’ultima performance che vogliamo parlare, il Presidente sorprende per le sue invettive, comincia con un fare per nulla istituzionale parlando del Sindaco della Città di Napoli, de Magistris, eletto dal popolo partenopeo, lo definisce un “imbecille” capace di litigare con se stesso, paralizzato fermo, e imputandogli tutti i guasti di questa emergenza, poi passa in rassegna deputati e Ministri, Di Maio in particolare, tanta sciatteria politica non si era mai vista. Alla fine di tutto questo si sofferma a chiedere unità e collaborazione, un non sense indegno, la collaborazione può esserci all’unica condizione che si faccia tutto quanto dice lui.

Il Presidente ha cavalcato l’emergenza covid in modo elettoralistico, assumendo intorno a se ansie e paure di una Regione tra le ultime in Europa, la Campania è gonfia di lavoro nero, di malasanità, di trasporti, quasi fantasma, la Campania con le sue aree sterminate non ha niente, non ci sono grandi aziende, cooperative che creino lavoro, le scuole son un guazzabuglio che non si capisce dove vogliano sbucare, la cultura se non fosse per l’audacia di pochi gruppi  amanti di commedie, cinematografia e opere d’arte sarebbe ferma al palo da tempo.

La Campania ha ancora le macerie del terremoto degli anni ottanta, sono circa 40 anni,  In Campania i Paesi si stanno svuotando, come negli anni sessanta i giovani e chi può scappano nei Paesi del nord, o addirittura in alta Europa, e non per trovare fortuna, ma solo per vivere la giornata, vero che i Sindaci di alcune città  regalano suoli e appartamenti sperando di portare ad una rinascita abitativa la loro comunità, Quest’ultima solo  per ribadire il concetto che in Italia e in Campania in particolare spazio per tutti c’è.

Il Lavoro è un’annosa questione, non c’è, e se qualcuno ha trovato un lavoro nel periodo precedente il Covid in negozi o nella ristorazione, senza contratto o part time, si trova fermo a casa senza alcuna protezione economica, è uso dire “una mano avanti l’altra dietro .

Il Presidente s’inerpica anche in elucubrazioni psicologiche, bollando i bimbi che desiderano andare a scuola come dei “disadattati”

Sappiamo bene che ci riesce difficile ascoltarlo, ma ci abbiamo pensato su due volte, la prima per prenderla a ridere, la seconda per cercare di capire, perché degli avversari visogna cercare di saperne più di loro stessi, e allora capiamo che come un Presidentello da Repubblica delle Banane si affaccia nelle nostre case sindacando come e cosa dobbiamo fare, ma lo avete mi sentito parlare di progetti? Dove pensa di raccogliere denaro per chi è rimasto senza nulla? No, mai, De Luca parla solo di quello che non dobbiamo fare e come dovrebbero comportarsi istituzioni che dovrebbero essergli vicine.

Non è finita, ma ad un certo punto vuole passare per difensore della Campania, e allora cosa fa? Stila una classifica vergognosa quanto imbarazzante su i morti, infettati, e malati terminali, per dimostrare che la Campania, grazie a lui è agli ultimi posti di questa tragica classifica, fatta di morte e dolore, questo è stato il punto più nero di tutta la faccenda.

De Luca governa la nostra Regione con la stessa leggerezza che si vuole quando un elefante cammina su un manto d petali di rose.

Voleva tutto chiuso? Alla gente piace perché fa scelte impopolari, parla di lanciafiamme, d’imbecilli e con la dichiarazione contro l’Amministrazione Comunale di Napoli fa capire a chiare lettere che intende partecipare alla corsa per il Sindaco a Napoli, perché oggi come oggi sappiamo che alla sua corte ci sarà la fila per avere il suo placet a quell’incarico, perché se i conti tornano, se L’attuale Presidente candidasse Paperoga a Sindaco, quest’ultimo sarebbe eletto con facilità.

Un intervento a gamba tesa, atto a screditare, tutto e tutti e far eleggere alla prossima consiliatura chi meglio gli aggrada, già stabilendo sin da ora chi sarà il Sindaco e gli Assessori, insomma il ritorno alla politica più retriva.

Ci piacerebbe sentire dire dal Presidente cose che interessano davvero, che parlasse di aiuti, di lavoro e soprattutto che mettesse mano alla sanità, che secondo molti è scaduta al massimo da quando c’è lui.

Il problema è un altro ed è il più grave, Il Presidente è lì perché l’hanno voluto i corregionali, pensate, ogni dieci persone che incontrate, più di sette sono dalla sua parte, e allora che fare di fronte quest’ anomalia? E con tutto il risultato ottenuto ci si chiede, possibile che nessuno lo fermi? gli dia consigli e in qualche caso anche le più elementari norme della buona educazione.Ma il nuovo PD di Zinfaretti che fa? Possibile non si abbia il coraggio di chiamarlo e dirgli”questo è troppo”

Mettersi a contrastarlo con Presidi e manifestazioni per pochi intimi vuol dire trovargli la ragione, si può fare ogni tanto qualcosa per testimonianza, ma combatterlo sul terreno della quantità è dura, perché i numeri sono dalla sua parte, e allora la nuova strategia potrebbe essere quella di parlare e molto a tutti, soprattutto a chi lo ha votato, che oltre cafone, imbecille, lavativo, lanciafiamme e atre cose del genere, c’è il vuoto, un vaso vacante. Far capire che da lui non è arrivato altro…

La cosa più triste è questa, combattere un gigante lontano dal suo terreno fatto dai numeri, perché oggi i numeri sono dalla sua parte , m chiedere a tutti, cosa ti ha dato oltre una serie di insulti terrorismo e  negazioni? Nulla, vallo a far capire…

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