Il Parco dell’Acropoli e il Decumano verde

In libreria un testo che tratta dei progetti per migliorare la qualità urbana del centro storico di Napoli

In merito al libro “La riqualificazione della città antica” di Alberto Calabrese abbiamo ricevuto una recensione che volentieri pubblichiamo da parte di

Enrico Formato architetto dottorato in Urbanistica

Il testo di Alberto Calabrese ha il merito “civile” di rilanciare alcuni temi relativi al recupero del centro storico di Napoli, purtroppo assenti nel dibattito pubblico degli ultimi anni.

Il primo tema – “parco dell’Acropoli” – è connesso all’ipotesi di delocalizzazione del Policlinico universitario a tutt’oggi situato nelle maglie dell’abitato antico di Neapolis, a monte del decumano massimo.

Si tratta di una delle più interessanti disposizioni del Piano regolatore vigente (2004), restata a tutt’oggi inattuata. La questione riveste un doppio livello d’interesse.

Alla scala urbana essa apre a un’investigazione affascinante, evidentemente di tipo progettuale, sulla possibile conformazione di un parco, eminentemente di natura archeologica, inserito in un contesto storico profondamente alterato dallo sventramento per mezzo del quale, all’inizio del 900, sono stati realizzati i padiglioni delle Cliniche.

Alla scala vasta, della regione urbana, la delocalizzazione del Policlinico universitario (in corso di costruzione a Caserta), costituisce un tassello importante della figura post-metropolitana (e multi-polare) sancita dal Piano territoriale regionale. Questa nuova collocazione consentirebbe infatti di liberare l’abitato storico di Napoli di una funzione speciale che polarizza sul capoluogo regionale notevoli flussi di persone.

Il secondo tema è quello che l’autore definisce “Decumano verde“, ad indicare una possibile caratterizzazione paesaggistica di un tracciato antico che corre in fregio allo sventramento haussmaniano del Rettifilo (Corso Umberto I).

La questione è rilevante per il carattere d’innovazione sotteso alla possibilità di applicare al progetto di spazio pubblico in ambiente storico – troppo spesso ridotto a semplice arredo urbano – le innovazioni che il progetto contemporaneo sperimenta per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la resilienza del suolo urbano. Il “Decumano verde”, così come tratteggiato dall’autore, avrebbe inoltre il merito di mettere a sistema mediante questa nuova dorsale pubblico-ecologica di natura pedonale, alcune importanti opere pubbliche in corso di completamento, la principale delle quali è la nuova stazione “Duomo” della ferrovia metropolitana (progettata da Fuksas).

La focalizzazione sugli accennati spunti di riflessione – progetto della conurbazione multipolare, conservazione degli abitati storici (da liberare del loro improprio ruolo di “centri storici”), innovazione progettuale nella conformazione dello spazio pubblico e più in generale dello spazio aperto in ambito storico – definisce un campo di riflessione, teorica e progettuale, di estremo interesse, in cui le competenze “tipo-morfologiche” sottese al progetto della conservazione integrata dei centri storici (una delle peculiarità dell’urbanistica italiana) potrebbero trovare fertile sviluppo contemporaneo.

Il testo di Calabrese restituisce tutto l’impegno civico e la passione che l’autore da anni riversa nel dibattito pubblico napoletano. Le ipotesi che emergono dalla trattazione sono pertinenti, anche se la declinazione dei temi presente nel volume va considerata solo come un primo abbozzo per approfondimenti progettuali, tanto urgenti quanto complessi. Declinazioni progettuali che meriterebbero senz’altro un maggiore impegno della comunità scientifica, del mondo culturale, della politica e della società civile napoletana.

 

La riqualificazione della città antica

Dal parco dell’Acropoli al Decumano Verde

Clean Edizioni, Napoli, 2016

pp.106, Euro 10

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