Il doppio binario di Santa Fede

Un mercoledì folto di riunioni, ma due in particolare, abitabilità per i senza tetto e manifestazione contro uso indiscriminato dei tavolini nelle strade. la precisazione di Fucito

Tanta carne a cuocere, assemblea del comitato di lotta per la salute mentale, e più in là una riunione di  rete SET e altri cittadini che s’interrogano sul che fare in risposta a loro dire di alcune cervellotiche decisioni dell’amministrazione comunale prese nell’ultimo periodo.

Salvatore d’Amico, da anni impegnato in battaglie a favore degli ultimi e amministratore del gruppo facebook  “Aiutiamoci tra noi” che ha stabilito un record, questo  gruppo in meno di due settimane ha raggiunto l’invidiabile numero di oltre duemila partecipanti, un gruppo molto attivo che ha creato una rete tra chi ha bisogno e chi vuole dare.

“In città ci sono duemila senza tetto, parlo di quelli stimati” dice Salvatore, che continua con tono indignato. “I posti affidati dal Comune a queste anime sono tra i 320 e i 340, a fronte di un capitale immobiliare, mi hanno detto, di 60mila immobili, credo sia giunto il momento di aprire una vertenza col Comune per risolvere questa imbarazzante situazione.

E non solo il Comune, ma anche con la Curia napoletana, che di fatto tradisce la strada tracciata dal Pontefice di aprire le chiese, a Napoli non solo le chiese restano chiuse, ma ci sono duecento immobili che potrebbero essere utilizzate come ricovero e che risultano chiusi, serrature sprangate.

I senza tetto non vogliono andare nei dormitori, le ragioni sono diverse, perché hanno paura, perché avvengono furti, perché l’orario di chiusura è proibitivo: si potrebbe finire di incamerarli tutti in un unico spazio e pensare a soluzioni diverse, più umane, dargli in affido strutture condominiali, magari visionati da qualche tutor, l’abitabilità, molto più del cibo è il loro problema.

Il cibo, oramai sono tante le associazioni che si preoccupano di portare il mangiare a questa povera gente, io personalmente ho visto persone buttare le buste alimentarie perché ne erano pieni, ad esempio la comunità di Sant’Egidio è la più fattiva a coprire il territorio, peccato che quando consegnano le buste esigono anche una preghierina di ringraziamento a Gesù, e così non si fa, non va bene, il problemi dei senza tetto è appunto questo, il tetto, la possibilità di abitare, avere una casa dove poter vivere, prepararsi il cibo, vedere la televisione, una vita normale e non fatta di cartoni. Io se dalla Curia”, termina Salvatore d’Amico “non arriverà nessun segnale di solidarietà m’incatenerò davanti il portone della cattedrale”.

Annuisce Raffaele Paura, che ribadisce “da quando è finita l’emergenza è accaduto un fatto tanto  nuovo quanto vergognoso, ogni mattina –Napoli Servizi- raccoglie le poche cose di questi disgraziati, coperte comprese, e le  butta. Salvatore dice cose giuste, il nocciolo della questione è la dignità e il volere essere incisivi, la nostra amministrazione l’unica cosa che fa per i senza tetto o gli irreperibili è aprire le stazioni della Metropolitana di Piazza Cavour, Toledo e Vanvitelli, nella quale non ci ho mai visto nessuno. Emergenza freddo? ma perché non si sa che a Gennaio arriva il freddo?”.

La pensa, più o meno allo stesso modo Antonio del Castello della Rete SET, che risoluto afferma, “il problema è che non esiste alcun diritto a vivere la città, gli spazi per queste persone sono sempre più stretti, mentre si preferisce allargare quelli dei privati, eppure gli strumenti per risolvere questo tema ci sarebbero, basterebbe avere solo un po’ di buona volontà”.

Nives Monda, che ha l’attività di ristorazione in Via Santa Chiara, e che da tempo, ogni martedì presta la sua cucina e pranzi ai senza tetto, si sta battendo anche per un’altra questione, quella della delibera dei tavolini.

“Io non ne ho approfittato”afferma, prendendo la parola, “non ho aggiunto alcun tavolino fuori del mio ristorante e sono fermamente contraria, le piazze e le strade devono essere dei cittadini, non dei bar e ristoranti. Al tal proposito stiamo organizzando una festa per Sabato 27 giugno, all’interno della basilica di Santa Chiara, proprio nello spazio che alcuni giorni fa, e prima del blocco da parte del TAR abbondava di tavolini; le piazze una volta erano gli spazi dei bambini, e noi organizzeremo per Sabato incontri con i bambini del quartiere, che hanno nel centro storico pochi spazi di condivisione, e cercheremo anche di combattere un altro nemico dei giochi infantili, il PC e le Play Station, noi a loro risponderemo con  giochi che hanno fatto la felicità dei loro nonni e genitori, pertanto giocheremo a nascondino, mosca cieca, la settimana o campana, e altri giochi di gruppo”, conclude Nives Monda

Sarà, sabato mattina dalle ore 10 una bella mattinata, dove si cercherà di cambiare l’aria del Centro Storico.

 

Precisazione:

Il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Fucito, già Assessore al Patrimonio, da noi raggiunto ha precisato che “a Napoli non esiste nessun tesoro immobiliare, ma solo 60mila particelle catastali, il che vuol dire che sono inclusi pianerottoli, cabine dell’elettricità e spazi di fatto inutilizzabili.

Il patrimonio immobiliare della città è di 23mila immobili, per lo più fatiscenti, impossibilitati a ospitare qualcuno perché necessitano importanti interventi strutturali. Anche Santa Fede, rientra in questo patrimonio.  E tutti sanno, prima che una comunità la liberasse, quella struttura in quali disastrose condizioni versava. Per il resto sono disponibile a qualsiasi tavolo si voglia organizzare su questo tema”.

 

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