Il dopoelezioni alimentare

Attenzione tifosi sia di sport sia di partiti, un'alimentazione sana serve a combattere lo stress per la felicità e la delusione

Marzo 2018, la primavera alle porte e un dopo elezioni che richiede a tutti di stare attenti alla salute. Ognuno deve star attento soprattutto a tavola per una ragione. Noi comuni mortali vogliamo sentirci in salute e almeno per una volta fare la prova costume a Luglio e non a Settembre.

Altri, di questi tempi, devono stare attenti per evitare problemi ben più seri. Ai pentastellati serve un’alimentazione che aguzzi la vista e i sensi, sono circondati dai volponi e non devono farsi mangiare. Meglio nutrirsi di mirtilli e frutti freschi di stagione che abbondano di sostanze nutrienti.
Le camicie verdi invece rischiano colpi di iperglicemia dovuti ad eccesso di euforia. Li vedi smielare come un alveare traboccante ma sai che è miele dal retrogusto amaro, come quello di mandorlo. Li chiamano “Leghisti” ma a dire il vero non legano, dividono. Per loro meglio aumentare la quota di fibre e tamponare gli zuccheri.

Ci sono i tifosi azzurri, non della Nazionale.  Hanno preso dei colpi, sono pieni di bile, intossicati, dovrebbero depurare il fegato ma per ora aspettano. Nell’attesa potrebbero aumentare il consumo di carciofi spaziando tra tutte le ricette e non ne verranno a noia.  Colpisce il quasi mancamento dei riformisti di sinistra.

Occorrerebbe loro una iniezione di energia per tenersi su. Tisane e sali minerali, ginseng e caffè con moderazione. Si sente la voce della sinistra di base. Ma anche per loro la tavola è un posto da cui partire; si sa con pochi alimenti di base è difficile stare bene in salute. Si nutrano di più, con maggiore varietà e si rafforzino.  Infine abbiamo quelli muscolari, in abiti neri, più spesso solo la camicia, anche per loro la dieta è troppo ristretta per essere fonte di salute e poi è consigliato come olio solo quello d’oliva.

In tutte le circostanze, chiunque voi siate, a tavola non si scherza. Il cibo può essere “medicina” e gli chef “dottori”. Il cibo è emozione e nutrimento. Influisce sulla nostra biologia e sulla nostra psiche, ci fornisce energia e rinnova la materia di cui siamo fatti.

Allora, aspettando il Presidente Mattarella, lo chef istituzionale, come rimettersi a tavola rispettando il risultato delle urne? Partiamo dalle Scienze Naturali, attraversando il nostro Paese troviamo i profumi del cibo vero quello fatto di centinai di alimenti semplici. L’Italia è un luogo straordinario per molte ragioni. Limitandosi al solo aspetto naturalistico è il luogo con la maggiore biodiversità del Mediterraneo. Giusto per citare alcune caratteristiche macroscopiche possiamo chiederci: “Sarà un caso l’enorme varietà di vegetali commestibili, di formaggi e ricette, cioè di soluzioni alimentari?”. E per soluzioni alimentari si intende la possibilità di nutrirsi restando in buona salute utilizzando principalmente ciò che il territorio offre.

In Italia esiste la cucina regionale con caratteristiche così marcate su distanze così piccole, a parità di ingredienti da avere pochi eguali nel mondo. Bagnacauda in Piemonte e alici fritte in luguria? Ingredienti spesso locali, cibo vero, cibo vivo che ci rinnova, cibo così buono da non necessitare mai l’aggiunta di zucchero per piacere, come invece accade per la gran parte del cibo industriale.

Nel dopo urne la sinistra esce ridimensionata pur mantenendo intatte le sue mille diversità lasciando aperta la domanda se ciò è una ricchezza o un limite.

In biologia la diversità è certamente ricchezza.

Sediamoci a tavola e facciamo il primo passo per iniziare a sentire i profumi in modo semplice. Invertiamo i piatti. Iniziamo il pasto con un’insalata mista fatta di tanti vegetali di stagione e poi gustiamo le altre portate. Le verdure fresche, quelle dei nostri territori, hanno ognuna il suo sapore e non stancano mai.

Nel Paese, il Rosatellum ci ha restituito la biodiversità politica che le leggi precedenti avevano appiattito spegnendo tante voci.

A tavola, quando i sapori si appiattiscono ricordiamocelo che non è sempre stato così e che l’Italia tutta offre un numero quasi illimitato di varietà, di aromi, di colori e combinazioni.

Difendere la diversità Biologica, culturale e sociale della nostra bellissima Italia, trovare le soluzioni per la convivenza oltre tutte le contraddizioni è un grande onere, un grande onore e la più grande eredità che potremo mai lasciare ai nostri figli e all’umanità.

Non dimentichiamolo, molti degli ingredienti della nostra tavola li abbiamo importati da tutto il mondo per secoli e li abbiamo trasformati nei nostri piatti come eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Il cibo vero, quello che l’Italia ancora sa distinguere e produrre,  ci da il piacere ma la felicità è gustarlo con chi amiamo.  Lo sguardo, le parole, i gesti, la presenza di chi incontriamo a tavola resta ancora molto dopo che il nostro buon caffè ha scalzato tutti gli altri sapori.

 

Antonio Ramaglia

Divulgatore scientifico
Un commento

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  • arturo
    10 marzo 2018 at 16:46 - Reply

    caro Antonio,

    la frase che più’ mi piace e’ l’ultima e la richiesta e’ propio che, non solo a tavola ma anche negli autobus o per strada ci si domandi come superare testarde e arroganti posizioni divisive per capire cosa fare da noi ma anche in Europa.
    Una sola richiesta: il rispetto per l’altro, anche il migrante che non e’ un numero e meno che mai un cadavere. Napoli meticcia si e’ sempre confrontata con tutto e tutti e questo e’ statore secoli il primo sale della sua superiore coscienza civile e culturale.