Il premio Artemisia è stato assegnato a…l’anarchismo

Il fumetto premiato dall’associazione francese Artemisia è stato Verdad di Lorena Canottiere. Ci racconta di un’anarchica che conquista la libertà lottando contro la repressione cattolico-fascista nel contesto della Guerra di Spagna.

Il premio Artemisia* 2018 è stato assegnato a… l’anarchismo

Sembra una battuta e invece il fumetto premiato in Francia, “Verdad”, dell’italiana Lorena Canottiere (Coconino Press 2016 e 2017;  Ici Même 2017) lo annuncia chiaro e tondo con la citazione di prima pagina del vasco Lucio Urtubia “falsario e anarchico” geniale : “Perché l’Utopia è possibile”.

Il che mi ricorda un altro fumettista italiano, anarchico anche lui, Zerocalcare col suo notevole albo  Kobane calling (2015) in cui s’interessa dell’utopia possibile del Rojava tramite la propria esperienza. Verdad racconta e descrive la lotta personale e collettiva di una moglie che afferma il suo anarchismo dall’infanzia contro sua nonna cattolica che le strappa delle mani una foto di sua madre “peccatrice”.

Poi, da giovane, contro il militare franchista che tenta di stuprarla sul fronte, metafore tremende della violenza fascista sullo sfondo della Guerra di Spagna. Finisce col conquistare la libertà su tutti i piani —familiare, religioso, sessuale, politico, personale— poiché la repressione è transversale. Ma ha pagato di persona. Ci ha lasciato un braccio, amputato all’età di 26 anni. Metafora di questa Spagna rivoluzionaria FAI/CNT mozzata dai fascisti e stalinisti. Bella metafora grafica filata che rinvia a quella delle due Spagna del poeta Antonio Machado che dice dolorosamente allo Spagnolo che “vuole vivere e comincia a vivere” : Una delle due Spagne ti raggelerà il cuore”.

Ho acquistato subito l’edizione italiana poiché col fumetto succede come al cinema : se è possibile vedere la version originale, non si fa a meno, giusto ? Edizione italiana ma il titolo è spagnolo : VERDAD. Enigmatico nonché paradossale. Come ? Anarchia e Verità nello stesso albo ? Lo dice proprio un compagno della Colonna Durruti nel fumetto : “Non mi piace chi ha la verità… Facci caso, chi ha la verità ? I preti, i capi, i padroni. Tutti quelli che ti vogliono comandar la vita !

D’altronde a qualcuno la devono pur vendere ‘sta verità !” La parola “verità “scoppia però in questo testo in omaggio agli anarchici della Guerra di Spagna, è persino la prima parola pronunciata, la seconda nuvoletta dopo di un sonoro Bum. Dopo di quattro pagine di silenzio : la campagna deserta poi popolata da miliziani.e in posizione e in attesa… All’improvviso scoppiano la bomba e poi la parola “Verdad”, grido di allarme di un miliziano. Allora si capisce che Verdad è una compagna, quella che messo la bomba, quella che doveva dare il segnale e non l’ha fatto…È stata aggredita e ferita… In stato di incoscienza, la sua infanzia in un paesino delle Pirenei da sua nonna che ritiene sia una bastarda, i suoi tentativi per sapere di sua madre e dell’origine del suo nome… le tornano in mente. Grazie al suo impegno politico, finisce col sapere che lungi da dover espiare la colpa di sua madre, ne deve essere orgogliosissima perché aveva raggiunto la famosa comune anarchica di Monte Verità, in Svizzera, in riva al Lago maggiore.

Fondata nel 1900 da Henri Oedenkoven, Ida Hofmann, Lotte Hattemer e Karl Gräser in una zona già frequentata da anarchici, la comune libertaria ambiva una nuova società libera dai convenzionalismi sociali, praticando il veganismo, il nudismo, l’amore libero e il matriarcato. È stata frequentata da tanti intellettuali ed artisti europei come Herman Hesse ed è stata il fermento, tra atri movimenti, del dadaismo. Mikhaïl Bakunin ci ha soggiornato. Ma non la cercare più, ormai è un albergo di lusso.

La nota dell’editore francese menziona : lo stile “libero, inventivo e la padronanza di Lorena Canottiere è sbalorditivo. Sovrapponendo con grande intelligenza e abilità colori vivi uniformi assieme a tratteggi, striature, graffiature, le imagini di Lorena sono altrettanti quadri di grande espressività.”  Tocca a voi leggerlo e dirlo !


*L’associazione francese Artemisia assegna ogni anno, verso il 9 gennaio (nascita di Simone de Beauvoir), il suo premio omonimo a un fumetto disegnato e/o scritto da una o più donne.

Rivendica un posto per l’immaginario e la grafica femminili. Perché Artemisia ?

In omaggio ad Artemisia Gentileschi, grande pittrice italiana del seicento che fece una carriera pur essendo una donna dopo di avere avuto il coraggio di affrontare un processo intentato contro il suo professore di pittura per violazione, il quale fu condannato. « Perché», dice la fumettista Chantal Montellier, cofondatrice dell’associazione, “la creazione di fumetto al femminile ci sembra poco conosciuta e riconosciuta, poco valorizzata e illuminata, alcuni alberi nascondono la foresta di talenti lasciati nell’ombra o in abbandono. Perché riteniamo fondamentale che ci sia uno sguardo femminile sulla produzione di fumetti… Perché il fumetti per tutti e di grande diffusione rimane tuttora un media dominato dall’immaginario maschile, che veicola stereotipi schiaccianti. Perché le giurie, in particolare nella fase di preselezione, sono soltanto costituiti esclusivamente da rappresentanti del sesso cosiddetto forte.”

E si escludono solitamente  le donne disegnatrici dagli autori selezionati. Infatti, il grande premio di Angoulême (primo concorso di fumetto in Francia) non è mai stato assegnato a una donna 

Monica Jornet

Da famiglia spagnola, Laureata in Letteratura e Lingua spagnola alla Sorbona. Socia del Collège de Pataphysique. Vive tra Napoli (rione Sanità) e la Francia. Gruppo Errico Malatesta - FAI - Napoli. Groupe Gaston Couté de la Fédération Anarchiste. Libertà e arte come valori supremi.
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