Il fuoco che brucia i governi

Romania - Il primo ministro Victor Ponta ha dato le sue dimissioni questo Mercoledì a seguito delle proteste nate dopo un incendio in una discoteca di Bucharest, in cui hanno perso la vita 32 persone.

Tutto comincia un Venerdì sera in un locale della capitale. Al Colectiv Club, i Goodbye to Gravity decidono di rendere il loro concerto unico ed indimenticabile. Con dei fuochi d’artificio. Quello che succede dopo, è già storia. Le fiamme, la calca della gente che cerca di uscire da quell’unica uscita di emergenza. Tanti, troppi per un locale così piccolo. Come si arriva però da un concerto finito nel peggiore dei modi alla caduta di un governo?

Facciamo un passo indietro. Victor Ponta è il primo ministro Rumeno dal 2012 e dal Settembre 2015 è sotto processo per corruzione. Frode, evasione fiscale, riciclaggio di denaro sono le accuse mosse nei suoi confronti.

romaniaGià da tempo opposizione e popolazione chiedevano le dimissioni del premier e l’incidente del Colectiv Club è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La mancanza di controllo, il non rispetto delle leggi e delle norme sulla sicurezza non sono qualcosa di nuovo. L’amministrazione aveva l’abitudine di chiudere un occhio, in cambio di piccoli regali, per gli “amici”. Solo l’anno scorso la DNA (Agenzia anti-corruzione, operativa dal 2002) ha portato a processo 24 sindaci, 5 parlamentari, 2 ex-ministri e un ex primo ministro. Per non parlare degli oltre 1000 individui indagati, tra giudici e pubblici ministeri – di cui il 90% è stato poi condannato.

Da Sabato però la gente è finalmente scesa in strada a protestare, al suono di “vergogna!” e “assassini!”. E numerosi striscioni con la scritta “la corruzione uccide”. Oltre 30,000 hanno espresso la loro rabbia, non solo per le strade della capitale ma anche in tante altre cittadine del paese. E tanti altri hanno espresso il loro sostegno sui social media, con l’hashtag #corruptionkills.

Una giovane donna, che ha perso due amici nella tragica sera di Venerdì, ha dichiarato ai giornali come “Noi giovani siamo il futuro. Questo è quello che ci hanno detto, è così che ci hanno educato. E quando succede qualcosa di così grave e così tanti giovani perdono la vita, per noi è un attacco contro il futuro stesso […] Le cose devono cambiare e il cambiamento deve venire dall’alto

Quella di Ponta non è stata però la sola testa a cadere. Con lui, anche il sindaco di Bucharest e il Ministro dell’Interno hanno presentato le loro dimissioni, per le evidenti responsabilità (morali e reali).

romaniaNon dimentichiamoci che la Romania è all’ultimo posto tra i membri dell’UE, stando alle statistiche di Transparency International, assieme all’Italia, Grecia e Bulgaria. Eppure, secondo i cittadini, la DNA sta davvero facendo la differenza. “Credo che le attività dell’agenzia” ha dichiarato il procuratore generale Kovesi “abbiano cambiato la mentalità e l’approccio dei rumeni. Oggi sono consapevoli del fatto che non sia più necessario pagare tangenti per vedere rispettati i propri diritti”.

Cosa succederà ora? Il presidente gravity nominerà un primo ministro che guiderà il paese fino alle prossime elezioni, prima di iniziare le discussioni con i partiti per la formazione del nuovo governo. Il partito Social Democratico (PSD) di Ponta sembra però avere ancora l’appoggio e i numeri per tornare a governare. Speriamo, questa volta, senza favoritisimi o scorciatoie. Perché la Romania e i rumeni meritano una democrazia degna di questo nome

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