Il Male che diventa curabile

Presentato a Matera un progetto che infonde speranza

In un momento drammatico della mia vita, leggo su un settimanale di un libro appena scritto da un giornalista televisivo conosciuto in tutta Italia, su di un uomo vissuto e cresciuto a Udine, ma trapiantato  a Houston negli Usa, dove gli studi e anche certe esperienze di vita lo hanno portato a diventare il padre della “nanomedicina”. In mezzo una sfida fino a ieri impossibile: sconfiggere il cancro.

Il libro ha un titolo che mi piace: “Il male curabile”.
Ecco come si sono incrociate le vite di Michele Cucuzza, volto notissimo della Rai, e Mauro Ferrari, il ricercatore friulano, classe 1959 , “nato” come matematico (laurea a Padova), quindi specializzatosi a Berkeley in ingegneria meccanica, passato poi all’ingegneria biomedica e attualmente presidente e amministratore delegato del “Methodist hospital research institute” di Houston in Texas, tra i primi cinque ospedali degli Stati Uniti per ricerca e assistenza.

masullo 1Prenoto il mio albergo nei Sassi e, come va detto, mi fiondo all’appuntamento, il primo in Italia dopo la recente scoperta del nanofarmaco.  Il 29 marzo 2016 alla Casa Cava, (della Fondazione Matera-Basilicata2019) in un quadro in cui antico e ultra moderno si fondono, Mauro Ferrari ha presentato il lavoro di tanti anni di ricerca negli Stati Uniti: un grande progetto scientifico per la lotta ai tumori, che ci da speranza per il futuro .

Il nuovo nanofarmaco, scrive l’Ansa, è stato sperimentato al momento solo su topi, con risultati che sono stati definiti ”sbalorditivi”, tanto che si punta ad avviare i test sull’uomo nel prossimo 2017.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Biotechnology, è frutto del lavoro del team di ricercatori dello Houston Methodist Research Institute, guidati da Mauro Ferrari, uno dei maggiori esperti di nanotecnologie in medicina a livello mondiale.
Il nuovo nanofarmaco chiamato iNPG-pDox ha detto l’esperto all’ANSA, ”si dimostra capace di curare completamente le metastasi polmonari ed al fegato in modelli animali, ovvero in topi con tumore al seno.

Circa il 50% delle cavie raggiunge infatti la completa guarigione, con un equivalente umano di oltre vent’anni di vita senza evidenza di tumore residuo. Un risultato importantissimo alla luce del fatto che non ci sono terapie attualmente disponibili per i tumori metastatici, di origine mammaria o di qualsiasi altra origine”.

“Non farei mai promesse eccessive alle migliaia di malati di cancro – ha aggiunto Ferrari – ma i risultati sono sbalorditivi. Stiamo parlando infatti della possibilità di arrivare alla cura dei tumori metastatici”.

La grandezza di questa nuova tecnologia, sta nel fatto che proprio grazie al nuovo farmaco, le nanoparticelle sono in grado di trasportare la cura fino al cuore delle cellule cancerose delle metastasi. Il farmaco attesa ivo viene dunque rilasciato solo all’interno del nucleo della cellula metastatica, superando i meccanismi di resistenza ai farmaci messi in atto dalle stesse cellule del cancro.

Fresco di una pubblicazione su Nature Biotechnology (http://www.nature.com/nbt/journal/vaop/ncurrent/full/nbt.3506.html) che ha suscitato interesse e curiosità in tutto il mondo scientifico.
L’equipe di ricercatori di Houston ha messo a punto una strategia per combattere le metastasi polmonari ed epatiche nelle cavie da laboratorio sfruttando le nanotecnologie per far arrivare i farmaci antitumorali all’interno delle cellule malate, superando le varie barriere biologiche che normalmente limitano il loro accesso.

Il dott. Ferrari, persona alquanto affabile e spiritosa, affascina la platea esponendo a grandi linee il risultato delle ricerche di Houston. L’idea vincente è quella di ingannare la metastasi che è molto selettiva nell’accettare l’ingresso, nelle sue strutture, di qualunque sostanza e quindi anche di farmaci.

masullo2La tecnica sfrutta dei micro dischi di silicio poroso che hanno la capacità di legarsi all’endotelio dei vasi che portano il sangue alle formazioni metastatiche. Il silicio contiene nelle sue porosità dei micro polimeri filamentosi formati da un gran numero di vescicole contenenti farmaco. I filamenti, una volta entrati nel liquido extracellulare della metastasi, si dissolvono liberando un gran numero di vescicole che hanno la caratteristica di ingannare le cellule tumorali che le scambiano per microsomi, permettendo il loro ingresso all’interno di esse. Una volta all’interno, le micro vescicole arrivano, sfruttando strutture di trasporto intracellulari, nei pressi del nucleo dove, grazie ad una maggiore acidità, si dissolvono liberando il farmaco.

Lo studio non riguarda, quindi, il tipo di farmaco che si utilizza (ne esistono tanti e molto efficaci), ma il mezzo per farlo arrivare dentro le cellule malate. In laboratorio, il 50% dei topini affetti da metastasi polmonari ed epatiche guarisce completamente, mentre la restante parte allunga comunque di molto la sopravvivenza.

Certamente, dal laboratorio alla pratica clinica il passo è lungo. Mediamente una nuova tecnica farmaceutica impiega quindici anni per superare tutte le fasi sperimentali ed entrare nell’uso comune, ma il dott. Ferrari spera di accorciare a due o tre anni questo tempo, avendo la sua equipe messo a punto la parte riguardante la manifattura farmaceutica che è il passo normalmente più complicato.

masullo3A breve partiranno le sperimentazioni sulla tollerabilità nell’uomo e si spera che, superata questa fase, si possa partire con le sperimentazioni cliniche. Le aspettative di tutto il mondo scientifico sono enormi, ma anche lo scetticismo di parte del mondo della medicina più tradizionale che non è ancora pronta a queste novità che le nuove tecnologie possono portare. Il dott. Ferrari ha già da tempo rinsaldato il legame con l’Italia e in particolare con la Calabria.

Infatti, trovatosi per caso nel 2005 in vacanza in questa regione (la Puglia ndr) e alloggiando a Gagliato, piccolissimo paese di 500 abitanti in provincia di Catanzaro, stregato dal fascino del posto e dall’accoglienza che vi ha trovato, ha inaugurato nel 2008 Nano Gagliato, un meeting che annualmente d’estate attira nel paese, per cinque giorni, i migliori esperti mondiali di nano tecnologie che si confrontano sulle novità del settore e mettono su nuovi progetti di ricerca.

Grazie a questa iniziativa, Gagliato, che era un paese in decadenza, ha ritrovato nuove energie e stimoli soprattutto da parte dei pochi giovani del paese che sono diventati grandi appassionati di scienze e che vedono ora in questo settore il loro futuro.

Un incontro con Ferrari che apre il cuore alla speranza di nuovi successi contro il cancro e questo grazie ad uno dei tanti italiani che si fanno apprezzare nel mondo. Matera ha svolto, in questa occasione, al meglio il suo ruolo di Capitale della Cultura, favorendo la conoscenza di una ricerca che potrebbe risultare nel prossimo futuro una svolta essenziale nella lotta al tumore

Un commento

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  • antonio natale
    antonio natale
    9 aprile 2016 at 13:27 - Reply

    Articolo interssantissimo di divulgazione in una materia di estrem importanza per tutti.